Oasi Lago Salso, che scoppola dal Tar per Pazienza e Ursitti

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“Il ricorso è improcedibile”. Si riassume così la solenne scoppola arrivata sul presidente del Parco nazionale del Gargano Pasquale Pazienza, sul suo amico e liquidatore dell’Oasi Lago Salso spa Gianfranco Ursitti e sullo studio Follieri, che ha invano curato il ricorso al TAR Puglia contro il Comune di Manfredonia.

Una bocciatura netta per la spa in liquidazione, cui a marzo 2021 la commissione straordinaria in carica presso il Comune sipontino aveva revocato i contratti di concessione dei terreni agricoli comunali diffidando la partecipata del Parco al rilascio degli immobili oggetto di concessione. Una decisione maturata all’indomani delle denunce delle associazioni ambientaliste in merito alla illegittima trasformazione di aree vincolate in aree coltivate, fatto sempre smentito da Pazienza e Ursitti ma costato la condanna al ripristino dello stato dei luoghi da UE, Ministero e Regione.

A quel punto la società si era rivolta al TAR chiedendo l’annullamento di tali atti come pure quello del contratto di concessione di “terreno agricolo comunale”, nella parte in cui stabilisce che la revoca anticipata della concessione “non darà diritto al concessionario di pretendere compensi di sorta, ogni azione ed eccezione rimossa”, chiedendo la condanna del Comune di Manfredonia a pagare l’indennizzo per il pregiudizio arrecato indicato in 1.900.000 euro circa.

Ma il TAR ha dato ampiamente ragione alla decisione dei commissari, rimarcando che “i beni pubblici sono tutelati da uno speciale regime che ne consente il recupero sia in via amministrativa, sia facendo ricorso alle ordinarie azioni a difesa della proprietà”. Beni pubblici che comprendono il patrimonio indisponibile del Comune, come l’Oasi. Inoltre, per il giudice amministrativo “la contestazione circa l’esiguità del termine concesso per lo sgombero dell’area da tutto quanto vi insiste non è fondata atteso che la ricorrente ha beneficiato di un apprezzabile periodo di tempo per il ripristino dello status quo ante”.

Il TAR definisce poi “notevolmente suggestiva” la tesi di Follieri che ha tentato di suggerire la possibilità di pervenire ad una dichiarazione di cessata materia del contendere. Al contrario, la sentenza pubblicata il 7 febbraio sottolinea l’“inadempimento, da parte della ricorrente, degli obblighi di corretta gestione dei terreni, di valorizzazione dell’area, conformemente alle delibere di concessione dei beni” ed evidenzia: “Che la Oasi Lago Salso abbia contravvenuto ad obblighi specifici assunti nella cura e conservazione della destinazione vincolata dei terreni avuti in concessione emerge dalla lettura di una serie di documenti”.

Il riferimento è proprio alla indebita trasformazione di diversi terreni in coltivazione di trifoglio. “La documentazione fotografica offre sicuro elemento di prova circa il fatto che i terreni inclusi nel sito di importanza comunitaria Oasi Lago Salso sono stati coltivati in modo tale da compromettere l’habitat naturale di alcune specie faunistiche, ed in violazione ad un preciso obbligo di destinazione degli stessi a pascolo, violando l’impegno assunto nell’ambito di una procedura di infrazione comunitaria di mettere in atto le misure di compensazione concordate in sede europea”. E dunque sono indubbi “i motivi di interesse pubblico posti a base della revoca”. Ecco perché il TAR ha respinto il ricorso compensando le spese. Resta da chiedersi se sia giusto che la collettività si ritrovi a pagare non solo per il ripristino dello stato dei luoghi ma anche per l’incarico legale ai Follieri.

“Quanto avvenuto nell’Oasi Lago Salso resterà per sempre scritto nelle pagine più buie della storia dei parchi nazionali, un capitolo in cui il protagonista è il presidente del Parco Pazienza”, commenta a l’Attacco il presidente del WWF Foggia, Maurizio Marrese. “Un presidente che dall’alto del suo ruolo ha denigrato per più di due anni le associazioni ambientaliste e mistificato la realtà raccontando favole che noi e le istituzioni - Unione Europea, Regione Puglia e Comune di Manfredonia - abbiamo puntualmente smentito. Mi viene da dire “per fortuna che c’eravamo noi a denunciare la distruzione dei circa 150 ettari di habitat naturale” e grido a gran voce “per fortuna esistono le associazioni ambientaliste!”. E’ l’alba di un nuovo giorno per l’Oasi Lago Salso, il Comune di Manfredonia ha vinto la causa anche grazie alle denunce del WWF e Pro Natura. Ora è tempo di bilanci, ma soprattutto di richiami al proprio senso di responsabilità, il Gargano ha bisogno di un ente Parco vitale e concreto, di idee e di innovazione”, conclude Marrese. “Non può permettersi ulteriori anni di apatia, per cui chiediamo al professor Pazienza di ammettere i propri errori e di lasciare la presidenza del Parco per il bene stesso della Montagna del Sole”.

Quale sarà il comportamento dell’amministrazione Rotice? E’ netto l’ex sindaco di Manfredonia Gaetano Prencipe, noto avvocato amministrativista, il quale da anni sosteneva molti dubbi in merito al comportamento del Parco. “Già all’indomani della decisione dell’ente Parco di mettere in liquidazione e di sciogliere la società che gestisce l’Oasi, avevo sollevato perplessità sull’iniziativa del presidente Pazienza, soprattutto perché non intravedevo dietro la decisione un vero progetto alternativo a quel modello di gestione, che pure da tempo aveva mostrato i suoi limiti”, afferma a l’Attacco Prencipe, leader della minoranza consiliare.

“Per cui chiedevo al Comune di intervenire sulla vicenda, in quanto proprietario o meglio quale ente esponenziale di un’area appartenente al demanio civico, per evitare che il contenzioso in corso tra PNG e il socio di minoranza, che aveva assunto toni molto aspri, comportasse ulteriori conseguenze deleterie per l’Oasi, già da tempo trascurata e inaccessibile ai visitatori. Ritenevo comunque che l’ente Parco fosse venuto meno ai propri obblighi nei confronti del Comune per cui invitavo la commissione a mettere in discussione la cessione delle quote e l’uso dei terreni, decisa dall’ultima amministrazione”, è il riferimento alla contestata scelta di cessione gratuita al Parco decisa anni fa dall’amministrazione Riccardi.

“Al contempo, invitavo le due istituzioni a sedersi ad un tavolo ed a ritrovare un’intesa finalizzata all’ottimale gestione dell’area naturalistica. Oggi che il TAR ha dato ragione al Comune, mettendolo in condizioni di riprendersi i terreni, sono però preoccupato, perché non conosciamo ancora quali siano le intenzioni della nuova amministrazione, che, almeno sinora, non ne ha fatto mai parola. È sicuramente questa l’occasione per farlo e per farci comprendere come voglia muoversi e cosa intenda fare. Al momento non vedo un'alternativa concreta alla gestione dell'area da parte della società Oasi Lago Salso, che per me non andrebbe sciolta. A condizione però che il Comune torni ad essere socio insieme all'Ente Parco per poter così condividere scelte strategiche, progetti e quant'altro necessario per un'ottimale gestione dell'area”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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