Divorzio con Vannacci, Splendido (Lega): “Non può cambiare strada dopo pochissimo tempo, vale il 4%”

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“Pensavo fosse amore invece era un Carroccio”. Potrebbe essere questo il titolo perfetto per raccontare il terremoto politico che scuote la politica italiana: la rottura tra il leader della Lega Matteo Salvini e il suo vice, il generale Roberto Vannacci, fino a poche settimane fa uomo simbolo della nuova fase del partito e oggi fondatore di una creatura politica autonoma, Futuro Nazionale, un movimento che si propone come “destra della destra”. Una separazione che ha il sapore del divorzio burrascoso, consumato tra accuse di tradimento, delusione personale e una guerra di dichiarazioni che ha già lasciato segni profondi dentro il centrodestra. Vannacci ha motivato l’addio con parole solenni: patria, sovranità, sicurezza, rifiuto degli inciuci e dei compromessi. Una destra “non moderata”, identitaria, che punta a intercettare chi si sente tradito dai partiti di governo. Un racconto epico, pensato per parlare a un elettorato deluso e arrabbiato, convinto che la politica abbia smarrito coraggio e radicalità. Ma dietro la scelta del generale non ci sarebbe solo l’ideologia.  Sempre più dirigenti leghisti leggono lo strappo come una mossa dettata da calcoli interni: Vannacci avrebbe capito di non avere reali possibilità di crescita dentro la Lega. Il motivo è semplice e circola da tempo nei corridoi del partito: il dopo Salvini sembra già avere un volto preciso, quello di Luca Zaia. Il governatore del Veneto viene indicato come il possibile successore alla guida del Carroccio, figura capace di tenere insieme amministratori locali, mondo produttivo e una linea più istituzionale. Uno scenario che avrebbe inevitabilmente chiuso ogni spazio di leadership per il generale, trasformandolo in un personaggio mediatico senza vero potere politico. Meglio, allora, rompere ora e tentare l’avventura solitaria, piuttosto che restare intrappolato in una struttura dove i giochi per il futuro sembrano già fatti. La reazione di Salvini è stata durissima. Parole come “slealtà” e “tradimento”, l’espulsione dai gruppi europei e un messaggio inequivocabile: nessuna alleanza futura, nessun posto nella coalizione di centrodestra. Un taglio netto, quasi chirurgico, per evitare che la frattura continui a destabilizzare il partito. Ma cosa significa davvero questa scissione sui territori e su quello pugliese in particolare? A rispondere è Joseph Splendido segretario provinciale della Lega di Foggia e vice coordinatore regionale che abbiamo intervistato per capire umori e prospettive. “Ognuno è libero di fare le proprie scelte, spiega, ma Vannacci era entrato in Lega da poco e aveva un progetto che non ha portato a compimento. O non gli è piaciuto, o ha pensato che il suo fosse migliore, oppure c’era semplicemente la voglia di fare qualcosa da solo. Ma non si può salire su un palco dicendo “non lascerò mai la Lega” e cambiare strada dopo pochissimo tempo”. Splendido ricorda anche quanto spazio il generale abbia avuto: “È stato candidato praticamente ovunque, in cinque collegi. Oggi racconta percentuali importanti, ma se guardiamo ai numeri reali il suo peso politico autonomo si fermerebbe intorno al 4%”. 

Secondo il dirigente leghista, Futuro nazionale proverà a pescare in un bacino ben preciso: “Andrà a intercettare un elettorato di destra che oggi non si sente rappresentato nè da Fratelli d’Italia, nè dalla Lega e tanto meno da Forza Italia, sempre più voce moderata del centro destra”. 

E allora quale potrebbe essere questo spazio da poter occupare? Guardando nel recente passato, ovvero alla nascita politica del personaggio Vannacci, diventato famoso grazie al libro “Il mondo al contrario” da cui poi si è formato un movimento politico, potrebbe essere proprio questo l’alveo in cui fare proselitismo. Associazioni e movimenti della destra più radicale da recuperare, perchè delusi proprio dal suo ingresso in Lega. 

Intanto, al momento i nomi che sarebbero stati affiancati al progetto Vannacci sarebbero i tre parlamentari Domenico Furgiuele, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello a cui potrebbe aggiungersi l’ex Fratelli d’Italia oggi nel Gruppo misto, Emanuele Pozzolo

Come abbiamo già avuto modo di scrivere in precedenti articoli de l’Attacco, rumors parlano anche di agganci nel territorio foggiano nel gruppo che farebbe capo a Massimo Russo, già leader del Team Federico Il di Svevia e animatore delle strutture locali che ha guidato iniziative e incontri di aggregazione politica nella provincia riconducibili al progetto del generale.  

A ridimensionare il peso politico del generale ci pensa il gruppo regionale della Lega, secondo cui questa uscita non è una perdita, ma una liberazione. Il partito si è tolto una zavorra che creava tensioni continue e portava avanti una linea ideologica lontana dal lavoro concreto sui territori. Ora si aprirebbe addirittura una nuova fase per il Mezzogiorno. “C’è una grande opportunità per tornare a parlare con quell’elettorato che si era allontanato dalla Lega. Ci fidiamo del segretario Salvini e sappiamo che, con la sua concretezza e con il lavoro da ministro, continuerà a dare attenzione al Sud e alla Puglia molto più di chi usa battute da bar e argomenti vecchi di cent’anni per incuriosire elettori in buona fede”. 

Il quadro che emerge è quello di una destra che si spacca in due: da una parte la destra di governo, costretta a mediare e amministrare; dall’altra una destra più radicale che promette rottura e purezza ideologica. Resta da capire se Futuro Nazionale riuscirà davvero a radicarsi o se sarà l’ennesima meteora politica destinata a spegnersi in fretta. 

Di certo Vannacci proverà a occupare quello spazio lasciato scoperto da una Forza Italia sempre più centrista e da una Lega impegnata nel governo. Come in ogni divorzio politico, c’è chi piange e chi brinda. Salvini tenta di ricompattare il partito, la Lega pugliese intravede una possibilità di rilancio, il generale scommette tutto su se stesso. Una cosa è certa: l’amore politico è finito nel modo più rumoroso possibile. E come spesso accade, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere ancora una volta gli elettori.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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