Si avvicina il secondo anno di vita dell’Amministrazione comunale guidata da Domenico la Marca e il primo cittadino non ha molto di cui preoccuparsi prima che arrivi giugno prossimo. La sua maggioranza di governo della città va avanti senza scossoni, in quel mix tra civiche di centrosinistra e Partito Democratico che ha garantito fin qui stabilità. A poco vale, infatti, la recente fuoriuscita del consigliere Matteo Pacilli dalle fronde dei democratici. Per quanto dichiaratosi indipendente, resta pur sempre un membro della maggioranza. Lo restano anche tutti i consiglieri e gli assessori delle civiche Progetto Popolare e CON Manfredonia, ma proprio nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra i rappresentanti degli uni e degli altri. “Adesso il PD è comunque più debole – commenta un ex eletto -, perché è vero che ha ancora quattro consiglieri ma due sono organici ala cerchia di Paolo Campo, cioè il capogruppo Raffaele Caputo e la consigliera Paola Leone, mentre gli altri due no (Gino Castriotta e Raffaele Rinaldi) e quindi non si può escludere che anche loro un giorno facciano come Pacilli”. I democratici erano stati i più votati e avevano portato in Consiglio cinque loro rappresentanti e in Giunta tre assessori, due consiglieri (e un assessore) in più rispetto a Progetto Popolare che è stata la seconda lista più suffragata. Questi ultimi sono in ottima salute e veleggiano con il vento in poppa, in particolar modo grazie agli interventi che sta portando avanti l’assessore Francesco Schiavone che ha due deleghe pesanti e di grande visibilità rispetto alla collega di partito Sara Delle Rose: i lavori pubblici e i grandi eventi, leggasi Carnevale e festa patronale. Nemmeno in aula passa in silenzio la presenza dei propri consiglieri, che fanno riferimento al capogruppo Gianpio Ognissanti. È aumentata la frequenza degli interventi del consigliere Daniele Spano e anche la collega Antonietta D’Anzeris non si tira indietro, per quanto goda di maggiore visibilità all’esterno dell’aula consiliare nelle vesti di coordinatrice UISP. L’esperienza amministrativa di CON Manfredonia sta andando avanti, invece, su binari piuttosto diversi. Sono due gli eletti in Consiglio comunale: Maria D’Ambrosio e Michele Prencipe. E una assessora: Maria Teresa Valente. Ma il gruppo emilianista ha perso un riferimento comunque importante quando Angelo Riccardi ha deciso di staccare definitivamente la spina alla creatura che aveva contribuito a far nascere a Manfredonia.
L’ex Sindaco malsopportava l’apertura che Valente aveva mostrato a la Marca già a seguito dell’accettazione delle deleghe assessorili di Welfare e Cultura. Il suo malcontento è cresciuto fino a quando ha scelto di liberarsi le mani e (re)indossare le vesti di Palombella Rossa, un nickname che utilizza per scrivere lunghi approfondimenti sulla vita amministrativa della città. Sempre fortemente critici nei confronti del Sindaco, al quale ha dedicato addirittura una serie di storie che lo vedevano reinterpretato nei panni del “Barbagianni che divenne Re”.
L’attività proficua che Valente sta portando avanti come assessora non garantisce molto, visto il momento storico che gli emilianisti stanno vivendo un po' in tutte le municipalità. Basti vedere cosa succede a Cerignola, per esempio, dove il gruppo guidato da Pippo Liscio se ne va con il centrodestra. Ecco perché, a Manfredonia, Vittorio D’Ambrosio vuole riposizionarsi e fortificarsi le spalle.
Lo stratega di CON Manfredonia ha fiutato da tempo l’aria e, dopo aver strappato gruppo e assessora a Riccardi, adesso ha pensato che è cosa buona riavvicinarsi al suo ex mentore Salvatore Zingariello.
L’ex vicesindaco con Riccardi è una delle menti di Progetto Popolare – insieme all’ex consigliere regionale Franco Ognissanti - e, quando era assessore all’Ambiente, D’Ambrosio è stato un suo fidato collaboratore negli uffici comunali.
Poi vennero le ormai celeberrime primarie tra Gaetano Prencipe e Angelo Riccardi e, in quell’occasione, piuttosto che continuare con Zingariello che sosteneva il primo dei due, D’Ambrosio preferì spostare i suoi voti – e quelli degli associati di Diomedes, l’associazione di cui è da sempre il deus ex machina - su Riccardi.
Più recentemente, si era intravista una certa sintonia quando si è votato per le regionali. Sia Progetto Popolare (eccetto D’Anzeris e Spano che hanno sostenuto Raffaele Piemontese) e sia CON Manfredonia hanno fatto confluire le proprie preferenze su Rosario Cusmai, rimasto comunque beffato.
I ragionamenti che sono stati fatti nei giorni scorsi tendono a rafforzare una sorta di asse di ferro tra le due civiche, pur lasciando che ognuna preservi il proprio simbolo e la propria autonomia decisionale. Poi si vedrà. Laddove il “poi” si riferisce alle prossime elezioni amministrative, quando sarà altamente improbabile che venga ricandidato la Marca, che è pur sempre un riferimento di Molo 21.
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