In una situazione ancora vagamente fluida per definire con certezza tutte le posizioni della campagna elettorale di Lucera, uno dei pochi elementi di una certa attendibilità è che Antonio Tutolo si candiderà come consigliere comunale. La carica sarebbe comunque compatibile con quella attuale di consigliere regionale e presidente della Commissione Agricoltura di Via Gentile. La notizia non viene smentita dal diretto interessato, e quindi significa che sta seriamente pensando di cimentarsi con l’obiettivo di tornare a Palazzo Mozzagrugno, dopo esserci stato per cinque anni in minoranza e altri sei con la fascia tricolore. Al di là di tutto, questo significa che le coalizioni in campo per le urne del 24 e 25 maggio saranno tre, perché il suo gruppo di riferimento, nonostante numerosi e variegati corteggiamenti sia locali che alimentati da Foggia e Bari, è invece rimasto sulle posizioni (non unanimi) di fare corsa a parte, rifiutandosi di appoggiare un Sindaco come Giuseppe Pitta dal quale aveva preso le distanze da maggio 2021. I delegati hanno comunque partecipato a qualche incontro “allargato”, ma si sono visti rigettare la proposta di rimettere tutto in gioco con le primarie.
E allora sembra questione di poco l’annuncio della leadership affidata a Vincenzo Checchia, peraltro cognato di Tutolo, con questa investitura che comunque rischia di provocare altri scossoni interni nella compagine guidata idealmente dal consigliere regionale, pare abbastanza motivato nel cimentarsi in un’altra competizione, sicuramente come elemento di traino allo schieramento comunque tutto da definire. Perché se da un lato, in caso di elezione ma senza vittoria, non sarebbe certo una bella notizia per il futuro Sindaco ritrovarselo Tutolo nella veste di membro dell’opposizione, dall’altro non sono escluse defezioni nel gruppo consiliare, per ragioni (e ambizioni) diverse. Francesca Niro aveva provato a far valere i suoi oltre duemila voti cittadini voti conseguiti alle recenti Regionali, in accoppiata proprio con Tutolo, ma è stata subito stoppata da Fabrizio Abate, il quale credeva di aver ricevuto la benedizione da due anni, con il proposito di riprovarci proprio contro Pitta. Alla fine entrambi potrebbero fare un passo indietro, probabilmente rinunciando a candidarsi in attesa di migliori eventi. L’insegnante lucerina, del resto, è la seconda dei non eletti nella lista “Per” alla Regione, posizione tutt’altro che trascurabile fino al 2030.
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