Sta suscitando svariate reazioni, all’interno dell’Università di Foggia, la svolta decisionista del rettore Lorenzo Lo Muzio, dopo il tentativo di metterlo nell’angolo sferrato dalla fronda interna.
La controffensiva del Magnifico contro gli attacchi scomposti di cui è stato destinatario si è tradotta, il primo febbraio, in due atti: da un lato la revoca dell’incarico di prorettrice alla professoressa Milena Sinigaglia “per il venir meno del rapporto fiduciario” e la scelta di sostituirla con la professoressa Francesca Cangelli;
dall’altro, “con la medesima motivazione” sono state revocate le deleghe rettorali alle professoresse Mariangela Caroprese (placement), Valentina Cuocci (riservatezza, trasparenza e anticorruzione), Daniela Dato (orientamento) e Anna Grazia Lopez (formazione in ambito penitenziario).
Sinigaglia, legata da sempre al direttore del Dafne Agostino Sevi, fa del resto parte di quel gruppo di docenti Unifg che hanno tentato di portarlo alle dimissioni. Era dunque scontato che Lo Muzio avrebbe deciso di non farsi più sostituire in senato e cda, in caso di propria assenza, da una persona non in linea col proprio operato né di stretta fiducia.
La reazione di Sinigaglia, inviperita, non si è fatta attendere. Fonti Unifg raccontano che nella giornata di ieri l’ex direttrice di Scienze agrarie avrebbe sgomberato le stanze che ospitano il DARe Puglia, ovvero il Distretto agroalimentare regionale, da lei presieduto. C’è ora da attendersi la conferma delle dimissioni da tale ruolo. C’è invece chi sta cercando, con tutta evidenza, di riposizionarsi.
l’Attacco giorni fa rivelava come le successive mosse del rettore sarebbero state quelle inerenti Sinigaglia ma anche che il Magnifico stava valutando se confermare o meno la direttrice generale Teresa Romei, che fu assunta dall’ex rettore Maurizio Ricci e rinnovata dal successore Pierpaolo Limone.
Su queste colonne si spiegava che l’incarico della dg scadrà a fine 2024 ma che a questo punto non è escluso che possa terminare prima, dal momento che non sembra intercorra più un rapporto di piena fiducia tra Romei e Lo Muzio. Per Curtotti e i suoi vorrebbe dire perdere un’alleata preziosa.
Ebbene, Romei per la prima volta ha deciso di diffondere un comunicato stampa, come dg di Unifg. Lo ha fatto ieri per negare che il rapporto con Lo Muzio si sia deteriorata e per confermargli “la propria collaborazione e il proprio pieno e costante supporto”. Un’inversione di marcia nettissima, ma basterà a convincere Lo Muzio?
L’affondo contro il rettore della fronda interna si è spinto troppo oltre perché si possa far finta di niente. Dopo aver portato a casa la costituzione del terzo e inutile dipartimento di Area economica (quello di Scienze sociali), nei giorni scorsi, a quanto pare senza nemmeno consultare i rispettivi dipartimenti, tre direttori – Donatella Curtotti (Giurisprudenza), Agostino Sevi (Dafne), Barbara De Serio (Distum) - e il decano del nascente Scienze sociali Pietro Mastroberardino hanno dichiarato di revocare la propria fiducia nei confronti del Magnifico, eletto a marzo 2023.
“Sta tradendo i cardini del suo programma elettorale e sta costringendo il nostro Ateneo in una bolla di immobilismo e di ostruzionismo che portano su una china pericolosissima per l’intera collettività, in primis per gli studenti”, è stata la durissima comunicazione inviata per il mancato inserimento all'ordine del giorno del senato accademico straordinario e del cda del 31 gennaio 2024 di quattro punti: distribuzione punti organico piano straordinario, esito lavori commissione senatoriale; offerta formativa; determinazioni fase transitoria Demet; politiche di assicurazione della qualità.
In sostegno del rettore sono subito andati i delegati. “Carissimo Lorenzo, in queste ore sei stato oggetto di gravi attacchi personali”, si legge nella nota. “Questa grave situazione, mai verificatasi prima nella storia della nostra Università, provoca sconcerto e preoccupazione, anche per il danno a quel credito che faticosamente abbiamo conquistato in questi anni a livello nazionale e internazionale.
Auspicando che quanto prima si possa ristabilire un clima sereno e costruttivo, noi in qualità di delegati, e quindi tuoi fiduciari, ti confermiamo il nostro appoggio, con il più ampio credito a te e al mandato che hai conquistato con una larghissima maggioranza”. Gli unici delegati non firmatari sono stati i quattro revocati.
Ma lo scontro interno coinvolge anche gli studenti. “A soli otto mesi dall'insediamento della nuova governance, il rettore ha deliberato, inaspettatamente, una radicale ristrutturazione”, l’accusa lanciata da Area Nuova. “Era consapevolezza comune che il percorso di assestamento fosse ancora in corso, soprattutto considerando l'implementazione di un nuovo dipartimento di area economica".
"Tuttavia, l'annuncio di ieri è stato sorprendente e va oltre le aspettative, lasciandoci attoniti di fronte questa inattesa svolta negativa nella governance universitaria. Il rettore ha deliberatamente intrapreso azioni che minano la solidità della comunità che con tanto sforzo stavamo costruendo. Queste decisioni sembrano andare in direzione opposta agli sforzi di promuovere l'unità e la collaborazione che dovrebbero caratterizzare la nostra università".
"I rappresentanti degli studenti esortano il rettore a riconsiderare queste decisioni per preservare l'integrità e l'eccellenza della nostra istituzione”. Parole da cui si dissocia la componente di Area Medica dell’associazione studentesca Area Nuova: “E’ stato diffuso a mezzo stampa un comunicato a firma dell’intera componente studentesca, con una dura presa di posizione nei confronti del rettore e di tutta la governance Unifg".
"Area Medica prende la distanza dalle critiche mosse nei confronti del Magnifico. La scelta del prorettore avviene puramente su base fiduciaria, di conseguenza non spetta a noi studenti esprimere un parere sulla scelta di sollevare Sinigaglia dall’incarico. Rispetto ai nostri colleghi, è impossibile una presa di posizione unilaterale senza un confronto aperto e costruttivo con il Magnifico”.
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