Borgo Celano, il caso Caputo-Café Noir diventa una bomba mediatica e arrivano Le Iene: il Comune replica

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Una vicenda che covava da anni è diventata, nel giro di pochi giorni, una vera e propria bomba. Dopo l’articolo pubblicato la scorsa settimana su l’Attacco, il caso di Borgo Celano ha superato i confini della frazione produttiva di San Marco in Lamis e si prepara ad approdare in tv. La redazione de Le Iene ha raggiunto Giovanni Caputo e realizzerà un servizio sulla controversia che lo oppone ai vicini di immobile. Al centro della vicenda ci sono gli spazi condivisi lungo Corso del Popolo, sulla direttrice per San Giovanni Rotondo. Nello stabile convivono la tipografia Grafiche Caputo e il laboratorio di Café Noir, collegato al bar nel centro cittadino. Caputo denuncia da anni la presenza di una tensostruttura mai rimossa, l’utilizzo del cortile come parcheggio per furgoni frigorifero e l’occupazione di un’area verde che considera di sua esclusiva pertinenza. Parla di danno economico e di qualità della vita compromessa. Sostiene di essersi rivolto a Sindaco, uffici e forze dell’ordine senza ottenere una soluzione definitiva. Dopo la pubblicazione dell’articolo, è arrivata la replica ufficiale dell’amministrazione comunale. Una nota articolata che ricostruisce atti, date e provvedimenti.

“Contrariamente a quanto affermato, gli uffici comunali preposti si sono attivati tempestivamente già a seguito della prima segnalazione presentata dal signor Caputo in data 14 ottobre 2021, quindi cinque anni fa e non sei o sette anni come dichiarato, effettuando un primo sopralluogo il 16 novembre 2021”. Dal Comune rivendicano la correttezza dell’iter. “A tale attività hanno fatto seguito i necessari provvedimenti amministrativi finalizzati al ripristino della legalità nei confronti dell’affittuario dell’area interessata”. La tensostruttura è uno dei nodi. “Nel luglio 2022 l’Ufficio Tecnico comunale ha disposto l’annullamento del titolo abilitativo relativo alla realizzazione della tensostruttura, rilasciato sulla base di dichiarazioni fornite successivamente dall’affittuario, circa la disponibilità dell’area”. Il passaggio successivo viene indicato con precisione. “Successivamente è stata emessa l’Ordinanza di demolizione n. 15 del 31 gennaio 2023. A fronte della mancata ottemperanza, il Comando di Polizia Locale ha proceduto ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale con deferimento all’Autorità giudiziaria”.

Nella ricostruzione dell’ente si arriva ai fatti più recenti. “Nel corso del 2025, a seguito di ulteriori segnalazioni riguardanti la presenza di furgoni con celle frigorifere all’interno dell’area e il posizionamento di altri mezzi su zone esterne a verde, gli uffici comunali hanno effettuato ulteriori sopralluoghi nelle date del 12 maggio e del 12 giugno 2025, trasmettendo alla Procura della Repubblica specifica denuncia penale corredata da tutta la documentazione necessaria”. Il quadro giudiziario, secondo il Comune, è già definito. “Attualmente risultano in corso quattro procedimenti penali, avviati in collaborazione tra il Comando di Polizia Locale e la locale Stazione dei Carabinieri, il cui iter segue naturalmente i tempi dell’Autorità giudiziaria”.

Sulla demolizione della struttura contestata l’amministrazione aggiunge un ulteriore elemento. “A seguito delle attività e delle interlocuzioni avviate dagli uffici comunali, l’affittuario ha presentato in data 12 giugno 2025 una SCIA per la demolizione della tensostruttura, pratica edilizia tuttora valida ed efficace, impegnandosi alla rimozione del manufatto. Qualora tale intervento non venga effettuato in tempi brevi dal soggetto obbligato, il Comune procederà alla demolizione d’ufficio in danno, utilizzando le risorse previste dalla normativa vigente per gli interventi sugli abusi edilizi”.

La conclusione è una presa di posizione netta. “Si ribadisce che tutte le attività rientranti nelle competenze comunali sono state puntualmente svolte nel rispetto delle procedure previste dalla legge e in costante collaborazione con le forze dell’ordine. L’amministrazione comunale continuerà ad operare con determinazione per garantire il rispetto della legalità e la tutela dei diritti di tutti i cittadini”. Nel frattempo la vicenda continua a muovere reazioni. Dopo l’interesse della trasmissione televisiva, anche il titolare di Café Noir, Michele Pirro, ha contattato la redazione de l’Attacco per chiedere spazio. Nei prossimi giorni sarà pubblicata la sua replica. Il caso resta aperto, sospeso tra carte amministrative, accertamenti giudiziari e una convivenza che da anni non trova equilibrio. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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