E’ ancora scosso Ciro Rizzi, 40 anni: venerdì scorso ha trovato il corpo senza vita - ormai mummificato - di Raffaele Lioce, l’accumulatore seriale 80nne di Foggia di cui si erano perse le tracce ormai da fine novembre.
Lioce era morto nel suo stesso appartamento e sotto quel cumulo di rifiuti di ogni genere che raccoglieva quotidianamente per strada. Esattamente come avevano ipotizzato i suoi vicini di casa.
Rizzi da cinque anni lavora per una impresa che si occupa dello sgombero delle case e ricorda perfettamente il momento del ritrovamento. Dagli inizi di marzo ormai lui e i suoi colleghi entravano nell’abitazione dell’80enne, come disposto da una ordinanza commissariale, cercando di ripulirla o quantomeno di cominciare a sgomberare tutte le stanze in cui i rifiuti arrivavano fino al soffitto.
Venerdì scorso la macabra scoperta. Rizzi ha chiamato subito l’amministratore di sostegno, l’avvocato Marcello Sacco, a cui l’anziano era affidato. “L’ho trovato. È qui”, ha detto amareggiato e ancora confuso.
“Quando sono entrato per la prima volta sono rimasto sconvolto - dice ancora l’operaio - Non riuscivo neppure ad aprire la porta, che era socchiusa, perché c’era immondizia ammassata. Giornali, buste, alimenti scaduti, attrezzi di ogni genere. C’erano vermi ovunque e carcasse di topi. Sono stato investito da un odore nauseabondo. Si respirava a fatica. Non so neppure descrivere cosa ho provato”.
(Fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it)
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