TFA sostegno, Procura indaga su avvocata di Stornarella

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L’ultima frontiera del posto fisso si chiama TFA sostegno ed è un business multimilionario. Da alcuni anni è lampante il fenomeno legato ai percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, nella scuola secondaria di I grado e nella scuola secondaria di II grado. Ormai è diventato anche il rifugio per i tantissimi che fuggono dalla libera professione, a cominciare dall’esercito di avvocati in crisi di Capitanata. Ma ci sarebbero anche opacità gravi rispetto al TFA sostegno. Se anni fa l’Attacco e altri media approfondirono la questione delle forti polemiche avanzate da numerosi partecipanti per l’organizzazione dei TFA da parte dell’Università di Foggia, adesso c’è una vicenda ben più seria che a quanto pare ha spinto la Procura daunia ad indagare. Quella che alcuni soprannominano “Lady TFA” sarebbe, stando ai beninformati, un’avvocata di Stornarella, paesino dei Cinque Reali Siti dove l’approdo al titolo di docente di sostegno ha registrato un vero boom negli ultimi anni.

Secondo tali rumors, la magistratura foggiana starebbe cercando di capire cosa ci sia di vero nelle voci di 30mila euro per ogni posto nel TFA di Unifg, soldi che sarebbero stati divisi con altre persone. Quello che è certo è che il TFA rappresenta ormai una voce importantissima delle entrate dell’Ateneo daunio.

I numeri sono aumentati a dismisura col tempo. Nel 2019 Unifg, a fronte di 600 posti e di una quota di iscrizione al corso pari a 2.800 euro, incassava 1.680.000 euro; se si teneva conto anche del bollo virtuale di 16 euro si arrivava a 1.689.000 euro. Solo con l’iscrizione alla prova preselettiva l’Ateneo daunio portò a casa 560mila euro, visto che i partecipanti furono quell’anno 5.600 e la quota cadauno era pari a 100 euro. Il totale fu pari a 2,24 milioni, o 2.249.000 euro se si considera anche il bollo virtuale.

L’Ateneo di Foggia è quello che incassava di più in Puglia, dal momento che l’Università del Salento prevedeva solo 200 posti e la tassa di iscrizione è più bassa (2.600 euro) e che Bari prevedeva 440 posti a 2.800 euro ciascuno. L’attivazione dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia e primaria e nella scuola secondaria di I e II grado, anno accademico 2018-2019, vedeva un numero dei posti lontano da quello attuale: 150 per la scuola dell’infanzia; 150 per la scuola primaria; 150 per la scuola secondaria di I grado; 150 per la scuola secondaria di II grado.

Il bando prevedeva la partecipazione di circa 5.197 aspiranti corsisti, un dato superato da quanto avvenne effettivamente. In quell’anno il Magnifico Unifg era Maurizio Ricci e a coordinare i percorsi di formazione c’erano il professor Pierpaolo Limone (poi diventato rettore), la professoressa Rosa Gallelli e il funzionario Tommaso Vasco (oggi in pensione), il quale stando ai beninformati rivendica tuttora il mancato pagamento da Unifg di 150mila euro a titolo di compensi aggiuntivi per aver seguito l’affaire TFA.

Oggi la dimensione dei TFA sostegno è diventata molto più ragguardevole. Risale al 26 giugno scorso la scadenza del VIII ciclo ordinario di ammissione ai percorsi di formazione per l’anno accademico 2022/2023, anno per il quale, a seguito di autorizzazione del Ministro dell’Università e della Ricerca, il numero dei posti disponibili in Unifg è complessivamente pari a 1.200.

Ecco la ripartizione per ciascun percorso di formazione: scuola dell’infanzia 100 posti; scuola primaria 150 posti; scuola secondaria di primo grado 400 posti; scuola secondaria di secondo grado 550 posti. I percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità si concluderanno entro il 30 giugno 2024. La spesa complessiva dell’iscrizione al percorso è pari a 2.816 euro, che a fronte dei 1.200 posti significa per Unifg un incasso totale pari a 3.379.200 euro. Ma i partecipanti sono stati in totale oltre 4mila, 150 euro l’importo per partecipare alla selezione. Insomma, una montagna di denaro che fa gola in Ateneo. Questo spiega perché, all’interno delle guerre che animano Unifg, ci sia anche quella mossa da alcuni contro coloro che oggi coordinano i percorsi TFA, ovvero i professori Giusi Toto e Luigi Traetta.

L’indagine della Procura sulla legale di Stornarella, precisano fonti interne all’Ateneo daunio, non riguarda affatto l’attuale gestione dei TFA da parte di Unifg bensì quella degli scorsi anni. Intanto c’è già una considerevole pletora di persone che attende con ansia di sapere quanti posti saranno disponibili in Unifg per il IX ciclo ordinario di ammissione ai percorsi di formazione.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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