Nella destra foggiana convivono letture diverse sulle ragioni della crisi degli ultimi anni, acuita dal risultato del referendum. C’è anche chi prova a leggere la fase attuale in una chiave meno pessimistica. È il caso di Bruno Longo, figura storica della destra cittadina e oggi uno dei principali punti di riferimento politico-organizzativi della segreteria di Fratelli d’Italia guidata da Daria Cascarano. Longo appartiene alla generazione che ha attraversato tutte le trasformazioni della destra italiana, dalla militanza giovanile nel Fronte della Gioventù del Movimento Sociale Italiano fino alle stagioni amministrative degli anni Novanta accanto a Paolo Agostinacchio, di cui è stato collaboratore politico e amministratore comunale. Negli anni la sua presenza nelle dinamiche del centrodestra foggiano è rimasta costante, tanto che oggi viene considerato una sorta di spin doctor della segreteria cittadina espressa dall’area fittiana del partito. Una segreteria nata da un congresso cittadino particolarmente combattuto, quello dello scorso anno, che ha sancito la vittoria dell’area vicina alla senatrice Annamaria Fallucchi, espressione della componente più centrista del partito, con l’elezione di Daria Cascarano a segretaria. Dall’altra parte c’era l’area più direttamente legata alla linea nazionale di Giorgia Meloni e al deputato Giandonato La Salandra, che sosteneva la candidatura di Mario Giampietro, animatore della giovanile Gioventù Nazionale. Una divisione che ha lasciato scorie ancora visibili dentro il partito. Longo, tuttavia, prova a leggere il momento con un certo ottimismo. “Noi, in buona sostanza, anche se ancora in nuce, siamo ripartiti. Partiamo dal concetto che questo non è stato un voto civico, tecnico. Ma un voto politico. Salvo poche eccezioni, la sinistra ha votato per il No e la destra per il Sì. Infatti anche i contributi dei giuristi – avvocati, magistrati, professori – che sono venuti a relazionare durante i nostri convegni portavano il loro punto di vista e di conseguenza il loro voto, ma non orientavano e non avevano una schiera di seguaci a livello politico”. Secondo Longo il referendum non può essere letto soltanto come una sconfitta. “Se prendiamo i dati assoluti del referendum ci hanno staccato di venti punti. Però c’è un trend. Noi alle comunali di tre anni fa prendiamo il 27%, alle regionali di novembre il 33% e al referendum – se vale il principio del voto politico – arriviamo intorno al 40% a Foggia. Quindi, ad eccezione di pochi voti tecnici, anche di chi è politicamente orientato a sinistra, il trend è positivo e ci incoraggia”. Un segnale che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, va però accompagnato da una ricostruzione organizzativa più solida. “C’è bisogno di una maggiore organizzazione non solo all’interno di Fratelli d’Italia ma di tutto il centrodestra foggiano. Già da un mese ho preso io l’iniziativa di riunire partiti e associazioni di centrodestra per parlare di referendum ma anche di altro, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali”. Una ripartenza che procede lentamente anche per via delle tensioni interne al partito. “Tra periodo prepasquale e delusione per il risultato abbiamo rinviato un nuovo incontro a dopo le festività. Però una sorta di ripartenza, da quando abbiamo messo su il direttivo cittadino, in fondo c’è stata. Io da circa un anno, tra riunioni, iniziative e convegni non ho più un minuto di libertà perché siamo tornati noi della vecchia guardia a fare gli attivisti e a cercare di risalire la china”. Il punto più delicato riguarda proprio il rapporto con le nuove generazioni. “Siamo ancora noi a tirare la carretta e facciamo fatica a costruire un ricambio generazionale attraverso la giovanile del partito o le associazioni studentesche perché purtroppo ci sono ancora delle scorie del congresso cittadino dello scorso anno. Chi animava la giovanile oggi quasi si oppone al nostro gruppo dirigente. Per cui, in un certo senso, sono stati tirati un po’ i remi in barca”. Longo lascia comunque intendere che il dialogo non si è interrotto. “Abbiamo ripreso dei colloqui e contiamo di ricucire. Noi vogliamo rispettare i ruoli e lo facciamo, ma dall’altra parte ci deve essere chi deve ricevere e coinvolgere i giovani, anche attraverso il nucleo universitario. Anche questo è un discorso che stiamo riprendendo”. Nel ragionamento dell’esponente di Fratelli d’Italia resta centrale anche la vicenda dello scioglimento del Consiglio comunale di Foggia. “L’impasse del centrodestra è scaturito da quella trappola giuridico-politica che è stato lo scioglimento del Consiglio comunale. Non c’è stata da parte del centrodestra, all’epoca, una presa di posizione chiara in riferimento a uno scioglimento completamente campato in aria, con relazioni dei commissari lacunose e omissive”.
Un passaggio che Longo mette a confronto con quanto accaduto in altre realtà politiche. “Di fronte alla stessa situazione, a Bari, il centrosinistra si è dimostrato molto più compatto e protettivo. Hanno mobilitato tutta la Puglia affinché nessuno toccasse Decaro. Pullman, organizzazioni, prese di posizione. A destra invece c’è stato uno sbracamento che ha quasi avallato quelle teorie”. Secondo Longo proprio questa mancanza di compattezza avrebbe contribuito allo sfilacciamento del centrodestra cittadino. “I nostri rappresentanti politici sono stati troppo proni nei confronti di prefetti e procuratori della Repubblica che appartenevano al mondo della sinistra. Non è un reato esserlo, ma è così. Mentre a sinistra c’è stata una mobilitazione generale, a destra ci siamo fatti intimidire”.
Oggi, conclude Longo, la priorità è ricostruire un fronte politico e culturale più compatto. “Adesso questo spauracchio si vede ovunque. Appena apriamo bocca ci dicono di stare zitti perché siamo mafiosi. E allora, invece di organizzare un fronte compatto di dibattiti che raccontino le nostre ragioni rispetto a uno scioglimento dovuto a pressioni di natura politica e non giudiziaria, ci siamo sfilacciati. Noi adesso proprio questo vorremmo iniziare a fare come centrodestra: raccontare l’ingiustizia che abbiamo subito e provare a costruire un fronte alternativo a questo campo largo. La mia cara amica d’infanzia Marida Episcopo, in questo senso, ci sta dando una grossa mano”.
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