Ristorazione ospedaliera, senza gara da 17 anni alla Asl Fg

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Non si placano le polemiche sulla gara unica regionale per il servizio di ristorazione ospedaliera, il cui capitolato in provincia di Foggia prevede che nessuna delle cucine interne alle strutture sanitarie possa essere utilizzata per la preparazione dei pasti per i degenti.

I punti cottura di Cerignola, Manfredonia, San Severo e del Policlinico Riuniti di Foggia in particolare sarebbero stati considerati dai tecnici della Regione inidonei, tanto da stabilire che la ditta vincitrice del lotto foggiano dovrà attrezzarsi con un centro esterno.

A questo punto però spunta la voce di un audit eseguito a fine 2021 dalla Asl Foggia; stando ad indiscrezioni da fonti interne all’Azienda sanitaria sembrerebbe che gli addetti ai controlli abbiano eseguito una serie di ispezioni nelle cucine che avrebbero dato peraltro esito positivo. Va tuttavia precisato che negli atti pubblici della Asl Foggia non vi è traccia di questa attività o di verbali successivi alle operazioni di verifica.

Quel che è certo è che alcune cucine degli ospedali della provincia hanno sempre presentato delle criticità, soprattutto per ciò che riguarda il rispetto delle norme antincendio. Ad esempio questo è stato a lungo uno dei problemi riscontrati nella cucina del Masselli Mascia a San Severo. Meno complicata la situazione agli Ospedali Riuniti di Foggia, per molti addetti ai lavori inspiegabilmente fuori dai centri cottura interni. Le perplessità aumentano se si pensa che gli stessi punti cottura estromessi dalla gara, oggi (e fino a quando non entrerà in servizio il nuovo appaltatore) sono pienamente operativi nella preparazione dei pasti per i pazienti ricoverati. “Una delle tante contraddizioni delle amministrazioni pubbliche, ancora più in ambito sanitario”, ha commentato Santo Mangia, esecutivo provinciale Usb, sigla che proprio venerdì ha in programma un presidio dei lavoratori davanti alla sede della Regione per porre l’attenzione sulle problematiche relative alla gara regionale della ristorazione, la proroga dei contratti a termine degli infermieri e il depauperamento di personale nelle strutture sanitarie.

C’è di più: in tanti si sono chiesti perché non si sia pensato ad un investimento per rendere nuovamente a norma le cucine pubbliche, evitando così il rischio di ridurre la qualità del cibo destinato ai malati. In teoria, dopo la gara, tutti i pasti della Capitanata dovrebbero essere preparati in un unico punto cottura esterno, verosimilmente a Foggia e poi distribuiti da Vieste a Panni (e in tutti gli altri comuni in cui vi sono strutture sanitarie che prevedono le ospedalizzazioni) in un contesto geografico molto diverso rispetto ad altre province pugliesi. In realtà, un paio d’anni orsono, fu lo stesso direttore del dipartimento salute Vito Montanaro, fresco di nomina, a far sapere ai sindacati che era stata stanziata una cospicua somma di denaro per ristrutturare i punti cottura della provincia. Non è chiaro che fine abbiano fatto quelle risorse e se siano poi state destinate ad altro.

Ma, al di là dei dubbi e delle perplessità sollevati dalla gara regionale, è opinione diffusa che il servizio ristorazione debba essere necessariamente riordinato. Almeno per ciò che riguarda le strutture della Asl Foggia dove la situazione è immutata da circa 17 anni.

Risale infatti al 2006 la delibera con cui la ex Ausl FG/2, previo espletamento di pubblico incanto, affidava, in favore della Cir Food con sede a Reggio Emilia, per un periodo di 36 mesi, il servizio di ristorazione da svolgersi presso i presidi di Cerignola, Manfredonia e Monte Sant’Angelo. Di lì a poco venne istituita la nuova Asl della provincia di Foggia, nella quale sono confluite tutte le Aziende FG/1, FG/2 e FG/3. Nel 2010, è stato affidato, nelle more di espletamento di nuova gara, il servizio di ristorazione per i presidi della ex FG/2 alla stessa Cir Food.  Scaduto però il contratto la Asl ha autorizzato la ditta a svolgere il servizio alle medesime condizioni economiche e contrattuali già in essere, senza soluzione di continuità con decorrenza dal 1 gennaio 2011 e sino a nuove disposizioni. Da allora, nelle more di indizione e perfezionamento delle procedure della nuova gara, la Cir Food sta ancora oggi continuando a svolgere regolarmente il servizio. In più da febbraio 2016, l’azienda ha accettato di diminuire i prezzi di colazioni, pranzi, cene e sacchetti per dializzati del 5%, ai sensi delle norme sulla spending review, con cambi di merce e grammature, giudicati qualitativamente accettabili dalle dietiste coordinatrici.

Grosso modo la stessa strada è stata seguita per la Sodexò che si occupa della preparazione dei pasti presso l’ospedale di San Severo (ma anche per il Pta di San Marco in Lamis, l’hospice di Torremaggiore, l’Spdc di Foggia, seppure con altri contratti) dopo aver vinto la gara risalente al 2005.

In pratica non si fanno gare da quasi due decenni, il che in teoria non sarebbe consentito dalla legge e su cui andrebbe posto rimedio.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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