A distanza di alcuni giorni dall’omicidio di sua moglie, Antonio Carozza, agricoltore di 54 anni, è ancora confuso, non è in grado di rispondere al giudice e raccontare cosa sia successo il primo pomeriggio del 9 marzo
nell’appartamento di via Cesare Battisti a Carlantino dove ha accoltellato 41 volte all’addome e ucciso la moglie Pietronilla De Santis, 45 anni, madre di quattro figli, che gestiva insieme ai familiari un bar nel paesino del Subappennino duano.
Il Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Foggia Antonio Sicuranza ha preso atto della decisione dell’indagato, piantonato in ospedale a Foggia, di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande. L’interrogatorio di convalida dell’arresto si è svolto nel Policlinico Riuniti di Foggia perché l’indagato dopo aver ammazzato la moglie, usando lo stesso coltello a serramanico, si è ferito all’addome e torace, poi è salito al primo piano della palazzina e si è lanciato dal balcone da un’altezza di 3 metri, tentando il suicidio: non è in pericolo di vita, guarirà in un mese ma intanto resta ricoverato e piantonato.
Il pm Pietro Iannotta contesta l’omicidio aggravato dall’aver agito contro un familiare e nelle prossime ore disporrà l’autopsia. Inoltre, il pm ha acquisito le cartelle cliniche del presunto assassino, in cura dal 2010 presso il Centro di salute mentale di Lucera.
Pare che il disagio psichico di cui soffre Carozza si fosse aggravato nell’ultima settimana: difficoltà a dormire, sembra girovagasse per casa forse anche vittima di allucinazioni. Ecco perché di fronte a questo quadro clinico dell’agricoltore è ipotizzabile una consulenza o perizia psichiatrica (quest’ultima eventualmente disposta dal Gip e da effettuare con la forma dell’incidente probatorio) per accertare lo stato mentale dell’indagato.
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