Pochi giorni fa Legambiente Puglia ha diffuso il rapporto Comuni ricicloni 2023 su dati 2022 che ha riconosciuto a Cerignola una percentuale di raccolta differenziata del 69,7% che certifica un aumento del 15,1% rispetto al 2022 su dati 2021. Esaminando i dati, si tratta del secondo miglior incremento tenendo in considerazione i 19 comuni della provincia di Foggia presi in esame da Legambiente: solo Biccari, infatti, risulta aver fatto meglio in termini di aumento di raccolta differenziata con un +19,2%. Com’è logico che fosse, l’amministrazione comunale ha accolto con soddisfazione il rapporto. Il Sindaco Francesco Bonito ha parlato di “dato molto incoraggiante. È certamente il risultato che il lavoro dell’amministrazione comunale tutta sta mettendo in campo, soprattutto per quanto riguarda l’educazione ai temi del riciclo e del rispetto dell’ambiente e dell’impegno della gran parte della comunità cerignolana.
Di strada da fare ce n’è, a partire dall’innalzamento della qualità del servizio offerto ai cittadini e dall’intensificazione delle attività formative ed educative, senza dimenticare un efficace sanzionamento di chi ancora oggi rifiuta regole basilari del vivere insieme”. Una buona notizia, dunque? Senz’altro sì, ma le criticità persistono e sono ancora tante, come le stesse di Bonito parole attestano. Nonostante gli sforzi di amministratori ed operatori, difatti, Cerignola è percepita dai cittadini come sporca. Ma si tratta di un eufemismo. Girando per il centro abitato, non di rado ci si imbatte in mucchi di spazzatura abbandonati, spazzatura che va dai sacchetti fino a rifiuti ingombranti quali mobili, materassi e altro ancora.
Nell’agro la situazione è ancora peggiore, con veri e propri cumuli che in alcuni casi arrivano a comprendere anche pneumatici e vecchi elettrodomestici. E nonostante la presenza di un centro di smaltimento di rifiuti in Zona Industriale e tre isole ecologiche mobili operanti dal dicembre 2022, gli abbandoni non sono diminuiti. Anzi, si è assistito ad un fenomeno sconcertante e paradossale. Presso i tre punti in cui le tre isole si posizionano una volta la settimana (nel rione Fornaci il lunedì, nel rione Torricelli il giovedì, nel rione San Samuele il sabato) non pochi cerignolani si recano con le proprie automobili letteralmente in qualsiasi momento del giorno e della notte per lasciare la propria spazzatura, di qualunque tipo essa sia.
Il che causa un accumulo di rifiuti che comporta un ulteriore aggravio di lavoro per gli operatori Tekra (la società che attualmente gestisce il servizio) e un ulteriore spesa per la raccolta. Il riconoscimento di Legambiente è giunto dunque tra la sorpresa generale della cittadinanza, che non ha mancato di commentare sui social usando espressioni di scherno nei confronti dell’amministrazione, ritenuta rea di festeggiare un qualcosa che non corrisponde alla realtà dei fatti.
Contatto telefonicamente da l’Attacco, l’assessore comunale all’Ambiente Michele Lasalvia esprime soddisfazione per il rapporto di Legambiente che “dà un riconoscimento importante al lavoro svolto da questa amministrazione” e, nel contempo, ammette che le problematiche inerenti alla raccolta rifiuti sono tutt’altro che superate. Proprio ieri, venerdì 19 gennaio, sono partite le installazioni di fototrappole fisse nelle zone cittadine che presentano maggiori criticità. La prima di queste fototrappole è stata piazzata all’imbocco di via fra’ Daniele, presso il punto in cui si posiziona l’isola ecologica del rione Fornaci.
“In questo modo, potremo individuare chi si rende responsabile di abbandono di rifiuti. Alcuni cittadini sono convinti che le aree dove sono presenti le isole ecologiche siano delle discariche dove poter lasciare i rifiuti in qualsiasi momento, tanto è vero che si tratta di zone che vengono ripulite più volte nel corso della settimana. Dopo poche ore, però, i rifiuti ritornano”.
Ma questo porta a porre un quesito fondamentale: al netto di tutte le oggettive difficoltà non facilmente risolvibili, l’amministrazione ha effettivamente fatto tutto ciò che è in suo potere per porre un argine agli abbandoni? “Questa è una domanda da un milione di dollari – dice Lasalvia dopo un sospiro – Si può sempre fare di meglio. Non è facile gestire una situazione che abbiamo ereditato, né è facile far comprendere ai cittadini quanto costa andare a raccogliere i rifiuti abbandonati. Inoltre, molti non utilizzano i mastelli, preferendo utilizzare i bustoni neri che rendono impossibile accertare chi si rende colpevole di non corretto conferimento e che aumentano la sporcizia nelle strade. Ecco, se dovessi dire così si potrebbe migliorare è la comunicazione, così che si capisca che una corretta differenziata migliora la vita della comunità”.
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