Accuse di Cera sul “bilancio non veritiero” e sulle somme non recuperate: mesi proventi da Parco dei dinosauri

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“Un bilancio non veritiero”. E’ un’accusa grave quella lanciata dall’ex sindaco e oggi consigliere comunale di opposizione Angelo Cera rispetto al bilancio di previsione 2025-2027, che la massima assise di San Marco in Lamis – ente in disavanzo finanziario - ha approvato lo scorso 23 dicembre alla presenza di soli undici eletti. Assenti, invece, Ianzano, Turco, Paragone, Catta, Augello, De Giovanni. A votare il bilancio sono stati nove consiglieri, contrari Cera e Longo. L’ex parlamentare ha voluto far verbalizzare le proprie contestazioni “per evidenziare casi e vicende che dovrebbero trovare una rispondenza negli atti contabili del Comune” e “col proposito di inviare tale intervento al Prefetto, alla Corte dei Conti ed al MEF”. In primis ha fatto riferimento alla restituzione di fondi indebitamente utilizzati dell'ex Piano Sociale di Zona, oggi Consorzio. “Nella conferenza dei servizi del 6 agosto 2024 del Consorzio dei Servizi Sociali, il sindaco Michele Merla, alla presenza del delegato della Regione Puglia, riferiva: “Nei prossimi mesi, sarà completato il trasferimento delle somme del fondo unico di ambito indebitamente utilizzate dallo stesso Comune”. In una lettera del direttore generale del Consorzio del 2 dicembre scorso, in risposta ad una mia precedente richiesta, si parla di 4.276.433,32 euro quale ammontare delle somme indebitamente utilizzate dal Comune di San Marco in Lamis e di una avvenuta restituzione parziale di appena 443.725,62 euro, per cui vi sarebbero da restituire ancora 3.832.707,70 euro”, ha affermato Cera.

“L'Organismo straordinario di liquidazione con deliberazione del 7 gennaio 2021 aveva accantonato la somma di 2.364.573,63 euro per la mancata accettazione della transazione da parte del Comune di San Marco in Lamis e degli altri Comuni e, quindi, vi sarebbero, in ogni caso, ancora 1.468.134,07 euro da restituire con fondi comunali, ammesso che anche i fondi accantonati non siano stati utilizzati diversamente. Nella lettera delle Regione del 15 gennaio 2020, si parla invece di 4.356.831,47 euro da restituire totalmente”.

Ecco perché Cera ha chiesto come e dove sono stati contabilizzati nei capitoli del bilancio i fondi accantonati dall’Organismo straordinario di liquidazione di 2.364.573,63 euro e se questi fondi sono stati versati al Consorzio. Inoltre ha chiesto di sapere cosa prevede il bilancio comunale, e quale sarebbe il capitolo di spesa che eventualmente lo prevede, sulla somma ancora da restituire di 1.468.134,0 euro e da quale capitolo o altro fondo sono stati prelevati gli 443. 725,62 euro che risulterebbero essere stati restituiti al Consorzio. E ancora ha domandato che senso abbia la deliberazione della giunta del 19 dicembre scorso, “cioè di appena tre giorni prima dell'approvazione del bilancio 2025”, con la quale si autorizza il tesoriere comunale ad utilizzare “in termini di cassa le entrate vincolate per il finanziamento di spese correnti per un limite massimo di 3.373.156,02 euro”.

“I fondi vincolati e accantonati dall'OSL per i servizi sociali e quelli degli usi civici che fine hanno fatto? Sono questi i fondi a cui si riferisce la delibera di giunta del 19 dicembre 2024? E se non sono questi, quali altri fondi vincolati ci sono?”, ha domandato Angelo Cera. “Ripeto: sono stati versati al Consorzio dei servizi sociali 2.364.573,63 euro? Che fine hanno fatto gli oltre 500.000 euro degli usi civici? Sono questi i tre milioni che ancora volete utilizzare per le spese correnti con questa delibera del 19 dicembre 2024? Se non date una risposta chiara, vuol dire che siamo nella stessa situazione del passato quando l'utilizzazione dei fondi vincolati, non reintegrati come per legge, hanno determinato il dissesto. Se il Comune, per far fronte a tre milioni e oltre di spese correnti, deve ricorrere ad anticipazioni di cassa utilizzando i fondi vincolati, vuol dire che siamo già in una situazione di pre-dissesto. Infatti, se non ci sono più i fondi accantonati dall'OSL (2.364.573,63 euro) e a questi aggiungiamo le somme ancora da restituire al Consorzio (1.468.134,07 euro) e i fondi degli usi civici (500.000 euro), vuol dire che siamo in rosso di 4.332.707 euro, somma che bisogna trovare per andare avanti, diversamente che fine facciamo?”.

Cera ha concluso rivolgendosi agli altri eletti: “Oggi la vostra responsabilità è grande perché avete di fronte atti contabili poco attendibili, non rispondenti alla realtà e quindi un bilancio non veritiero”.

Ma l’ex parlamentare è intervenuto anche rispetto alle somme da riscuotere. “Per quel che è dato conoscere vi sono ancora somme considerevoli, dell'ordine di centinaia di migliaia di euro, che il Comune dovrebbe riscuotere per sentenze passate in giudicato, o comunque esecutive, relative a contenziosi conclusisi favorevolmente per l’ente. Da quali atti contabili si ricavano queste entrate? Si è proceduto almeno ad attivare la procedura di recupero?”. Il riferimento è stato ai proventi derivanti dai biglietti di ingresso del Parco dei dinosauri. Nel 2016 la giunta comunale deliberò di affidare, temporaneamente, fino al 24 novembre 2016, la gestione del Parco dei dinosauri al Gruppo Speleologico Montenero, “nelle more della procedura di affidamento di gestione globale condivisa con il Parco Nazionale del Gargano”.

In accordo con l’ente Parco, fu fissato anche il costo dei biglietti di ingresso al Parco dei dinosauri: dieci euro il biglietto intero, sette quello ridotto. Si precisò che il 20% del biglietto dovesse essere versato al Comune, mentre, per il restante 80%, il 70% andava al Gruppo Speleologico e il 30% al Comune; in altri termini, per ogni biglietto di 10 euro, al Comune dovevano essere versati 4,4 euro mentre al Gruppo Speleologico restavano 5,6 euro, mentre per i ridotti 3,08 euro al Comune e 3,92 euro al Gruppo Speleologico. Anche per il parcheggio si convenne che per ogni biglietto del costo di 1,50 euro un euro sarebbe andato al Gruppo Speleologico e 0,50 euro al Comune.

Successivamente, nel 2017, fu sottoscritta la convenzione tra il Comune di San Marco in Lamis e l'ente Parco nazionale del Gargano con durata fino al 13 agosto 2037 (cioè per venti anni), che estese la precedente concessione in comodato d'uso ma che prevedeva anche espressamente che il gestore della struttura (individuato dal PNG) doveva garantire al Comune “entrate non inferiori a quelle già stabilite con le deliberazioni di giunta del 2016”.

“Evidentemente, quanto convenuto, relativamente al corrispettivo spettante al Comune sui biglietti venduti, non è stato rispettato, se il funzionario responsabile della riscossione ha messo in mora l’associazione Gruppo Speleologico Montenero per il pagamento di quanto dovuto a titolo corrispettivi per la gestione del Parco paleontologico e dei dinosauri. Ho ripetutamente cercato di conoscere se quanto dovuto al Comune per i biglietti di ingresso del Parco dei dinosauri sia stato recuperato, ma non ha mai ricevuto una risposta esauriente in proposito”, afferma Cera.

“Tale atteggiamento di reticenza rispetto a tale introito del Comune evidentemente perdura ancor oggi se negli atti contabili che vengono proposti all'approvazione del consiglio, compresa la relazione/parere del revisore dei conti, non compare alcun cenno in proposito e nessuna somma a movimentare quel capitolo creato nel 2015 appositamente per le entrate del Parco. E questo nonostante vi siano state affermazioni in pubbliche manifestazioni, dinanzi ad autorevoli assessori regionali, che le visite al Parco dei Dinosauri ammontano a diverse decine di migliaia (40-50mila presenze annue) per cui dovremmo ritrovarci in bilancio somme notevoli per tale entrata”.

In realtà, stando a quanto affermato dall’ente Parco, si tratta di somme davvero risibili. A fine 2024 il PNG ha approvato il riconoscimento al Comune di San Marco in Lamis di 25.754,81 euro a titolo di quota parte (il 30% dell’80%) dei ricavi derivanti dalla bigliettazione per le annualità 2017-2023. Il vecchio gestore sammarchese Gruppo Speleologico Montenero srls, stando ai bilanci depositati, durante gli esercizi finanziari 2017-2018 ottenne ricavi derivanti dalla bigliettazione per complessivi 49.229,19 euro, da cui 11.815 euro (30% dell’80%) dovuti dal PNG al Comune. Poi, nel 2019 la gestione passò alla Green Solutions srls di San Giovanni Rotondo, che per il periodo 2019-2023 ha dichiarato di aver introitato dai biglietti di ingresso al sito complessivamente 58.082,50 euro, da cui gli ulteriori 13.939,80 euro del PNG al Comune come da atto di concessione.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet