Progetto Civico Italia mette radici anche in Capitanata e comincia a strutturare una presenza organizzata sul territorio. A Foggia è stato costituito e riconosciuto ufficialmente “CivicaMente”, il Comitato Civico Locale che aderisce al progetto nazionale fondato e coordinato da Alessandro Onorato. Un altro presidio è già attivo da metà giugno a Torremaggiore, con Antonio Di Cesare come referente. Due esperienze diverse che si muovono però nella stessa direzione: costruire dal basso una rete fatta di cittadini, professionisti, amministratori e realtà civiche, in una fase nella quale il movimento sta definendo la propria organizzazione e guarda inevitabilmente anche ai prossimi appuntamenti politici. A guidare il percorso nel capoluogo daunio è Giusy Albano, imprenditrice agricola, laureata in Scienze politiche, con alle spalle una lunga esperienza nel mondo associativo e istituzionale. È stata presidente della Piccola Industria di Confindustria Foggia e assessore allo Sviluppo e alle Politiche giovanili nella giunta Mongelli, con deleghe che spaziavano dalle politiche del lavoro al turismo, dal marketing territoriale alle politiche agricole e comunitarie.  Alle ultime elezioni regionali è stata candidata nella lista del Movimento 5 Stelle. Il passaggio a Progetto Civico Italia, precisa Albano, non nasce però da una rottura traumatica con il Movimento. “Non è successo niente con il Movimento 5 Stelle. Prima di prendere questa decisione ho informato anche gli ex colleghi, Rosa Barone, Mario Furore, con i quali ho condiviso quel percorso. Li ringrazierò sempre per un’esperienza bellissima e non rinnego assolutamente nulla”. A convincerla è stata soprattutto la possibilità di partecipare alla costruzione di qualcosa di nuovo. “Mi piaceva l’idea di partire con un progetto dall’inizio. Sono ambiziosa da questo punto di vista: mi affascina poter contribuire alla nascita e alla crescita di una realtà politica nuova, partendo dalle idee e dai territori. Non so neanche se in futuro mi candiderò. Non è questo il punto dal quale sono partita”. Il Comitato foggiano ha ricevuto il via libera il 14 agosto, praticamente alla vigilia di Ferragosto. “Non ho avuto neanche il tempo di realizzare quello che stava accadendo – racconta Albano –. Abbiamo mandato la richiesta per aprire il Comitato e il 14 è arrivata la risposta”.

Nell’aula consiliare di Palazzo San Domenico, il centrodestra sipontino si è presentato alla città con una conferenza stampa che, nelle intenzioni dei promotori, non è soltanto un passaggio formale ma un vero tentativo di ricomposizione politica dopo mesi di frizioni interne, leadership indebolite e un’opposizione che - pur compatta nelle critiche alla maggioranza del primo cittadino Domenico la Marca - non ha ancora trovato un baricentro stabile. La nascita del Coordinamento consiliare unitario del centrodestra – da cui va detto che comunque manca Giuseppe Marasco, eletto con FdI e poi passato prima alla Lega e infine a Futuro Nazionale, dal quale si sospeso - è il primo segnale concreto di una strategia che punta a ridisegnare gli equilibri della coalizione, soprattutto alla luce del vuoto di rappresentanza che si è creato attorno alla figura dell’onorevole Giandiego Gatta, per anni dominus incontrastato di Forza Italia in città. Alla conferenza hanno preso parte quattro consiglieri comunali che rappresentano diverse anime del centrodestra: Vincenzo Di Staso (Noi Moderati), Liliana Rinaldi (Fratelli d’Italia), Ugo Galli e Fabio Egidio Di Bari (entrambi eletti in Forza Italia ma ormai politicamente distanti dal partito). La loro presenza congiunta - in un’iniziativa che non porta il marchio di alcun singolo leader ma si presenta come “unitaria” - è già di per sé un messaggio politico: il centrodestra vuole mostrarsi vivo, organizzato, capace di dettare un’agenda comune e di presentarsi come alternativa credibile alla maggioranza. La presentazione del coordinamento arriva in un momento in cui l’opposizione ha intensificato le critiche alla maggioranza di governo della città, accusata di “fallimenti”, “inadeguatezza” e “propaganda spicciola”. Il tentativo più immediato è di provare a costruire una casa comune per un centrodestra che, negli ultimi anni, ha vissuto divisioni, personalismi e leadership in competizione. È, forse, anche un messaggio alla provincia: Manfredonia vuole tornare a essere un punto di riferimento del centrodestra foggiano, e lo fa mettendo insieme anime diverse, ciascuna con un proprio retroterra politico e con proprie ambizioni.

Atmosfera già calda a Cerignola, dove i cittadini torneranno alle urne nella prossima primavera. Sta andando avanti il tentativo di mettere in piedi un grande polo civico, come spiega l’ex leghista Vincenzo Specchio a l’Attacco: “Noi come “Cerignola produce”, assieme al civismo di Metta, Bellapianta, Liscio e Giurato, continuiamo a costruire un civismo più largo possibile che dialoghi col centrodestra dei meloniani Netti e Casarella, dei forzisti di Dercole, dei Noi moderati di Frisani, creando un’asse con il civismo di Sgarro. Il nostro è progetto ambizioso di civismo che porterà ad un’amministrazione di salute pubblica dopo cinque anni di amministrazione fatte di scelte scellerate e personalistiche. Metteremo a disposizione della nostra città le persone con le migliori competenze per riportarla a quello che meritano i nostri cittadini”. Un fronte che si contrappone, dunque, al campo largo progressista oggi incardinato sul sindaco Francesco Bonito. Chi, in tale operazione, proviene dal centrosinistra è l’ex candidato sindaco ed ex segretario Pd Tommaso Sgarro. L’Attacco lo ha intervistato. 

Come sta procedendo il vostro tentativo e come replica a Dercole che su queste colonne ha escluso che i partiti di centrodestra possano mai rinunciare ai propri simboli?

“Il dato pubblicato dal Sole 24 Ore deve interrogarci profondamente: nel triennio 2023-2025 Foggia registra il peggior saldo migratorio interno tra i capoluoghi italiani, con 19,5 residenti in meno ogni mille abitanti. Non possiamo liquidarlo come l’ennesima fotografia negativa della città, né utilizzarlo per alimentare il solito racconto della lamentazione. Dobbiamo chiederci perché le persone vanno via e, soprattutto, perché dovrebbero scegliere di restare o di tornare”. A dichiararlo è Antonio De Sabato, capogruppo di Progetto Concittadino al Comune di Foggia, commentando i dati sui trasferimenti di residenza pubblicati dal Sole 24 Ore.

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