“Caro campo largo, ora è davvero finita”: socialisti (quasi) all’opposizione. Lo scontro Di Chiara-Episcopo
La seduta di ieri del Consiglio comunale si annunciava incandescente. E così è stata. Dopo la revoca di Luigi Iorio, arrivata a soli tre mesi dal suo ingresso in Giunta, tutti si aspettavano che Mino Di Chiara avrebbe presentato il conto alla sindaca Episcopo. Il consigliere socialista non ha deluso le attese. In apertura di assise ha sferrato un attacco durissimo alla prima cittadina e, soprattutto, a quegli alleati che nei giorni dello scontro sul Piao avevano chiesto al Psi di mantenere in piedi il campo largo. Di Chiara ha ricostruito le telefonate ricevute durante la giornata della Giunta, ha contestato il comportamento del Pd e del M5S e ha ricordato a Episcopo il contributo dato dai socialisti alla sua elezione. Un intervento destinato a rendere ancora più profonda una frattura che appariva già difficilmente ricomponibile. La replica della sindaca è stata altrettanto dura. Episcopo ha respinto le accuse, ha difeso la propria ricostruzione dei fatti e ha sfidato il consigliere socialista a promuovere una mozione di sfiducia, ricordandogli che con un solo consigliere il Psi non ha i numeri per avere un posto nell'esecutivo. Eppure, al termine dello scontro, è mancato proprio il passaggio politico che molti nel campo largo si aspettavano. Di Chiara, infatti, non ha annunciato il suo trasferimento all'opposizione. Ha demolito politicamente la sindaca, ha messo sotto accusa gli alleati e ha evocato una rottura ormai evidente, senza però trasformare quelle parole in una decisione formale. Il garofano resta quindi, almeno per ora, dentro una maggioranza che negli ultimi giorni lo ha lasciato senza assessore e senza rappresentanza nelle partecipate comunali. A questo punto, però, la questione diventa inevitabile. Dopo quello che è accaduto ieri in aula, dopo la revoca di Iorio e dopo uno scontro pubblico di questa portata, il Psi deve compiere il passo successivo. Di Chiara non può più tirarsi indietro. Se il rapporto con Episcopo è davvero arrivato al capolinea, come le parole pronunciate ieri lasciano intendere, quello sfogo, per essere credibile, deve necessariamente tradursi anche in una ricollocazione politica. Altrimenti il campo largo foggiano, già profondamente segnato da numerose lacerazioni interne, diventa una terra di nessuno dove tutti si accusano, ma nessuno rompe davvero. Dopo quanto accaduto ieri, per i socialisti la scelta sembra ormai molto difficile da rinviare. Arriverà in questi giorni? Di Chiara ha aperto le danze ricostruendo ciò che è accaduto nelle ore della seduta sul Piao.
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