Visto da destra, libertà di culto e principio di reciprocità: il caso della moschea del capoluogo

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La costituzione del Comitato Multinazionale per la moschea di Foggia accende il confronto sulla gestione degli spazi religiosi e sulla tutela dell'identità cristiana. Il consigliere regionale della Lega, Joseph Splendido, intervenendo sulla questione, ha dichiarato a l'Attacco: “Io sono per il principio di reciprocità. Una persona può avere determinati diritti in un paese ospitante, ma ciò dovrebbe valere sia in Occidente che nei paesi islamici. Dovrebbe essere così anche per quanto riguarda il culto religioso in Italia e all'estero, ma questo principio non si applica verso il culto religioso perché si dice che noi siamo uno Stato laico e quindi, a prescindere dalla reciprocità, dobbiamo permettere a chiunque di svolgere quelli che sono i propri interessi secondo quelli che sono i dettami della Costituzione. Tale situazione fa venir meno il discorso della reciprocità”. Questa asimmetria normativa è evidente se si osservano i dati globali: mentre in Europa la libertà di associazione ha permesso la nascita di migliaia di centri islamici, la situazione per i cristiani cattolici e ortodossi in Medio Oriente è radicalmente diversa. Splendido sottolinea questa disparità con vigore: “In Italia si discute tanto di tolleranza e libertà religiosa, ma io mi chiedo: noi riusciamo ad aprire una chiesa nei paesi arabi, nei paesi musulmani? La risposta è no!”. Il dibattito non si limita alla costruzione di edifici, ma investe la visibilità dei simboli e la percezione della sicurezza urbana, con un riferimento specifico alla situazione di Foggia e alla degradazione di alcune aree limitrofe ai luoghi sacri esistenti. “A me dà molto fastidio vedere scene di degrado davanti alle nostre chiese” dichiara Splendido, evidenziando come la tolleranza debba essere un valore condiviso e non un onere a carico di una sola parte. 

Questa riflessione tocca anche la sfera dell'identità culturale e dei simboli cristiani, che il rappresentante della Lega percepisce come sotto attacco in nome di un'apertura che rischia di cancellare le radici locali: “Ognuno è libero di professare il proprio culto, ma la libertà deve essere reciproca. A me dispiace che una giornalista di Rai 1 non possa indossare un crocifisso per non urtare. A me dispiace che ai Giochi Olimpici il disegno di Michelangelo debba essere cambiato perché aveva i genitali di fuori; a me dispiace che nelle scuole dobbiamo nascondere i crocifissi. La mia libertà non deve inficiare la tua, ma la tua non deve inficiare la mia. La reciprocità c’è anche nel concetto di libertà, altrimenti qualcuno farà una negazione, ed è quello che sta succedendo nel mondo”. 

Il timore espresso è quello di un corto circuito sociale che, partendo da piccole intolleranze quotidiane, possa degenerare in fenomeni più gravi: “Anziché tutelare la cultura multietnica, secondo me si va verso il razzismo, perché dall'intolleranza diffusa, è facile passare al razzismo”. 

In merito alla moschea di Foggia, la posizione di Splendido resta legata a un principio di coerenza democratica: “Mi piacerebbe che la stessa libertà fosse concessa anche al nostro culto in ogni dove, nelle scuole col crocifisso, nelle scuole con la recita natalizia. La libertà non può essere unilaterale perché altrimenti si assiste alla prevaricazione di un diritto. Ognuno è libero di professare il proprio culto, ma la libertà deve essere reciproca”. 

Questa prospettiva invita a una revisione del concetto di laicità, che non dovrebbe essere intesa come sottrazione dei simboli propri, ma come spazio in cui ogni appartenenza possa manifestarsi senza timore, a patto che tale diritto sia garantito simmetricamente su scala globale, superando quella che viene definita come una “prevaricazione unilaterale” dei diritti. In questo contesto, i dati sulle chiese in terra islamica — che vedono sforzi di ricostruzione in Iraq e Siria ma una stasi totale in Arabia Saudita — fungono da monito per una politica che, secondo Splendido, deve tornare a farsi valere nei patti bilaterali per evitare che l'accoglienza diventi, paradossalmente, la premessa per un'intolleranza di ritorno. 

Alle parole di Splendido, si aggiungono quelle di Massimo Russo, referente a Foggia di Futuro Nazionale con Roberto Vannacci, e già leader del suo team “Federico II di Svevia”. A l'Attacco, Russo ha dichiarato: “La mia visione sulla realizzazione delle moschee in Italia è critica, in quanto parte di un fenomeno che si inquadra in una crescente presenza islamica nel paese, dinamica che io considero un rischio per la cultura e per l’identità italiana. Fermo restando il diritto alla libertà di culto, il progetto annunciato in questi giorni, relativo alla realizzazione della prima moschea pubblica in Puglia, dovrà essere conforme alle procedure previste dalla legge fino alla necessaria approvazione del Ministero dell’ interno. Ad oggi, soltanto otto ne sono state ufficialmente riconosciute”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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