“La Capitanata ha bisogno di giustizia adesso, non di progetti che forse vedranno la luce tra decenni. La riapertura del Tribunale di Lucera è l’unica risposta immediata, concreta e già realizzabile”. Il consigliere regionale Antonio Tutolo interviene così nel dibattito che si è riacceso negli ultimi giorni sulla geografia giudiziaria della provincia di Foggia. “È un segnale positivo – dichiara -: significa che il tema della giustizia è finalmente tornato al centro dell’attenzione pubblica. Ma proprio per questo è necessario evitare che la discussione si trasformi in una guerra di campanile. La Capitanata non può permettersi contrapposizioni territoriali: ha bisogno di soluzioni efficaci e pronte”.

Mentre Peschici e il Gargano tornano a bruciare, il consigliere regionale della Lega Napoleone Cera porta la questione dentro le istituzioni con due atti formali depositati in queste ore. Il primo è una richiesta di audizione, indirizzata al presidente della commissione ambiente del Consiglio regionale, con cui Cera chiede la convocazione del presidente della Regione Puglia, dell’assessore competente in materia di Protezione civile e del responsabile della Protezione Civile regionale.

Una nuova sede, una rinnovata organizzazione e soprattutto la volontà di rafforzare ulteriormente la presenza dell’UDC a San Severo e nell’intera Capitanata. È questo il significato dell’incontro che si è svolto a San Severo e che ha segnato l’apertura della nuova sede cittadina dell’UDC, alla presenza di dirigenti, iscritti e simpatizzanti del partito. Particolarmente significativa la presenza dell’on. Gianfranco Chiarelli, Commissario regionale UDC Puglia, che ha voluto accompagnare personalmente questo nuovo passaggio del percorso di radicamento territoriale dello scudocrociato. Un percorso che sta interessando l’intera regione e che vede nella Capitanata uno dei territori nei quali l’UDC intende consolidare ulteriormente la propria organizzazione e capacità di iniziativa politica. All’incontro hanno preso parte anche il dott. Vito Oronzo Orlando, Commissario provinciale UDC di Foggia, e Michele Troiano De Cia, referente UDC per i Monti Dauni, insieme ai rappresentanti e agli esponenti del territorio. L’apertura della sede è stata anche l’occasione per definire il nuovo assetto organizzativo dell’UDC di San Severo. Ilena Guerrieri è stata nominata Commissario cittadino, con il compito di guidare la fase di rilancio e consolidamento del partito nella città. Ad affiancarla sarà Francesco Ciro De Santis, nominato Vice Commissario cittadino.

Andare uniti alle urne per non ritrovarsi nuovamente schiacciati dal campo largo progressista è un proposito che il centrodestra foggiano non riesce proprio a tramutare in realtà. Le divergenze tra alcune anime sono tante e tali da rendere vano qualunque tentativo di ricompattamento.  L’Attacco nelle scorse settimane aveva rivelato come il centrodestra si stia preparando ad un’iniziativa pubblica sulla insussistenza – a loro dire – dei requisiti di legge per lo scioglimento del consiglio comunale per mafia nel 2021. Un’operazione che, ovviamente, serve anche a organizzarsi in vista delle comunali del 2028. Il centrodestra, che sapeva di perdere nel 2023 dopo gli scandali che avevano travolto l’amministrazione Landella, oggi vuole arrivare pronto all’appuntamento, con spirito inclusivo (come detto su queste colonne dal meloniano Bruno Longo) e in grado di tener testa agli avversari, specie se dovessero ripresentarsi con la corazzata delle 11 liste della scorsa tornata, quella che vide trionfare Marida Episcopo. Ma gli ostacoli da superare sono molteplici: come già evidenziato, anche all’interno della stessa coalizione c’è chi, di anima più giustizialista o semplicemente più cauto rispetto alla possibilità di fare incavolare qualcuno della Squadra Stato, non gradisce l’operazione volta a discutere dei presupposti dello scioglimento. E non è il solo problema
Riunire il centrodestra, partendo da quanti sono oggi all’opposizione consiliare, significa abbattere il muro che resiste con l’ex candidato sindaco Giuseppe Mainiero. Ci si stava provando, ma il progetto è subito franato a suon di “se c’è lui non ci sono io”. Quanto avvenuto nei giorni scorsi in una chat WhatsApp di consiglieri comunali di centrodestra, che includeva lo stesso Mainiero, è illuminante. C’è stato, infatti, un duro botta e risposta tra il commercialista - che fu spina nel fianco del sindaco Franco Landella - e il forzista Pasquale Rignanese, che è anche segretario cittadino del partito azzurro. “Per quanto riguarda me e la segreteria cittadina”, ha sbottato Rignanese, “il signor Mainiero e i suoi accoliti sono incompatibili coi principi e col modus operandi del partito di Forza Italia, quindi per me anche col centrodestra non c’entra più niente! Ora mi sono rotto le scatole di questi comportamenti irrispettosi e strafottenti che ha nei miei riguardi e nei riguardi del partito che rappresento!”.  La risposta di Mainiero è arrivata dopo pochi minuti:

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