“C’è bisogno di parlare con molta chiarezza. Negli ultimi 30 anni a Foggia non si è fatto mai niente. Chi è stato a dirigere i consigli che si sono succeduti che ha fatto? E ci troviamo in queste condizioni. Foggia è l’ultima d’Italia, ma da quanti anni e perché deve stare là? Io lo chiedo a chi è stato nella politica”. E’ stato l’intervento dell’imprenditore Matteo La Torre uno dei momenti salienti dell’evento Municipia organizzato da Tito Salatto venerdì scorso a Foggia in vista delle elezioni comunali d’autunno. Come l’Attacco racconta da molti mesi, è dall’autunno 2022 che l’imprenditore della sanità privata lavora alla propria possibile candidatura a sindaco. Fino a luglio intende muoversi per capire quale tipo di sostegno possa aggregarsi intorno alla propria proposta civica.
Tornando a La Torre, con le proprie parole il patron di Siem (impresa che nel 2000 contribuì alla fondazione del Gruppo Euronics Italia spa, di cui è socia) è riuscito nell’impresa di far arrabbiare parecchi, a cominciare dallo stizzito vicepresidente della Regione e dominus Pd Raffaele Piemontese. Ma anche nel centrodestra c’è chi ricorda i lunghi trascorsi di La Torre al fianco di Franco Landella.
Nel 2019 fu palese il sostegno elettorale dell’imprenditore al forzista, come quando La Torre fu ringraziato pubblicamente da Landella sul palco della manifestazione conclusiva del venerdì sera precedente al ballottaggio del 9 giugno, quando il centrodestra portò nell’isola pedonale di via Vittorio Emanuele migliaia di persone, richiamate anche dal concerto di Fausto Leali, finanziato da La Torre. Ma Landella ringraziò Mr. Euronics anche in occasione dei festeggiamenti di qualche giorno in piazza Cesare Battisti, davanti al teatro Umberto Giordano. Pure in quella circostanza il supporto finanziario per la manifestazione, che vide torte ed esibizione di una cover band dei Queen, arrivò da La Torre. Un anno prima, a gennaio 2018, l’amministrazione Landella, su proposta dell’assessore Francesco Morese, approvò la deliberazione con la quale il Comune di Foggia accolse la proposta di sponsorizzazione avanzata da Siem spa per la riqualificazione dell’area tra viale Michelangelo e viale Ofanto. Landella giustificò l’abbattimento dei 14 pini situati parlando di ragioni di sicurezza. L’impresa, cui andò la gestione quinquennale dell’area, investì ben 60mila euro e finanziò il fastoso taglio del nastro alla presenza dei cantanti Albano e Fausto Leali, amici di La Torre.
“La Torre è stato uno dei più grandi sostenitori delle campagne elettorali di Landella”, rimarca a l’Attacco un esponente di quella maggioranza di governo. “Landella voleva affidare a Leali la direzione artistica del teatro Giordano, mentre a sua moglie Germana Schena delle deleghe. Diceva che era una promessa fatta a La Torre. Del resto Schena si candidò in una lista di Landella proprio perché spinta il tal senso da La Torre, che voleva Albano ad una festa patronale, altro suo amico storico. Senza dimenticare che anche Micky Sepalone, all’epoca dipendente di La Torre, nel 2019 si candidò con Landella”.
Non è piaciuta nemmeno la rivendicazione di aver dato da mangiare a 800 famiglie foggiane. “Non fa la beneficenza a nessuno”, commentano alcuni a l’Attacco. “Quelle famiglie hanno contribuito a renderlo grande. Sono state parole umilianti per loro”. Alcuni beninformati spiegano che “La Torre si è fatto prendere la mano lì sul palco, è un emotivo che dopo ha ridimensionato la portata del proprio intervento dicendo che non intendeva riferirsi a nessuno in particolare”. Quello che emerge è, ad alcuni giorni di distanza, anche una complessiva delusione per tutto il non detto della serata. “Salatto diceva di voler organizzare l’evento per incontrare i cittadini ma si sono visti solo addetti ai lavori, la gente comune non c’era. C’erano tanti della Prima Repubblica e molti posti vuoti, nessun volto nuovo”.
Stando ai rumors, quando il presidente Aiop a ottobre 2022 cominciò a parlare col centrodestra non ufficiale di Bruno Longo e Paolo Agostinacchio aveva in programma una serie di convegni con ospiti di respiro nazionale, cui si intendeva invitare il presidente del Senato Ignazio La Russa (sul cui tavolo romano fu fatto arrivare il nome di Salatto) e il filosofo Marcello Veneziani.
Poi, come raccontato nei mesi scorsi su queste colonne, il continuo tentennamento del centrodestra – in particolare di Fratelli d’Italia – ha spinto Salatto a rompere gli indugi e dare il via alla propria strategia. L’ammiccamento a Piemontese e la serata di venerdì scorso hanno definitivamente interrotto le interlocuzioni tra il patron di Teleblu e il centrodestra, “anche perché i nomi che ci erano stati fatti da lui per le liste civiche sono di persone che si sono tirate indietro”.
Le indiscrezioni vogliono che ci sia anche lo zampino dell’altro big della sanità privata foggiana, Paolo Telesforo, notoriamente vicino al Pd di Piemontese.
Un mesetto fa, stando ai rumors, Salatto sarebbe stato contattato da Telesforo il quale gli avrebbe chiesto se realmente intendesse candidarsi perché in quel caso avrebbe potuto aiutarlo purchè nell’ambito di un fronte di centrosinistra da cui lasciar fuori il M5S e, ovviamente, il centrodestra. La condizione posta da Telesforo sarebbe stata chiara: i rapporti di forza sul piano imprenditoriale non avrebbero dovuto alterarsi. I beninformati assicurano che anche il favore che era stato mostrato dai vertici confindustriali sarebbe scemato dopo venerdì sera.
L’Attacco poche settimane fa rivelò in esclusiva di un incontro nell’associazione di via Valentini Vista, in cui il presidente Eliseo Zanasi presentò l’intenzione di Salatto a diversi soci di peso, con parole chiare: “E’ un nostro associato, ha deciso di correre per le elezioni comunali”. Un placet che è parso trovare conferma quando all’evento di Municipia si sono visti sia Zanasi che il suo successore in pectore Ivano Chierici, oggi presidente Ance. Ma a quanto pare l’operazione era stata pensata in area di centrodestra, “anche perché tanti imprenditori del mattone sono ostili a Lia Azzarone, presidente regionale Pd, per i tanti appalti vinti dal marito Gigi Colucci”, affermano alcune fonti. “L’esito della serata di venerdì ha deluso anche Zanasi&Co., come pure lo stesso Salatto che si aspettava più pubblico”.
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