C’è poi la vicenda legata al contenzioso tra Comune e Gestione Tributi spa in liquidazione. Poche settimane fa è stata pubblicata la sentenza con cui la Corte dei conti ha rigettato l’appello di Adriatica Servizi srl (l’ex concessionaria dei soci Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata, venuta meno dopo interdittiva antimafia e che tentò invano di riprendere in mano la gestione del servizio dopo l’ammissione al controllo giudiziario) contro il Comune di Foggia per l’annullamento della sentenza di gennaio 2024, resa dalla magistratura contabile in primo grado, che aveva respinto la domanda di pagamento dell’aggio e il rimborso delle spese di notifica (3.095.297,84 euro, oltre accessori fiscali e interessi moratori). Inutilmente, a dicembre scorso, l’avvocato della srl Saverio Sticchi Damiani ha provato ad ottenere una diversa pronuncia. “La pretesa della società appellante non trova fondamento nel complessivo quadro normativo di riferimento”, ha sentenziato la Corte dei conti anche nel secondo grado, accogliendo la posizione dell’avvocato del Comune capoluogo, Felice Eugenio Lorusso, e del pm.
La domanda della srl è stata nuovamente rigettata perché “il diritto all’aggio, da riconoscere su quanto complessivamente riscosso, insorge in capo al concessionario solo a seguito e per effetto della materiale riscossione, da parte dello stesso e durante il periodo di vigenza contrattuale, delle somme oggetto del servizio affidato in concessione, indipendentemente dall’annualità di competenza”. Questa sentenza relativa a Foggia è importante perché lo stesso identico problema si pone anche a Manfredonia con la causa intentata dal liquidatore di Gestione Tributi (difeso dall'avvocato Franco La Torre, ex vicesindaco che politicamente come Molo 21 fu negli scorsi anni l’ideatore della candidatura a sindaco di Domenico la Marca) contro il Comune.
Ebbene, come è facilmente intuibile ci sono varie personalità che stanno spingendo per una transazione vantaggiosa per la società, mentre la Corte dei conti ha detto nel caso Adriatica Servizi che nulla è dovuto. Gli unici ad opporsi ad una transazione pro Gestione Tributi sono, stando a quanto trapela, la dirigente Maricarmen Distante e il segretario generale Giacomo Scalzulli (da cui sarebbe dipesa anche la scelta di affidarsi all’avvocato Fogagnolo, considerato serissimo oltre che super specializzato, avendo assistito circa 500 Comuni italiani in materia di tributi).
Come a Foggia, anche qui a Manfredonia la l’ex partecipata in liquidazione chiede somme per spese di notifiche su riscossioni avvenute prima della risoluzione del rapporto, per un importo che supererebbe il milione di euro. Peraltro, la causa contro il Comune di Manfredonia va avanti davanti al Tribunale ordinario (Tribunale delle imprese di Bari), mentre la sentenza relativa ad Adriatica Servizi è stata adottata dalla Corte dei conti perché il Comune di Foggia ha diligentemente sollevato in via preliminare il regolamento di giurisdizione dinanzi alla Corte di cassazione, la quale ha stabilito che, trattandosi di una concessione, la competenza è della Corte dei conti. L'eccezione potrebbe essere sollevata però anche d'ufficio in corso di causa, motivo per cui il processo che riguarda il Comune di Manfredonia dovrebbe essere interrotto e riassunto dinanzi alla Corte dei conti (la cui decisione sarebbe per alcuni a dir poco scontata). Altro che transazione, per la quale quasi tutti fanno il tifo. Quello di Gestione Tributi spa (il cui aggio arrivava all’8,30% sui versamenti volontari) fu l’affaire su cui, come ampiamente rac
contato da l’Attacco, si disgregò la maggioranza del due volte sindaco Angelo Riccardi molto prima che calasse sul Golfo la scure di Prefettura e Viminale con lo scioglimento per mafia. Nel 2021, lasciando Palazzo di città al ritorno della gestione ordinaria, nella propria relazione finale i commissari straordinari scrissero quanto fosse migliorata la situazione dei tributi: “Attraverso l'attività sinergica del nuovo concessionario e dell'Ufficio tributi dell'ente sono stati raggiunti risultati inattesi sia sotto il profilo della riscossione ordinaria che sotto il profilo del recupero dell'evasione. A mero titolo esemplificativo della portata dell'attività svolta, si riporta un raffronto tra gli accertamenti effettuati nel 2020 e nel 2021 dei principali tributi locali: accertamenti IMU 2020 notificati 53.547 euro; accertamenti IMU 2021 notificati 876.035 euro; accertamenti TARI 2020 notificati 133.441 euro; accertamenti TARI 2021 notificati 780.821 euro. Risultati lusinghieri che vanno ascritti tanto alla scelta di internalizzare la riscossione volontaria dei tributi quanto alla maggiore efficienza del nuovo concessionario, che ha intensificato visibilmente l’attività di accertamento”. Oggi il risanamento dei conti è un obiettivo quasi centrato, tant’è che l’ente potrebbe uscire già nel 2026, anziché nel 2028, dal piano di riequilibrio decennale cui fu costretto per ripianare quasi 15 milioni di euro di passività.
Nei giorni scorsi il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2026–2028 e la Nota di aggiornamento al Documento Unico di Programmazione. Il bilancio 2026 presenta una spesa complessiva pari a 186 milioni di euro e garantisce il pieno rispetto di tutti gli equilibri finanziari previsti dalla normativa: equilibrio di parte corrente, equilibrio di parte capitale, equilibrio finale.
“In un contesto che negli ultimi anni ha visto il Comune impegnato in un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, questo risultato conferma un cambio di passo nella gestione dei conti pubblici”, dicono da Palazzo San Domenico. Il risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2025 è pari a 91,9 milioni di euro, di cui: 46,7 milioni accantonati (tra cui oltre 16,5 milioni per il fondo crediti di dubbia esigibilità e oltre 9,2 milioni per il fondo contenzioso), 36,6 milioni vincolati, 8,4 milioni disponibili. “Numeri che testimoniano un’impostazione prudente e trasparente”. Sul piano delle politiche pubbliche, il bilancio 2026 destina risorse significative ai settori strategici per la comunità: quasi 17 milioni di euro per le politiche sociali, oltre 6 milioni per istruzione e diritto allo studio, circa 14,7 milioni per ambiente e tutela del territorio, investimenti per mobilità, sviluppo economico ed energia. “Questo bilancio”, dichiara l’assessora al bilancio, Cecilia Simone, “non è soltanto un documento tecnico. È la dimostrazione che la stabilità finanziaria è diventata una condizione strutturale. Abbiamo scelto la prudenza, la trasparenza e la responsabilità. Non spendiamo ciò che non siamo certi di incassare, non costruiamo equilibri fittizi e non scarichiamo costi sulle generazioni future”.
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