Cosa sta accadendo nel Pd in ragione di ciò che sarà il congresso regionale la cui data non è ancora stata scritta sul calendario? Nel partito, dopo il commissariamento ad acta
per il rinnovo degli organi statutari, tutto sembra essere rimasto al punto di partenza.
“Il Congresso è sospeso - spiega al quotidiano l’Attacco il segretario regionale l’on. Marco Lacarra -, nel senso che sono stati sospesi i termini per la presentazione delle candidature. E’ una cosa che ovviamente mi preoccupa molto - aggiunge - non tanto dal punto di vista personale quanto perché credo sia indispensabile che gli organismi di un partito siano messi nelle condizioni di operare e di lavorare per il bene di tutti. Non interessa minimamente chi possa essere il segretario regionale o i segretari di federazione e quelli di circolo. Interessa che il partito possa ripartire e possa riprendere la sua attività nel plenum”.
E’ altrettanto evidente che in una situazione di forte impasse tutte le vicende politiche delle ultime settimane se discusse in una direzione regionale o in una assemblea regionale avrebbero avuto un approfondimento maggiore. “Adesso invece - osserva Lacarra - siamo costretti a mettere insieme le istituzioni del Pd per poter parlare di quello che sta accadendo e siamo costretti a convocare i segretari superstiti di circolo. Non va bene, bisogna ripartire attraverso un confronto democratico. C’è chi addirittura auspica che da Roma vengano a costruire un organismo che traghetti il Pd regionale... non ce n’è motivo, bisogna fare il congresso con i candidati, con il confronto. Se poi vogliamo farlo con i tesserati, con le primarie aperte va bene comunque. L’importante è che si faccia un congresso, che ci sia un confronto, che si possa rappresentare le varie posizioni, tutto quello che è importante discutere: il rapporto con le liste civiche, la preparazione delle amministrative, le alleanze. C’è tantissimo da costruire e abbiamo bisogno di un partito forte e nelle sue piene capacità”.
Cosa impedisce questo processo? Il commissario è stato nominato da Roma e c’era anche il problema se attivare il tesseramento entro una certa data.
Guardate questi sono dettagli, premesso che il regolamento del congresso che è stato impugnato è stato discusso in direzione anche con i vertici nazionali del partito, io sinceramente non ho alcuna preferenza per una o per l’altra soluzione. Quali siano i tesserati non mi interessa, che vengano poste delle regole quali che siano, l’importante è che si celebri un congresso e che si dia un segretario a questa Puglia che è una regione vincente. Quasi mi viene da ridere se penso che questa è una regione che ha rappresentanti del Partito democratico in tutte le istituzioni locali, che ha 15 consiglieri regionali più il presidente che è del Pd e noi non siamo in grado di garantire un regolare svolgimento dei congressi. Mi sembra veramente fuori dalla realtà e faccio fatica a credere che questo stia accadendo in Puglia.
C’è una responsabilità? Se c’è una situazione di stallo, in questo momento, da chi dipende?
Non lo so se c’è qualcuno, spero che sia soltanto una distrazione da momenti più importanti che il nostro Paese ha vissuto quali l’elezione del presidente della Repubblica, la fase molto delicata per il Governo che stiamo vivendo, però l’accorato appello che io rivolgo è proprio quello di metterci a lavorare per fare rimettere in moto il partito.
Ipotesi primarie per la segreteria, la ritiene fattibile?
Quando Amati in direzione regionale, che è stata considerata da tutti illegittima ed erano tutti d’accordo ma fa parte del teatrino della politica, io ho detto sempre che sarei stato disponibile anche a favorire il percorso dell’elezione del segretario regionale attraverso le primarie. Non sta a me decidere, non sono il padrone del partito. Mi rimetto a quello che deciderà Roma. Se Roma attraverso il commissario ad acta dovesse decidere di fare le primarie aperte io sarò disponibile a farlo. Peraltro specifico che non ho presentato la mia candidatura. Anche nella famosa querelle che c’è stata l’autunno scorso ho presentato la mia candidatura l’ultima ora dell’ultimo giorno utile, proprio per favorire qualsiasi tipo di accordo e di convergenza. Farò la stessa cosa, aspetterò l’ultimo giorno per capire se possiamo trovarci come partito e come comunità, che sono gli aspetti più importanti. Possiamo essere contrapposti nelle tesi, nelle posizioni ma dobbiamo recuperare quello spirito di comunità e soprattutto decidere le cose all’interno della Puglia, non farle decidere altrove.
Amati oggi chiederà di ritirare gli assessori dalla Giunta dopo la nomina di Palese alla sanità regionale.
Questa l’ha presentata solo Amati e credo che difficilmente troverà un seguito. Io personalmente la trovo folle, abbiamo fatto tanto per eleggere il presidente della regione, abbiamo fatto tanto per stare al governo della regione e poi improvvisamente cerchiamo di sfilarci da questa opportunità. Noi dobbiamo rispondere ai cittadini. Non può essere il nome di un assessore a cambiare i programmi che abbiamo costruito negli anni. Per cui ragioniamo e troviamo una maggiore forza del Pd, una legittimazione ancora più forte nel governo regionale ma certamente dire che ce ne andiamo e vi diamo l’appoggio esterno è una follia anche perché chi lascia ad altri la possibilità di scegliere sbaglia sempre.
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