Riguardo alla notizia anticipata da l’Attacco ieri e ripresa dalla stampa locale e nazionale, relativa alle 16 morti sospette presso l'hospice di Torremaggiore, interviene la Procura di Foggia con una nota.
“A fronte dell'ormai intervenuto interessamento dell'opinione pubblica, sussiste l'interesse pubblico alla conoscenza dei fatti sottesi alle attività di indagini in corso e, soprattutto, appare necessario evitare che vengano fornite notizie imprecise. L'attività di indagine, che alla data del 26 aprile, ha determinato il disseppellimento di cinque salme, è scaturita dalla segnalazione dell’opportunità di accertare le cause di una serie di decessi di persone ricoverate nella struttura sanitaria di Torremaggiore”.
“Come già riportato da alcune testate giornalistiche – si legge ancora –, si è giunti a ipotizzare che i decessi fossero dovuti alla somministrazione impropria di farmaci appartenenti alla categoria delle benzodiazepine e, pertanto, si è ritenuto necessario disporre il disseppellimento di un totale di 16 salme per compiere i necessari accertamenti autoptici e tossicologici, che avverranno nei prossimi giorni secondo un programma già elaborato da questo ufficio”.
L’individuazione delle salme da sottoporre agli accertamenti è avvenuta anche in base all'analisi delle cartelle cliniche già acquisite dalla Procura, viene precisato nella nota sottoscritta da procuratore aggiunto Silvio Marco Guarriello. Le indagini sono delegate al comando provinciale dei Carabinieri di Foggia e sono in corso al fine di verificare la fondatezza o meno dell'ipotesi di reato e le eventuali responsabilità.
“Nell'attuale stadio del procedimento penale, che pende nella fase delle indagini preliminari, non è possibile rilasciare informazioni circa le ipotesi investigative. Occorre evidenziare che le persone sottoposte ad indagini non possono considerarsi responsabili di alcun reato fino alla pronuncia nei loro confronti di una sentenza di condanna definitiva”, conclude la nota.
“Il capo di imputazione non è stato neanche, in via provvisoria, formulato dal pubblico ministero ma vi è soltanto la contestazione del capo di imputazione, ovvero omicidio volontario continuato”. Lo spiega l’avvocato Luigi Marinelli che difende l’infermiere di 55 anni accusato dalla Procura di Foggia di aver somministrato in dosi letali un farmaco a base di Midazolam a 16 pazienti oncologici terminali ricoverati nell'hospice di Torremaggiore, poi deceduti.
Per questo motivo la Procura ha disposto la riesumazione delle 16 salme i cui decessi sono avvenuti tra il 14 novembre 2022 e il 16 febbraio scorso. Le prime cinque riesumazioni sono avvenute lo scorso 26 aprile: sui cadaveri sono state eseguite le autopsie. Le prossime esumazioni saranno effettuate il 2 e il 5 maggio. Gli esiti degli esami biologici si conosceranno solo tra 90 giorni.
La denuncia è partita da una segnalazione interna alla struttura. Sul punto l’avvocato Marinelli precisa: “Ci siamo fatti tante domande su chi possa aver sporto denuncia. Il mio assistito ha escluso i familiari dei degenti perché non ha mai trovato parenti che contestassero il suo operato”. “Sono valutazioni soggettive - aggiunge - che possono nascere da qualche screzio con qualche altro collega”.
Alla domanda se avesse somministrato dosi superiori del farmaco, il legale ha affermato: “Lui ha sempre rispettato il cosiddetto foglio unico di terapia, che è quel foglio dove il medico prescrive la terapia per ogni singolo malato. Ha rispettato quello che leggeva”. Intanto l'Asl di Foggia ha provveduto a trasferire l’infermiere in un altro ambulatorio della provincia di Foggia.
“Il mio assistito lavorava a Torremaggiore dal 2021 ed è infermiere dal 1997. Attualmente è stato trasferito ma non ha più contatti con malati terminali”. L'infermiere nel 2020 è stato denunciato dai familiari di una paziente per furto di una collana in oro. “Due settimane fa è stato assolto con formula piena”, fa sapere il legale.
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