“Sono più di 10 anni che l’Ente Fiere di Foggia ha un commissario straordinario e da Bari continua ad esserci un silenzio che forse conviene a qualcuno”. Il consigliere regionale e segretario provinciale di Foggia di Forza Italia Paolo Dell’Erba interviene sulla situazione dell’Ente Fiere di Foggia e sulla Fiera dell’Agricoltura che rispecchia una situazione generale di abbandono.

È stato senza dubbio un genio chi per primo ha inventato il civismo in politica. Non solo un genio del male, capace di legittimare quelle forme di trasformismo dai tratti gattopardeschi che nel tempo hanno consentito a numerosi rappresentanti delle istituzioni di cambiare casacca e schieramento a seconda delle circostanze, conservando spesso e volentieri intatta la poltrona. Ma anche un genio visionario, in grado di spalancare le porte della politica a mondi e protagonisti che faticavano a trovare spazio nell’ingolfato e monolitico sistema dei partiti tradizionali. Naturalmente il civismo moderno non ha un unico padre fondatore. È il risultato di processi che negli anni hanno consentito anche a chi era marginale, o addirittura escluso dal tessuto politico, di prendere parte attiva alla vita pubblica. Non solo per ragioni di sensibilità personale, ma anche per questioni legate alla geografia territoriale e sociale. In Puglia, però, un genitore della lunga stagione civica che ha caratterizzato il governo regionale dell’ultimo decennio potrebbe essere indicato nell’ex governatore Michele Emiliano. Il magistrato, già Sindaco di Bari, ha saputo come pochi altri intercettare energie esterne alle forze politiche della Seconda Repubblica, pescando non di rado anche nell’area contrapposta a quella a cui egli stesso faceva riferimento, ovvero il centrodestra. Negli anni la sua creatura, denominata Con, ha raccolto non pochi delusi dall’ecosistema partitocratico, ma ancora utili alla causa, non solo in termini elettorali ma anche di competenze. Decisamente più fatica, in questo senso, sta facendo l’attuale presidente regionale Antonio Decaro. Con il contenitore chiamato Prossima sta provando a imitare, finora senza troppo successo, l’operazione del suo predecessore. In Capitanata, almeno fino a oggi, il principale referente del nascente movimento politico è il presidente della Provincia di Foggia nonché Sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti. Alle elezioni regionali di un anno fa ha sponsorizzato la candidatura della sua assessora Graziamaria Starace, ottenendo non solo l’elezione ma anche la sua nomina ad assessora regionale. Un incarico che Decaro, forse troppo freneticamente, si è visto costretto a ritirare dopo le vicende giudiziarie ancora tutte da verificare che hanno coinvolto la donna. Sarà anche per questo motivo che nell’intervista rilasciata ieri a l’Attacco Nobiletti è stato piuttosto sibillino sul proprio futuro politico. Tra le righe ha lasciato intendere di essere pronto a continuare il proprio percorso civico anche in maniera abbastanza indipendente dalle scelte del governatore. Nobiletti, del resto, è stato uno dei pionieri, se non il principale costruttore, del civismo di Capitanata degli ultimi anni. Il primo, se vogliamo, a mettere seriamente in discussione a sinistra lo strapotere del plenipotenziario dem Raffaele Piemontese. La sua lista La Provincia Sei Tu, strutturalmente collocata nel campo largo progressista, ha maturato nel tempo un seguito politico notevole, radicandosi nel territorio provinciale con sempre maggiore capillarità e incrociando il cammino di diversi amministratori locali. Figure provenienti spesso da piccoli centri della provincia che, anche a causa dell’assenza di sezioni di partito e della crescente difficoltà nel coinvolgimento politico delle rispettive comunità, hanno trovato nel civismo un modello adeguato a gestire territori di certe dimensioni. Anche i maggiori centri della provincia, tuttavia, nell’ultimo ventennio hanno sperimentato coalizioni nelle quali la presenza di contenitori civici era consistente, se non addirittura predominante.

L’ascesa dell’ex dirigente comunale e provinciale Micky de Finis all’interno del M5S di Giuseppe Conte preoccupa diversi attivisti ed eletti. Avvicinatosi ai contiani con funzioni di comunicatore e collaboratore dell’europarlamentare Mario Furore, de Finis ha poi dilagato acquisendo anche il ruolo di assessore della giunta lucerina del sindaco Giuseppe Pitta, come pure interfacciandosi con la sindaca di Foggia Marida Episcopo con cui dopo la rottura degli scorsi anni oggi il rapporto è tornato ottimo (tant’è che c’è chi ha visto lo zampino del segretario regionale Direl dietro l’intervento, a settembre scorso, del segretario nazionale del sindacato della dirigenza pubblica sul PIAO dell’ente capoluogo). Le deleghe a Lucera, secondo fonti interne al Movimento, sarebbero dovute servire a Pitta a irrobustire presso i pentastellati la corsa alla presidenza della Provincia di Foggia, una prospettiva congelata dalla verosimile permanenza fino al 2028 a Palazzo Dogana per l’attuale vertice Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste. C’è chi ora ipotizza per de Finis una candidatura alle elezioni politiche della prossima primavera e, nella chat degli attivisti M5S, sono circolati di recente più messaggi di persone cui questa possibilità non piace affatto. Un disappunto comprensibile, visto che in tanti attendono da anni di poter trasformare la propria militanza in candidature e ruoli di peso. È chiaro che a costoro non può piacere affatto l’idea di farsi surclassare da chi è arrivato per ultimo, per quanto con ottimi e diretti rapporti in primis col coordinatore regionale pugliese e parlamentare Leonardo Donno. Né, del resto, piace agli eletti del Movimento.

A un anno di distanza dalle forti dichiarazioni fatte poco prima delle elezioni regionali, Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste e presidente della Provincia, è tornato nella redazione de l’Attacco. Il direttore Piero Paciello lo ha intervistato.

Qual è il suo primo bilancio rispetto all’operato del governo di Antonio Decaro e alle prime risposte date, non solo in tema di sanità?
Sulla sanità Decaro ha chiaramente ereditato un buco importante. Quindi bisogna dare il tempo all'assessore Pentassuglia di ridisegnare e risistemare un po' la situazione. Secondo me un po' di tempo gli va dato, perché secondo me ci sono dei problemi proprio strutturali rispetto ai quali per intervenire serve tempo. Da ultimo c’è la questione delle ambulanze del 118, dove abbiamo visto che c'è la volontà di mantenerle, però vanno incardinate in maniera strutturale coi dipendenti a tempo indeterminato e non utilizzando gli interinali. C'è la volontà di risistemare, anche poi con le nuove nomine che sono state fatte, dai nuovi direttori generali al nuovo direttore del Policlinico Riuniti di Foggia. Bisogna dare del tempo perché sono entrati in carica da pochi mesi.

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