Affidamento Amiu: 30 finanzieri in Comune, a Passo Breccioso, nelle sedi della spa. Due gli indagati

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Era il 23 febbraio quando l’Attacco svelò in esclusiva che era stata aperta un’indagine, affidata alla Guardia di Finanza, su Amiu Puglia spa e sul contratto con cui la commissione straordinaria del Comune di Foggia ha assegnato per ulteriori 9 anni il servizio di igiene pubblica urbana alla società in house, per un importo complessivo di 203.017.107,86 euro. Ieri mattina una trentina di militari delle Fiamme Gialle si sono presentati sia negli uffici comunali che nelle sedi di Amiu a Foggia e Bari, come pure nell’impianto di Passo Breccioso a Foggia. A Palazzo di città, stando a quanto si apprende, hanno parlato con la dirigente all’urbanistica Concetta Zuccarino, autrice della discussa relazione che certificava la convenienza per l’ente pubblica a restare con Amiu nonostante i tantissimi dubbi esistenti su un servizio scadente e su una procedura che, a detta di esperti di diritto, avrebbe richiesto una gara ad evidenza pubblica. Sarebbe stato sentito anche il nuovo dirigente all’ambiente Saverio Pio Longo, che ha firmato il nuovo contratto con l’impresa partecipata dai Comuni di Bari e Foggia.

Gli indagati sono eccellenti. L’informazione di garanzia sarebbe stata notificata alla dirigente Zuccarino e a un dirigente di Amiu. L’indagine è scaturita dalla lunga inchiesta de l’Attacco e dall’esposto in Procura (nonché ad Anac e alla Corte dei Conti) formalizzato da alcune associazioni ed attivisti del territorio - La Società Civile, le sezioni locali di Konsumer Italia e Italia Nostra, Giorgio Cislaghi e Marcello Sciagura - insieme ad un team di avvocati foggiani - Michele Vaira, Oreste Di Giuseppe, Nicola Zingrillo - che in veste civica hanno cercato di lottare contro l’affidamento ad Amiu da parte dei commissari Magno, Giangrande e Grandolfo. Non c’era l’attuale vertice della commissione, il prefetto Vincenzo Cardellicchio, che una volta arrivato a Palazzo di città ha anzi voluto capire cosa fosse successo.

Un esposto in cinque punti “rilevante i profili penali, amministrativi e contabili connessi al grave stato igienico-sanitario in cui versa la città e alle inefficienze di Amiu Puglia”. L’ex commissaria straordinaria Marilisa Magno descrisse l’affidamento diretto alla spa come una scelta obbligata, mentre i denuncianti alla Procura hanno segnalato tutta una serie di criticità che rendevano incongruo e irrazionale tale decisione. “Al contrario di quanto è stato lasciato intendere alla pubblica opinione”, spiegò a febbraio scorso l’avvocato Vaira illustrando l’esposto, poi integrato e consegnato a Cardellicchio, “l’affidamento diretto non è la norma ma l’eccezione. Un’eccezione che, secondo l’attuale diritto amministrativo e per il codice degli appalti alla luce della più recente giurisprudenza, può essere disposta solo sottostando a precise condizioni che in questo caso mancano. Riteniamo che tale affidamento non sia un atto tecnico, ma un atto ‘politico’ della commissione straordinaria che favorisce inevitabilmente la cittadinanza barese ai danni di quella foggiana. A nostro parere sono state violate norme precise rinvenienti dalle linee guida dell’Anac, che abbiamo esposto. Il primo presupposto per eseguire un affidamento diretto ad una società in house è che debba essere conveniente, convenienza che invece non è stata dimostrata”, aggiunse il legale.

“In secondo luogo, la società a cui viene affidato il servizio deve essere affidabile, significa che deve aver dimostrato di essere in grado di svolgere bene la sua attività, mentre invece è noto a tutti che da 9 anni il servizio di raccolta di Amiu è scarso e scadente. Riteniamo l’affidamento ad Amiu un danno clamoroso alla città, che è in condizioni pietose: i cassonetti non sono a norma, sono sempre gli stessi anche quando sono logori, non vengono lavati mai, Foggia è intasata da rifiuti perennemente a bordo strada. E, terzo punto, il Comune, per tutti questi anni, anche durante la gestione commissariale, ha pagato tali servizi inadeguati a fronte di mere fatture senza nessuna verifica e controllo: 1,8 milioni di euro al mese per un servizio che è via via diminuito in termini di operatori e di mezzi. Nelle determine di pagamento si fa riferimento alle certificazioni di Amiu rispetto allo svolgimento della propria attività: certificazioni purtroppo non pubblicate insieme alle fatture. Anche su questo abbiamo chiesto agli organi competenti di investigare. Al quarto punto dell’esposto abbiamo posto in evidenza i dati falsi, truccati, diffusi da Amiu in merito alla raccolta differenziata. Punto cinque: l’impianto di Tmb di Passo Breccioso viene pagato interamente dal Comune di Foggia ma gli utili vengono ripartiti all’80% per Bari e al 20% per Foggia, così è stato in tutti questi anni”, concluse il co-firmatario dell’esposto.

Netto fu anche l’avvocato Zingrillo: “L’affidamento impegna 200 milioni per 9 anni, soldi che i foggiani pagheranno con la Tari. Ciò impone una riflessione approfondita ad un’amministrazione che teoricamente sarebbe chiamata a svolgere atti di gestione straordinaria, non atti di indirizzo politico”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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