Foggia: fine dell’era Valiante e Vaccaro, verso i nuovi. Lo spaccato inquietante sul pizzo perenne

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Stando alle indiscrezioni trapelate nelle scorse ore, all’esito del lavoro di sei mesi svolto dalla commissione di accesso e della riunione del comitato ordine pubblico e sicurezza integrato dal procuratore DDA Roberto Rossi, il prefetto di Bari non proporrà lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, mentre da parecchi mesi ormai si ritiene del tutto probabile il commissariamento di alcune imprese municipalizzate. Insomma, una soluzione che salverebbe il Comune di Bari come avvenne anni fa per Roma ai tempi dell’inchiesta Mondo di mezzo. Immediate le reazioni di chi, da tempo, lamenta i limiti della normativa vigente in materia di scioglimenti. 

“Il Comune di Bari - dopo tutti gli arresti, le intercettazioni telefoniche, le assunzioni, gli affidamenti che hanno certificato l’assoluta ingerenza della criminalità organizzata nella gestione dell’attività amministrativa - non verrà sciolto”, commenta l’avvocato ed ex assessore cerignolano Carlo Dercole, coordinatore cittadino di Forza Italia e genero dell’ex sindaco Franco Metta (la cui amministrazione fu sciolta per mafia). “A Cerignola, dal 2019, stiamo ancora aspettando di capire i motivi dello scioglimento. Nessun arresto, nessuna intercettazione telefonica, nessun atto annullato. Le imprese che lavoravano con noi continuano a lavorare con l’amministrazione della legalità”, è il riferimento di Dercole all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Francesco Bonito. “Ennesima dimostrazione che questa legge è una pagliacciata e va assolutamente modificata perché non può essere un’arma da usare per abbattere il proprio nemico politico”. 

Ma il ritorno di Piantedosi a Foggia coincide anche con una nuova fase della Squadra Stato in Capitanata: si è appena insediato il neo questore Alfredo D’Agostino, giunto da Udine (dove avrebbe saputo appena cinque giorni prima di esser stato destinato a Foggia), che ha preso il posto del campano Ferdinando Rossi (il quale si sarebbe ora messo in aspettativa); mentre in Prefettura sta per andare via Maurizio Valiante e potrebbe giungere una donna, la leccese Daniela Lupo, attuale prefetta di Trapani. Ai saluti anche il procuratore capo Ludovico Vaccaro.

Ma c’è anche un ultimo fatto che rende ancor più significativa la visita del ministro dell’Interno. Ha suscitato preoccupazione quanto apparso nel servizio tv della trasmissione Le iene sul fenomeno del racket a Foggia, che tuttora rappresenta la principale leva economica per le batterie della Società foggiana. “Tra poco uscirà la classifica delle città poco vivibili dell’Italia. E per capire come vive un commerciante in una di queste città Giulio Golia ha fatto un esperimento a Foggia, la ‘vincitrice’ della speciale classifica del 2023. La nostra iena ha raccolto le drammatiche testimonianze di molti negozianti che hanno pagato o pagano il pizzo alla quarta mafia”, la spiegazione del servizio fornita dalla redazione del programma. 

“Devi pagare. Se devi convivere con loro devi pagare”, ha detto la prima commerciante, in un negozio di abbigliamento. “Arrivai 30 anni fa e mi chiesero subito dei soldi, 30 milioni. Non avevo neanche aperto. Andai a denunciare alla polizia e un poliziotto mi dissi di non denunciare ma di andare dal commercialista. Quel poliziotto era culo e camicia con quello che mi aveva chiesto i soldi”, l’inquietante racconto di un altro foggiano. Oggi non sarebbe molto diverso: “Se metto la vetrina nuova vuol dire che ho fatto i soldi e iniziano a rompere le scatole. Sì, avviene anche oggi. Infatti non cambio più niente”. Il commerciante ha detto di non aver mai pagato e mostrato alla troupe un buco nella vetrina, come conseguenza: “E’ un colpo di pistola. Un’altra volta, invece, ci hanno invece rotto le gomme. Otto ne abbiamo cambiate. Che fanno gli altri? Pagano”. 

Il terzo commerciante ascoltato è titolare di un negozio di abbigliamento da uomo: “Non bisogna dare niente, se cominciate a dare si crea un vortice. In Piazza Mercato ci sta un po’ di gente, soprattutto ragazzini abbastanza pericolosi. Anche bambini di 12, 13 e 14 anni. Neanche denunciabili. Non è la grossa delinquenza, che è molto meno pericolosa di questi cani sciolti, perché quelli grossi ormai le estorsioni le fanno solo ai costruttori o a quelli grandi. Da me non sono però mai venuti, devi volare basso. Se iniziano a vedere che hai macchine o altre cose ti vengono a bussare. Io sto da solo, non ho dipendenti”. 

“Foggia l’hanno fatta morire, c’è un degrado assoluto. Molti negozi stanno chiudendo, anche per il pizzo”, il commento sconfortato della commessa di una profumeria. “Se vuoi fare business e ti vuoi ingrandire lo puoi fare, ma devi scendere a patti”, ha detto un altro commerciante foggiano. “Quello che stiamo vivendo oggi è un passato che è tornato”, il commento del commesso di un negozio di dischi. “La logica sarebbe quella di andare a denunciare ma questi possono essere cattivi. Qualche saracinesca che salta, iniziano a vedere che macchina hai e dove abiti”. 

“A chi decide di non accettare mettono le bombe. Capitò a mio padre, gli misero la bomba nello studio. Diciamo che a Foggia succede”, un ulteriore racconto. L’ultimo intervistato aveva vari negozi di abbigliamento, venduti perché non ne poteva più di pagare il pizzo: “Pagavo 600-700 euro al mese. Mi bruciarono un negozio. Non li ho mai denunciati, perché altrimenti sarebbe stato peggio. Qui non puoi aprire nulla”. 

Intervistato anche il procuratore capo uscente di Foggia, Ludovico Vaccaro: “Il mondo imprenditoriale, di fronte ad una criminalità aggressiva e violenta, non evoluta, si è chiuso. Non ha fatto fino in fondo il suo mestiere che è investire, creare sviluppo e occupazione. Quindi questo territorio si è impoverito e ha cominciato un degrado sociale e culturale che ha costituito terreno fertile per il proliferare della criminalità. Sicuramente mafia, ma mafia rudimentale. Sicuramente stupida, perché se io vivo di estorsioni e chiedo pizzo, poi pratico usura, la tua stessa fonte di reddito l’hai distrutta. La criminalità ha talmente impoverito questo territorio da impoverire sé stessa”. Quanto alle bombe Vaccaro è apparso sconfortato rispetto al danno fatto al territorio, anche in termini di immagine: “Ci sono giovani che si sono prestati a mettere bombe per 50 euro. La criminalità si è avvalsa di manovalanza trovata in un contesto di grande povertà. Qui non ci sono lavoro né sviluppo. Foggia è il paese delle contraddizioni, dovrebbe essere la provincia più ricca del Sud Italia”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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