Sono arrivati anche da Lucera e San Severo domenica mattina per partecipare alla passeggiata naturalistica tra le salicornie, che si è svolta sul confine tra Manfredonia e Zapponeta. Le salicornie - pianta che vive in terreni salati nota anche per il suo uso storico alimentare da parte dei naviganti come fonte di vitamina C - sono state al centro della terza giornata regionale della Costa Puglia 2026 svoltasi anche nel Golfo. L'evento è stato organizzato dal Comune di Zapponeta ed AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) attraverso una passeggiata naturalistica per poter conoscere la biodiversità, la tutela costiera e la fruizione turistica lungo il tratto costiero tra la foce del canale Peluso, il torrente Carapelle e lo stagno salato di Ippocampo. “Si tratta di un'area dall'elevato valore ambientale, ecologico e turistico”, hanno sottolineato Innocenza Starace e Lorenzo Gagliardi, referenti provinciali di Europa Verde. Insieme all'agronomo e consigliere comunale dei Verdi di Manfredonia Alfredo De Luca e al naturalista Vincenzo Rizzi si è potuto scoprire la flora e la fauna locale. In questi habitat infatti vive un'avifauna davvero spettacolare di cui domenica i partecipanti all’iniziativa sono riusciti ad osservare fenicotteri, ibis, garzette, aironi, corrieri, cavalieri d'Italia, gabbiani rosei e falchi di palude. Uno spettacolo meraviglioso che, armati di binocoli, si è potuto ammirare nel silenzio del luogo. Presente anche il sindaco di Zapponeta Vincenzo Riontino che, insieme al Comune di Manfredonia, hanno intercettato un finanziamento da 550mila euro nell’ambito del CIS (Contratto istituzionale di sviluppo) Capitanata per interventi di conservazione, ripristino e valorizzazione turistica della zona per creare oltre a necessari interventi idraulici e di ripristino ambientale anche un punto di osservazione, un percorso ciclopedonale, oltre che l'eliminazione dei detrattori (come i rifiuti che il mare annualmente restituisce). Il progetto, già esecutivo, si chiama “Interventi di conservazione, ripristino e miglioramento di alcune zone umide minori situate lungo la fascia costiera ricadente nei comuni di Manfredonia e Zapponeta”. Si attende ora il bando di Invitalia, sebbene dovrà essere rimodulato con una variante perché i lavori di ripristino idraulico dell'argine del Carapelle sono già stati appaltati con un progetto regionale.
“E’ qui evidente l’azione dalle mareggiate di questi anni, che hanno distrutto completamente la duna. Purtroppo il lavoro è andato perso e bisogna capire come recuperare tale zona, che è la più esposta del litorale di Manfredonia all’erosione costiera”, ha spiegato il professor De Luca a l’Attacco. “Dall’altra parte c’è una piccola zona umida, che va dal canale Peluso fino al torrente Carapelle, che sarà oggetto di un progetto di sistemazione sia idraulica che naturalistica e di fruizione turistica, che dovrebbe partire entro l’anno. Si potrà recuperare un minimo di fruizione turistica sostenibile, in quanto si potrà accedere solo in bici o a piedi, per osservare una zona molto particolare, coi fenicotteri e altre specie interessanti”.
“Questa è una zona che copre due Comuni”, ha puntualizzato l’avvocata Innocenza Starace a l’Attacco. “E’ fondamentale una visione comune per i progetti e anche per cercare di valutare dove fare la pulizia degli arenili, per cui sono stati dati finanziamenti”. Come detto dal sindaco Riontino, il piccolo Comune di Zapponeta ha ricevuto dall’ente Provincia 50mila euro per pulire i propri 14 km di costa, spalmati su quattro mesi. “Come Europa Verde riteniamo sempre primario il tema della tutela dell’ambiente, delle bonifiche ancora in corso nel SIN ex Enichem. Essere sul posto, conoscere i luoghi, è il solo modo per comprendere come intervenire”, ha concluso Starace.
“Il fine della giornata odierna è sicuramente far conoscere tali luoghi, dal grande valore naturalistico, e ragionare insieme sulla loro valorizzazione. Ci sono diversi finanziamenti in atto, vanno messi a sistema per costruire un risultato permanente che possa garantire tutela, conservazione ma anche fruizione per cittadini e turisti. Questo è un patrimonio unico, vale la pena investire e crederci”, ha fatto eco Rizzi, parlando con l’Attacco.
Rizzi col CSN onlus è da anni l’artefice dell’esperienza di successo dell’Oasi Laguna del Re, premiata a livello nazionale. Quanto altro tempo dovrà passare, invece, prima di riveder riaperta l’Oasi Lago Salso, chiusa da lungo tempo? “So che il Comune di Manfredonia si sta impegnando da questo punto di vista”, ha replicato il naturalista foggiano. “Speriamo al più presto, perché è davvero un peccato che una realtà così storicamente importante sia scomparsa dai radar del territorio”.
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