Consiglio comunale di Manfredonia: più che un Venerdì Santo questo è un Black Friday per la maggioranza

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Gli scricchiolii nella maggioranza di governo di Manfredonia cominciano ad essere rumorosi, come ha mostrato la sessione del Consiglio comunale che era stata convocata per questa mattina. È saltato tutto e un solo consigliere di maggioranza, il verde Alfredo De Luca, si è ripresentato in aula dopo la sospensione che era stata chiesta alle primissime battute.

La seduta, infatti, si è aperta con l’approvazione dei verbali della seduta precedente. Quando poi doveva iniziare la trattazione vera e propria degli accapi posti all’ordine del giorno, il consigliere di Molo 21 Matteo La Torre ha chiesto che la seduta fosse sospesa momentaneamente. Tra i banchi accanto a lui - quelli della maggioranza - c’erano parecchi spazi vuoti. Tra questi, i tre riservati ai consiglieri di Progetto Popolare: Antonietta D’Anzeris, Gianpio Ognissanti e Daniele Spano. Ancora più clamorosi i due vuoti tra gli assessori. Mancavano Francesco Schiavone e Sara Delle Rose, entrambi della civica Progetto Popolare.

Seduta sospesa, quindi, con i capigruppo che hanno dato vita a una riunione che si racconta sia stata molto convulsa. Molto. Troppo, forse. La materia del contendere era il riconoscimento del debito fuori bilancio che si riferisce ai 2.226.219,79 euro di un contenzioso con 5 cittadini. Più precisamente, a spaccare il fronte una volta compatto della maggioranza è stata la figura di Nicola Riccardi - fratello dell’ex primo cittadino Angelo Riccardi - che ha una procura notarile affidatagli dagli attori della causa.

Sono volate parole forti, anche perché soltanto all’ultimo momento è stato inserito nell’ordine del giorno l’accapo per il riconoscimento di questo debito fuori bilancio. Non c’era stato tempo per discuterne? Sì, anche se non tantissimo. Ma, più che altro, qualcuno ha provato il colpo di mano alla fine. E ha creato un primo grosso strappo tra civici e democratici, ma anche tra civici e civici.

Le posizioni emerse durante il confronto al quale, invece, non ha preso parte il Sindaco Domenico la Marca, erano dissimili anche tra membri dello stesso gruppo politico. Un caos a cui nessuno ha saputo porre rimedio.

Così, nessuno della maggioranza – ad eccezione di De Luca - si è presentato in aula alla ripresa dei lavori consiliari. Il presidente Michele Iacoviello ha dovuto prendere atto che mancava il numero legale e ha chiuso anticipatamente la seduta. 

Nel frattempo, dai corridoi di Palazzo San Domenico, ognuno ha cominciato a fornire la sua versione dei fatti. Più che un Venerdì Santo, questo è stato un Black Friday per la maggioranza.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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