Inizia con il regolare confronto sugli ordini del giorno e culmina con la mancanza del numero legale il Consiglio Comunale svoltosi a Vieste nella mattina di mercoledì 29 luglio. La seduta viene bruscamente interrotta a seguito del lungo intervento del consigliere comunale Tano Paglialonga (ex assessore della giunta Nobiletti), che rievoca in aula il caso politico-giudiziario che ha coinvolto la Consigliera regionale Graziamaria Starace e le famose registrazioni che hanno portato alla revoca del proprio incarico assessorile per la decadenza del rapporto fiduciario. L’udienza si apre con l’esame dei punti all’ordine del giorno, perlopiù un esame dei provvedimenti amministrativi - tra cui l’assestamento di bilancio, il Piano economico finanziario 2026-2029, la conferma delle tariffe Tari e alcune modifiche regolamentari.
Paglialonga interviene più volte sui singoli punti, chiedendo delucidazioni e votando, a seconda dei casi, favorevolmente o contro le proposte dell’amministrazione. Prende poi la parola l’assessore alla Cultura (e vicepresidente del Consiglio comunale) Alessandro Del Zompo, il quale ripercorre la propria esperienza amministrativa e (pur senza rimandi espliciti) pone l’enfasi sul significato del ruolo istituzionale e il valore del rapporto fiduciario all’interno di una squadra di governo. “Il mio lavoro - ha asserito - si è svolto assicurando sempre la presenza all’interno del Comune e seguendo attentamente tutte le pratiche e le materie di competenza. Ho cercato di dare un contributo critico alle decisioni, nel rispetto del ruolo e del lavoro di squadra”. Del Zompo conclude assicurando che porterà avanti il proprio incarico “in maniera seria e profonda” e ribadendo che assessori e consiglieri sono chiamati a mettersi “a disposizione della cittadinanza e del Consiglio comunale”.
Il clima, però, cambia radicalmente al termine della discussione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno, quando Paglialonga chide la parola per affrontare la vicenda che lo ha visto protagonista negli ultimi mesi (come aveva preannunciato sul suo profilo Facebook). L’intervento, durato oltre dieci minuti nonostante il regolamento ne preveda cinque, diviene più volte oggetto di ammonimento dal presidente del Consiglio comunale Michele Lapomarda e dal consigliere Sandro Siena, che lo invitano a concludere.