Per la presidenza dell’ASP Zaccagnino di San Nicandro Garganico sembrava che stavolta la strada fosse spianata in favore di una personalità del paese dopo i sei anni affidati a Patrizia Lusi, avvocata foggiana e fedelissima di Emiliano.
Del resto, per la prima volta dopo lunghissimo tempo, c’era e c’è a San Nicandro una coesione ampia tra Pd, M5S e civici, e persino tra maggioranza e opposizione, tutti concordi nel perorare la causa di un presidente sannicandrese.
Il nome era stato anche individuato: quello dello stimato medico Agostino Trombetta, che lavora presso l’ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo, apprezzato dai suoi concittadini e non considerato espressione di una specifica parte politica, sebbene si sia candidato (senza esser eletto) alle comunali dello scorso anno nella lista Pd. Su quest’unico nome erano d’accordo tutti: l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Matteo Vocale (ex dem eletto grazie all’accordo tra Pd e M5S), la deputata pentastellata Marialuisa Faro, la stessa assessora regionale al welfare Rosa Barone era favorevole ad una scelta lasciata al territorio.
Sin dal 2021, prima ancora che la numero uno della Zaccagnino Patrizia Lusi diventasse commissaria straordinaria dell’Azienda di servizi alla persona, il fronte comune sollecitava il presidente Michele Emiliano a nominare un sannicandrese.
Vocale era stato netto su queste colonne nelle scorse settimane: “Sarebbe un segnale al territorio e ad una classe politiche sta dimostrando di saper fare, il giusto riconoscimento da parte della giunta regionale. Altrove vengono nominati presidenti che sono espressione di quei territori, se così non fosse per San Nicandro pretenderemmo di capire quali siano le motivazioni. Comprendiamo perché anni fa fu scelta da Emiliano l’avvocata Lusi, è servito per far decantare le contrapposizioni che esistevano a livello locale. Ora la situazione è del tutto diversa: tutti, minoranza compresa, perorano un presidente sannicandrese stavolta. Non c’è alcun motivo per bypassare il territorio di San Nicandro e non meritiamo lo spoil system. C’è una convergenza amplissima, se dovesse essere indicato un altro presidente non sannicandrese il malcontento sarebbe generale in paese”.
Anche l’accordo trovato a livello regionale tra Pd e M5S non lasciava presagire che ci sarebbe stato un no da parte di Emiliano alla soluzione localistica trovata per San Nicandro: nulla aveva avuto da dire al riguardo il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, preoccupato solo di conservare al Pd la presidenza dell’ASP de Piccolellis di Foggia. Quanto al M5S avrebbe espresso i presidenti dell’ASP dell’Addolorata di Foggia e dell’ASP Castriota e Corroppoli di Chieuti. E invece Emiliano non ne vuole sapere né di Trombetta né di altro nome sannicandrese.
“Emiliano ha detto che non se ne parla, che alla Zaccagnino in passato si è rubato e dunque vuole una persona di sua fiducia com’era Patrizia Lusi”, spiegano alcuni beninformati a l’Attacco. Ma davvero si può pensare che per condotte opache di precedenti gestioni debba esserci un veto anche per il futuro ad un presidente di San Nicandro? Uno “stigma” eterno sulla città? E’ questo l’interrogativo che tanti adesso si pongono. Ed è possibile che il M5S, pur vantando adesso l’assessora regionale al ramo, non conti nulla visto che “decide Emiliano”? Il governatore un’idea ce l’ha, eccome. Ha pensato per il dopo Lusi alla ex parlamentare Pd Colomba Mongiello, che dopo i molteplici mandati tra Camera e Senato da anni gravita nel mondo di Coldiretti e che sembrava sperare nel 2020 nell’assessorato regionale all’agricoltura, settore di cui si è sempre occupata. Per Emiliano la dem rappresenterebbe “la giusta continuità con Lusi”, che rimane comunque sua consigliera politica e anima della civica CON (visto che è considerata agli sgoccioli anche l’esperienza all’ASP dell’Addolorata).
Piemontese non dà a vedere alcun pressing per Mongiello, in favore della quale potrebbe invece pesare il consolidatissimo rapporto con la potente organizzazione di categoria Coldiretti.
La richiesta è stata già rivolta nei giorni scorsi da Emiliano alla 61enne docente, che nel 2009 divenne presidente nazionale del Forum Agricoltura del Pd. Mongiello per ora avrebbe gentilmente declinato adducendo troppi impegni, ma c’è chi ritiene che l’accettazione dell’incarico sia dietro l’angolo.
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