Cessata l’attività politica nei luoghi istituzionali, i tre big del Fattore M hanno preso ognuno la sua strada. Angelo Riccardi ha bazzicato ancora per un po' la politica attiva dando vita al movimento emilianista CON Manfredonia, però poi se ne è andato e ha preferito dedicarsi a tempo pieno al suo attuale lavoro come facilitatore nel settore ambientale e dei rifiuti. Ben altro percorso, invece, quello dell’ex deputato Michele Bordo dopo la lunga esperienza parlamentare maturata dal 2006 al 2022. Non ricopre più ruoli politici elettivi, piuttosto opera nel campo delle comunicazioni, della tutela degli utenti e del pluralismo informativo: nel febbraio 2025 è stato eletto presidente del Co.Re.Com Puglia. Non trova riscontri oggettivi, però più di qualcuno indica Bordo anche tra i consulenti di cui si avvale il Gruppo Salatto. Ambito sanitario, quindi, proprio come l’area verso cui si è spostato anche il terzo e ultimo componente del trio: Paolo Campo. L’ex consigliere regionale non era particolarmente loquace già durante la sua esperienza come consigliere regionale, figurarsi dopo il risultato conseguito alle ultime elezioni pugliesi: 5299 voti, che non sono bastati per ottenere un seggio dietro al campione di preferenze Raffaele Piemontese. Sono ormai rare le sue apparizioni in pubblico, almeno a Manfredonia. A Bari, invece, risulta essere più presente. La maggior parte delle volte accompagnato dall’avvocato Michele La Torre: patron della cooperativa Santa Chiara, presieduta da sua moglie Annamaria D’Ippolito. La stessa cooperativa oggi dichiara circa 80 soci, prevalentemente soci lavoratori, mentre i bilanci più recenti mostrano un’attività economica nell’ordine di milioni di euro. La natura privata non consente di affermarlo con certezza, tuttavia i beninformati riferiscono che Campo sia diventato un consulente della cooperativa già da alcuni mesi a questa via. In fin dei conti, non c’è da stupirsene più di tanto, visto che il rapporto tra i due è sempre stato piuttosto saldo. Più di uno racconta che quando l’ex primo cittadino dal 2000 al 2010 divenne poi consigliere regionale, era molto spesso accompagnato a Bari proprio da Michele La Torre.

Questo è il punto più difficile del mandato di Domenico la Marca perché - mentre l’Amministrazione comunale rivendica risultati e prova a tenere insieme i pezzi - dentro la maggioranza si moltiplicano i segnali di insofferenza. Non si può parlare di una crisi di governo, però sarebbe difficile negare che per il Sindaco sia diventata una fase decisamente più complicata di quella immaginata all’atto della sua elezione. Il primo campanello d’allarme era suonato già nella primavera del 2025. Dopo l’assenza della maggioranza a una seduta del Consiglio comunale, la Marca aveva riconosciuto di non aver letto tempestivamente alcuni segnali e di avere, forse, sottovalutato determinate dinamiche. Un anno dopo, quei segnali non sembrano essersi esauriti. Anzi. Nel giugno scorso Molo 21 - movimento che aveva sostenuto sin dall’inizio il progetto politico del Sindaco - ha restituito al primo cittadino le deleghe affidate a Nicola Mangano e Matteo La Torre, indicando nella scelta la necessità di aprire una fase nuova e di imprimere un rinnovato slancio all’azione amministrativa. Pochi giorni più tardi anche Alfredo De Luca ha restituito le proprie deleghe. la Marca deve fare i conti con una maggioranza che chiede nuovi equilibri e con un’opposizione che sta cercando di diventare più compatta. E poi c’è il caso ASE, dove le nomine del Collegio sindacale hanno trasformato un atto societario in una vicenda politica, con la pubblica contestazione di Nicola Mele e, successivamente, la risposta del segretario democratico cittadino Matteo Panza che ha difeso il criterio adottato dall’Amministrazione. Non basta più tenere insieme una coalizione vincente. Bisogna invece saper governarne le ambizioni, le differenze, gli equilibri e perfino i malumori. Perché una maggioranza può anche sopravvivere alle tensioni. Quello che resta da vedere è se riuscirà a trasformarle in una nuova fase politica oppure se continuerà semplicemente a rinviarle. Tenendo sempre a mente che la politica, in fondo, presenta sempre il conto.

Non si è ancora spento il vocio generato dalla scorsa ricostruzione de l’Attacco, circa le parole che Domenico la Marca ha pronunciato durante un incontro con alcune persone. “Prendo indicazioni soltanto dal Prefetto e dal vescovo”, il suo testuale che è rimbalzato un po' dovunque. Una dichiarazione che non è stata smentita e, anzi, dalla sua stessa maggioranza c’è stato chi l’ha confermata pur fornendo una sua versione dei fatti. “La risposta di Domenico la Marca – l’intervento sui social da parte del consigliere comunale dei Verdi Alfredo De Luca - era legata a chi gli aveva chiesto se ascoltava i cosiddetti burattinai che stanno nei movimenti e partiti che lo sostengono. La risposta – la sua spiegazione - è che dà retta senza remore alla prefettura (l’autorità che garantisce la corretta amministrazione civile) e al vescovo padre Franco che riconosce come persona autorevole e che ha espresso sempre valori alti senza se e senza ma”. Da un lato, il Sindaco riconosce due autorità che hanno un peso reale nella vita civile, quindi, però dall’altro espone la propria autonomia decisionale a un possibile scrutinio critico.

Il consigliere regionale socialista Giulio Scapato interviene sul titolo pubblicato ieri da l’Attacco in prima pagina, "Partiti personali – Tesseramento Prossima, tensioni tra socialisti e nobilettiani", a firma di Antonio Cardano. In una lettera indirizzata al direttore Piero Paciello, Scapato precisa la propria posizione e smentisce l’esistenza di contrasti tra le due componenti politiche.

Forza Italia Vieste guarda alle prossime elezioni amministrative del 2027 e annuncia l'intenzione di presentarsi all'appuntamento elettorale con un proprio progetto politico e amministrativo. A comunicarlo è il segretario sezionale di Forza Italia Vieste, Antonio Scano, che sottolinea la volontà del partito di avviare per tempo un percorso di confronto e di elaborazione programmatica sui principali temi che riguardano il futuro della città. "In vista delle amministrative del 2027 - dichiara il segretario - Forza Italia Vieste sarà protagonista con un proprio progetto politico, costruito attraverso il confronto con la nostra classe dirigente, con gli iscritti, con il mondo delle attività produttive e con le realtà sociali e professionali della città. Vogliamo arrivare a questo appuntamento con idee chiare e con una proposta amministrativa definita".

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