Abusivismo a Ischitella, i paletti del vicesindaco: “Vincolo ambientale significa tutto e niente”

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In questi giorni, i carabinieri di Foggia hanno eseguito un mandato d’arresto nei confronti di due soggetti residenti ad Ischitella per aver realizzato, mediante una lottizzazione abusiva, un nuovo villaggio turistico su un’area sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico in località Foce Varano. Le indagini, spiegano i militari, hanno consentito di accertare come, su una zona prossima al mare destinata a servizi di uso pubblico e interesse generale, con tanto di divieto di edificazione per i privati, sia stata edificata tale struttura abusiva.

Una volta accertata la condotta delittuosa dei due individui, gli agenti hanno provveduto a sottoporre a sequestro preventivo le aree e le opere realizzate. Il procedimento penale, tuttavia, è ancora nella fase delle indagini preliminari, e la responsabilità effettiva degli indagati sarà definitivamente accertata soltanto in sede di processo, e solo in caso di emissione di una sentenza di condanna irrevocabile. “Quello che posso dire, attualmente, è che ci sono delle indagini in corso da parte della Procura riguardo a questa sorta di residence, che nasce come un deposito di case mobili”, racconta ai microfoni de l’Attacco il vicesindaco del comune di Ischitella, Giuseppe D’Errico. “Ad ogni modo, il processo è ancora in itinere. Noi, come amministrazione comunale, ancora non abbiamo ricevuto ufficialmente neppure il verbale di sequestro. È stato fatto, piuttosto, un verbale di presa d’atto delle aree da parete del sindaco. Ma, personalmente, se non per mezzo stampa, non ho avuto notizie in merito ai reati contestati. Mi riesce, dunque, un tantino difficile esprimermi sulle contestazioni che sono avvenute”, ha aggiunto. “In sintesi, comunque, questi manufatti sarebbero stati realizzati su un’area inedificabile, poiché sottoposta a vincolo paesaggistico. Le informazioni che abbiamo, però, sono troppo generiche per definire bene la questione. Vincolo ambientale, ad esempio, significa tutto e niente. Adesso, stiamo aspettando la notifica dei reati. È venuto già il CTU presso l’ufficio tecnico del Comune, e noi abbiamo messo a disposizione tutta la documentazione che avevamo su quella zona. Sicuramente sono stati controllati tutti i permessi relativi alle costruzioni che i proprietari hanno avuto per poter edificare sull’area. In base a quella documentazione, poi, il CTU nominato dal giudice ha preso la decisione di sequestrare gli immobili. Non abbiamo, dunque, cognizione precisa dei reati contestati, ma come amministrazione comunale siamo a completa disposizione degli inquirenti”. Sulla scia delle dichiarazioni rilasciate a l’Attacco dal vicesindaco D’Errico sono state anche le parole dell’assessora del comune di Ischitella, Lucrezia Cilenti.

“Sappiamo bene quello che è accaduto, ma non siamo ancora in grado di risalire alle modalità con cui è stato messo in piedi questo villaggio turistico”, ha affermato. “Io, personalmente, mi occupo dell’ambiente e non dei lavori pubblici. Aspettiamo di avere a disposizione degli elementi in più per esprimerci pubblicamente. Per il momento, tutto ciò che sappiamo lo abbiamo appreso dalla stampa. Sappiamo, dunque, che è stato messo in piedi questo villaggio turistico fatto di casette mobili, a detta degli inquirenti in maniera abusiva, ed evidentemente chi lo ha messo in piedi non aveva le documentazioni appropriate per avviare un’attività di questo tipo. Non saprei dire, però, se i terreni fossero di proprietà comunale. Sono notizie, purtroppo, che ancora non abbiamo a disposizione”. Un episodio molto simile a quello di Ischitella è avvenuto quasi in concomitanza anche a Vieste.

Nei giorni scorsi, infatti, sono state demolite altre opere abusive all’interno del territorio comunale. Durante l’ultima riunione di Giunta, per la precisone, il sindaco del capoluogo garganico, Giuseppe Nobiletti, ha disposto la demolizione con ripristino dello stato dei luoghi di due immobili presenti in un’area appartenente al Demanio dello Stato, ubicata nella località di Portonuovo, vicino al Lago di Chiara. Oltre a questi, poi, anche di alcuni manufatti abusivi aventi destinazione d’uso mista, sia residenziale che d’officina meccanica, in via dell’Antico Porto Aviane, e di un’area adibita a parcheggio in via Pelagosa. La Giunta municipale di Vieste, inoltre, ha previsto la predisposizione del cosiddetto piano “Safety&Security, nonché la richiesta di attivazione del tavolo tecnico presso la Questura di Foggia per il necessario supporto delle forze di polizia da impiegare durante le operazioni di demolizione. In più, ha previsto di stabilire che, una volta avvenuta l’esecuzione dell’intervento di ripristino del legittimo stato dei luoghi, si provveda ad avviare le procedure per il recupero delle spese sostenute dal Comune nei confronti dei soggetti privati responsabili degli abusi. “Come vedete, non ci fermiamo e abbiamo sempre, come obiettivo prioritario, il totale ripristino della legalità”, ha affermato Nobiletti. “Tutto questo conferma l’impegno nel contrasto alle strutture abusive o irregolari, alla tutela del territorio e dei soggetti che operano nel rispetto delle regole”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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