Conoscere per difendere: i ragazzi protagonisti della Settimana Blu a Vieste. Lezioni su miti e ambiente

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Un pomeriggio trascorso tra storia e ambiente, con i ragazzi in prima linea, quello di domenica 12 aprile a Vieste. Nell’area di punta San Francesco, si è svolto infatti l’incontro “Vieste e la Daunia tra mito greco e rotte adriatiche”, inserito nel programma della Settimana Blu e rivolto in particolare agli studenti del liceo scientifico e linguistico. Un appuntamento che ha provato a tenere insieme più livelli: da una parte il racconto delle radici storiche del territorio, dall’altra l’attenzione alla biodiversità e, infine, un momento pratico di cura dei luoghi. Un percorso costruito con il coinvolgimento diretto dei ragazzi, chiamati non solo ad ascoltare ma anche a partecipare. A guidare l’incontro sono stati Raffaele Gentile, artigiano locale e titolare del laboratorio di sculture in pietra “Lithos”, Luisa Arena, guida naturalistica, e Angelo Rinaldi, ex Sommozzatore Carabinieri e vice responsabile del Nucleo Intervento Subacqueo di Protezione Civile dell'Asd Vieste Scuba Explorers. Approcci diversi, ma complementari, per leggere lo stesso territorio. Gentile ha portato i ragazzi dentro una storia poco conosciuta ma radicata nel Gargano: “Sono partito da una Venere con Cupido, una statua in marmo, un originale greco rinvenuto a Vieste nel 1930 sulla punta di Santa Croce”, ha spiegato a l’Attacco, “Una Venere con il bambino sulla spalla, che apre interrogativi anche sui possibili collegamenti con il santuario e con le iscrizioni dedicate a Venere Sosandra presenti sull’isola del faro”. Da quel punto di partenza, il racconto si è allargato: “Ho cercato di costruire una lettura che mettesse insieme i miti del Gargano con quelli legati a Venere, a Diomede e alle rotte adriatiche percorse dai navigatori greci, che trasportavano non solo merci ma anche idee e divinità”, ha aggiunto. Un intreccio tra mito e storia che - attraverso le arti del racconto, tra cui la poesia - restituisce una dimensione più ampia alla Daunia e al suo rapporto con il Mediterraneo.

Un patrimonio che, però, resta spesso confinato a una conoscenza locale, come ricorda lo stesso Gentile: “Si tratta di una storia che meriterebbe maggiore attenzione anche a livello nazionale. L’auspicio è che attraverso studi e pubblicazioni si possano definire meglio i quadri storici di Vieste e della Daunia, che sono di grande interesse", ha sottolineato. E poi il passaggio forse più importante, quello legato ai ragazzi: “Abbiamo cercato di incuriosirli, partendo dai miti del Gargano, che sono tanti ma spesso poco conosciuti. La mitologia greca ha ancora un grande fascino e può essere uno strumento per avvicinarli alla storia del territorio".   Accanto alla dimensione storica, spazio anche alla lettura ambientale: “È fondamentale parlare di biodiversità, soprattutto oggi”, ha spiegato a l’Attacco Luisa Arena.

“Il Gargano è una terra straordinaria, ricca di peculiarità uniche, basti pensare agli endemismi. Ma soprattutto noi dipendiamo direttamente dalla biodiversità, anche come territorio a vocazione turistica". “Molti visitatori arrivano proprio per i nostri sentieri, i panorami, le lagune. Ma è importante che anche i ragazzi comprendano quanto sia centrale questo patrimonio, perché in realtà ne dipendiamo completamente”. La scelta stessa dell’area di San Francesco non è stata casuale: “È un posto ricchissimo di biodiversità, anche se spesso invisibile” - ha aggiunto Arena - Abbiamo raccontato di piante capaci di adattarsi a condizioni estreme, tra vento, sole e salinità: specie che hanno sviluppato vere e proprie strategie di sopravvivenza”.

L'iniziativa, dal titolo "Archeologia a Punta San Francesco", è frutto dell'operato della Guardia Costiera e del Blu Mare Garganum Project, nella persona di Rosa Di Terlizzi, ideatrice e promotrice dell'evento, a testimonianza del coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà associative impegnate nella tutela del territorio. Ma il momento più significativo è arrivato al termine dell’incontro, quando gli studenti sono passati dalle parole ai fatti. Per il secondo anno consecutivo, i ragazzi hanno partecipato alla raccolta dei rifiuti nell’area, contribuendo in prima persona alla pulizia dei luoghi. “Sono particolarmente contenta della partecipazione dei ragazzi: sono stati molto attivi e hanno raccolto davvero di tutto”, ha evidenziato Arena. “E soprattutto hanno trovato meno rifiuti rispetto all’anno scorso. È un segnale positivo, vuol dire che qualcosa sta cambiando”.

Un dato piccolo, ma indicativo. Perché se da un lato resta il problema del degrado in alcune aree, dall’altro emerge anche una maggiore sensibilità, soprattutto tra i più giovani. E in questo sta forse il senso dell’iniziativa: non fermarsi al racconto, ma costruire consapevolezza. Conoscere il territorio è la chiave per imparare a rispettarlo.

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