In difesa di Amiu si scaglia il personale (attuale e futuro). La storia delle proroghe

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All’ordine del giorno sta appassionando molto un tema legato indirettamente al ciclo rifiuti: è quello del personale Amiu. Contro l’assemblea pubblica di oggi pomeriggio indetta dalle associazioni cittadine si sono sollevati proprio alcuni lavoratori dell’impresa di raccolta e addirittura gli idonei del concorsone da operatore in attesa in futuro di una possibile assunzione.

Amiu infatti ha concluso da poco un concorso per la formazione di una graduatoria di 200 idonei per il profilo di operatore di livello J (17esimo livello) e di 80 per il profilo professionale di autista di livello III. Di questi sono stati 30 ad essere stati chiamati a firmare il contratto, di cui 25 avrebbero di fatto accettato. Il venir meno di alcuni è dovuto proprio alla proposta contrattuale basata su un contratto a tempo determinato e part time di sole 19 ore con una retribuzione lorda oraria di 6,90 euro netti rischiano di essere circa 5 euro l’ora.

Le aspettative erano probabilmente maggiori ma questi primi assunti sono stati rassicurati sulla possibilità di poter progredire ed aumentare il numero di ore non appena sarà siglato il rinnovo della convenzione novennale. Si spiega quindi come alcuni di questi si siano automaticamente trasformati in esercito sui social per contrastare le associazioni che stanno cercando di convogliare il malcontento cittadino.

Come è stato riportato da l’Attacco nelle scorse settimane, le unità di Amiu Puglia sono 976, di cui 726 su Bari e sole 250 su Foggia (dato in diminuzione nei mesi per via di pensionamenti e motivi vari). La percentuale dei lavoratori dislocati per Foggia è pari al 25%, dato non compatibile con le differenze di abitanti tra le due città e con quanti hanno in passato operato per il capoluogo daunio. Si pensi che ai tempi di Amica e Daunia Ambiente i dipendenti ammontavano a 360 unità circa.

Sono state perse negli anni 100 unità senza turnover e con un naturale invecchiamento di quelle ancora presenti. Un elemento forte di contestazione è che a fronte di questo calo di personale il servizio ha avuto gli stessi costi per la città, che tra raccolta, impianti, trasporto e personale ammonta in totale a circa 30 milioni di euro.

Sul contratto provvisorio con efficacia dal 1° febbraio 2013, invece, è stato detto di tutto e si sono scontrati diversi giuristi. La questione che ha sicuramente aizzato maggiormente gli animi sono le 51 proroghe dello stesso che hanno visto prima le giunte Landella e poi i Commissari trascinare un servizio di primaria importanza come quello della raccolta rifiuti con una metodologia e dei risultati alquanto contestabili.

E’ possibile procedere con così tante proroghe per un periodo così lungo? Non ci si dovrebbe affidare alla normativa sul limite a 6 mesi di possibili proroghe tecniche e l’indizione di una gara pubblica europea a norma di legge? Lo stesso varrebbe per l’affidamento in house del servizio, sotto particolari riserve.

Sotto l’egida della Regione Puglia questo contratto provvisorio e di emergenza di affidamento ad Amiu Puglia del servizio su Foggia (con relativo ingresso del Comune nella partecipata) risulta ad oggi ancora in vigore, nonostante sia, data la sua natura emergenziale, carente di standard quantitativi e qualitativi minimi e di una carta dei servizi per l’utente.

Un paradosso che non è passato inosservato a l’Attacco è quanto scritto all’articolo 8, ossia che “eventuali proroghe possono essere disposte solo da ordinanza presidenziale”. Dal 2014 in poi le proroghe sono avvenute a Foggia ed a firma del dirigente del Comune. Non ci sono state ordinanze presidenziali ed il vulnus decisionale è evidente visto che il contratto è rimasto quello e non è stato modificato.

Altre cose che di fatto nel tempo sono cambiate senza aver previsto una modifica nel contratto e nel piano economico, e che avrebbero dovuto determinare una riduzione dei costi per il Comune di Foggia, riguardano il servizio di pulizia conchette e diserbo stradale (circa 120mila euro l’anno), affidato ora alla ditta che si occupa dei marciapiedi, e l’inutilizzo del punto raccolta RAEE.

Anche in questi casi c’è una significativa modifica del servizio e dello stato dei fatti senza una modifica del contratto “madre” provvisorio, né la decadenza dello stesso e la stipula di uno nuovo. Gli spunti per fanatici del diritto amministrativo sono molti, ma stranamente nulla si è mosso per 9 lunghi anni.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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