Sono trascorsi appena due anni da quella fatidica sera, quando anche la vita degli italiani venne letteralmente stravolta da un virus, allora sconosciuto, proveniente dalla Cina. Tutto ebbe inizio nelle ore serali del 20 febbraio 2020, quando un uomo di appena 38 anni, di Codogno - nel lodigiano - si recò al pronto soccorso a seguito di una polmonite grave, dunque con sintomi probabilmente riconducibili al Covid-19.
Il 21 febbraio 2020 tutto cambiò: venne annunciato come primo caso di Covid-19 italiano, non riconducibile a un rientro dalla Cina, insieme ad altri cinque pazienti. spezzando definitivamente le esili speranze di chi aveva creduto o sperato (e fatto tante ipotesi) che il virus non arrivasse o comunque non si diffondesse in Italia. Da lì a poco tempo la ricostruzione dei movimenti del paziente zero, i tracciamenti dei possibili contatti, le continue chiamate in pronto soccorso, la caccia all'untore, processioni di camion militari con bare per strada, i lockdown, le mascherine ffp2, "meglio se ffp3" come dicevano gli esperti -, i prezzi di gel e protezioni alle stelle, il comitato tecnico scientifico, virologi ed epidemiologi - che fino a quel punto nessuno conosceva - diventano star delle tv, le continue ordinanze governative, le lacrime dell'allora presidente Giuseppe Conte, i canti sui balconi, il crollo del sistema sanitario, i reparti pieni, gli ospedali converiti in Covid, la resistenza di medici, infiermieri e personale sanitario, giovani laureati gettati in corsia, quarantene, attività chiuse, commercianti in lacrime, economia italiana al tappeto e la speranza di poter uscire quanto prima dalla crisi sanitaria ed economica causata da un virus, il Covid, che ci ha preso in contropiede.
Poi l'avvento dei vaccini, tra dicembre 2020 e gennaio 2021 le prime somministrazioni di Pfizer-BioNTech agli operatori sanitari. Finora in Capitanata sono state somministrate 290.592 dosi da medici di Medicina Generale e pediatri di libera scelta, 10.080 presso le farmacie convenzionate. Le restanti, presso gli hub e i punti vaccinali del territorio. Hanno ricevuto la terza dose di richiamo 333.406 persone. Ad oggi hanno ricevuto la prima dose 12.647 bambine e bambini di età compresa tra 5 e 11 anni e 41.091 giovani di età compresa tra 12 e 19 anni.
Forse qualcosa è cambiato rispetto a due anni fa. Una cosa è certa: le date del 20 e 21 febbraio 2020 passeranno alla storia. Verranno sempre ricordate dai posteri come i giorni in cui le vite di noi italiani - e di tutti i cittadini del mondo - sono cambiate.
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