Azione scrive a Pasqualone e Nigri: “Siete decaduti, non firmate provvedimenti che potrebbero essere illegittimi”

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Il gruppo regionale di Azione fa capire di non voler attendere altro tempo e nel pieno della stagione estiva, con il Ferragosto alle porte, invia una lettera a tutti i direttori di Asl e ospedali sottolineando il fatto che sono decaduti e che quindi debbono mantenersi alla larga dal firmare provvedimenti e delibere che potrebbero essere facilmente impugnate. “Non assumete alcun tipo di atto poiché siete decaduti”, poiché l’articolo 3, comma 4, della L.R. n. 7 del 2022, modificato dal comma 3, articolo 26 della L.R. 37/2023 prevede che “l’inadempienza dell’Azienda sanitaria e ospedaliera al mantenimento degli obiettivi di contenimento assegnati dalla Giunta regionale sulla spesa farmaceutica e dei gas medicali, comporta la decadenza per dettato di legge del Direttore generale”. Questo il senso di quanto scritto anche al Dg dei Riuniti di Foggia Giuseppe Pasqualone e Antonio Nigri, Direttore generale della Asl foggiana. 

Lo spiega meglio al quotidiano l’Attacco il coordinatore regionale di Azione, Ruggiero Mennea. La comunicazione è stata formalizzata il 6 agosto scorso ma doveva rimanere riservata, se non altro perché ribadisce e sottolinea quella che Mennea definisce una “ovvietà”, un qualcosa di scontato sul quale però nessuno dice nulla. “Non c’è nessun commento particolare da fare in questa situazione – spiega il coordinatore di Azione –. Abbiamo inviato questa lettera a tutti i direttori generali tranne a quelle Asl dove è stato nominato il direttore durante l’anno in corso, ovvero al Policlinico di Bari e alla Asl di Brindisi”. 

“C’è una legge che va applicata e noi chiediamo che venga applicata, diversamente la mancata applicazione rischia di produrre degli effetti che possono essere l’annullamento degli atti o altri tipi di comportamenti non conformi ad una legge vigente, compresa l’impugnazione e il conseguente annullamento dei provvedimenti”. La legge a cui fa riferimento Mennea è la numero 7 del 2023: “Chiediamo qualcosa che dovrebbe essere ovvio e scontato, cioè l’applicazione di una normativa prevista all’interno di una legge che si commenta da sola”.   

Le ragioni del silenzio spingono il coordinatore regionale di Azione a porre un’altra domanda che introduce un argomento molto più insidioso: “Perché la legge fino ad oggi non è stata applicata e perché non la si vuole applicare?” “I vertici regionali ne sono perfettamente a conoscenza, quella lettera è stata infatti inviata al presidente Michele Emiliano e al direttore del Dipartimento Vito Montanaro ma ad oggi vige un silenzio tombale su questo argomento”. “Se il presidente e il capo dipartimento sono a conoscenza – aggiunge Mennea – avrebbero dovuto prendere i provvedimenti conseguenziali procedendo con la nomina dei nuovi direttori generali che ad oggi sono decaduti. Ma questo lo ha detto il presidente in Aula, noi lo abbiamo ascoltato nella seduta consiliare del 17 maggio scorso. Emiliano ha detto che quella legge va applicata e che i direttori sono decaduti, non lo abbiamo detto noi anche se la legge è chiarissima. Il perché non siano stati ancora sostituiti è una domanda che noi ci poniamo. E’ ovvio che a distanza di tre mesi, dopo aver visto l’inerzia rispetto a quanto si era detto, come gruppo di Azione abbiamo formalizzato questa ovvietà”. 

“Direttori – esclama Mennea – avete compreso che c’è una legge che vi fa decadere? Vi invitiamo a prenderne atto per evitare problemi successivi, ovvero che i provvedimenti presi in questa situazione possano essere annullati”. A giugno è stata conclamata la decadenza con l’accertamento dello sforamento della spesa farmaceutica, siamo ad agosto e se nel frattempo sono stati prodotti atti di un certo rilievo, rischiano di essere tutti contestati e resi nulli: “Mi chiedo - aggiunge Mennea - perché mettersi in questa condizione? Il ragionamento è di semplice buon senso. La lettera che abbiamo inviato richiama al buon senso col semplice scopo di evitare che si possa incorrere in spiacevoli situazioni. Non abbiamo neanche reso pubblico l’invio di questa lettera che doveva rimanere riservata. Non è un atto politico di ostilità, ma ci preoccupiamo per tutti quelli che magari che sono destinatari di delibere di asl e ospedali e che magari possono essere oggetto d’impugnazione dopo. Il che sarebbe possibile considerando la decadenza dei direttori. Su questo aspetto siamo fortemente convinti. Al di là di sentenze, ricorsi possibili, questo è uno spauracchio che si agita ma prima di tutto c’è un preciso obbligo, un dovere che è quello di applicare la legge. E’ quanto abbiamo chiesto senza alcuna polemica”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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