Concorsone Oss, addio ai sogni di assunzione degli idonei

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Si esacerba ulteriormente l’insofferenza degli operatori socio sanitari risultati idonei a seguito dell’espletamento della procedura concorsuale regionale, meglio nota come concorsone, gestito interamente dalla governance del Policlinico Riuniti di Foggia. Si tratta di oltre 10 mila idonei in graduatoria che presto vedranno le loro speranze di essere assunti svanire nel nulla. Iniziato l’11 marzo 2019, le prove di concorso si sono concluse il 12 dicembre dello stesso anno, a fronte di quasi 25 mila domande pervenute.

Vennero in prima battuta assunti i 2445 Oss vincitori, al momento la graduatoria è stata attinta fino alla posizione 3217, compresi i 60 operatori che proprio ieri sono stati reclutati dall’Azienda ospedaliera di Foggia. Ma in più occasioni si parlò addirittura della possibilità di esaurire quasi completamente l’elenco. Una possibilità che si fa sempre più remota per chi sperava di essere in procinto di ottenere il tanto desiderato posto fisso nella sanità pubblica. Questo perché la graduatoria nei prossimi mesi decadrà, secondo il nuovo decreto Brunetta che ha ridotto i tempi di validità da tre a due anni.

Gli Oss però sono confusi e non sono certi della data di scadenza della graduatoria, considerato che, caso più unico che raro, il Policlinico nel 2020 pubblicò più di una versione dell’elenco definitivo degli idonei, almeno 3: una a giugno 2020, una ad agosto e l’altra a novembre dello stesso anno. Il dubbio è: quale data va presa in considerazione ai fini della decadenza della graduatoria?

“So che molti colleghi hanno contattato l’ufficio concorsi del Policlinico Riuniti di Foggia per avere chiarimenti in merito – ha spiegato a l’Attacco Massimo De Ruvo, al tempo candidato al concorsone, Oss e sindacalista, a più riprese intervenuto sulla questione -. Dall’ospedale dicono di non aver avuto alcuna indicazione dalla Regione al momento e quindi si atterranno al decreto Brunetta. In altre parole a giugno la graduatoria di Foggia dovrebbe spirare. Se la Puglia avrà bisogno di altri Oss, la Regione ha la possibilità di prorogare la validità della graduatoria almeno per altri sei mesi, vale a dire fino a dicembre ma per ora non se ne parla”.

Alla luce di questo, trapelano indiscrezioni secondo cui già nel primo semestre del 2023 la Regione indirà una nuova procedura concorsuale. “Una pazzia – incalza De Ruvo -, che senso avrebbe fare un ulteriore concorso se si può prorogare la validità di una graduatoria già esistente? Ci sono migliaia di idonei da chiamare; dopo aver tanto decantato questa graduatoria, perché non sfruttarla ancora, considerato che quanto a fabbisogno nelle strutture sanitarie pugliesi siamo ancora sottodimensionati?”.

Insomma, l’ennesima contestazione e l’ennesima polemica travolgono questo già travagliato concorsone. Su questa scia, da rilevare che ancora in questi giorni c’è stato un ulteriore aggiustamento delle valutazioni di una decina di idonei, ai quali nel controllo finale, prima dell’assunzione da parte della Asl Bat, è stata riscontrata una inesattezza che ha determinato una rivisitazione del punteggio finale dei candidati in questione, perché comprensivo anche di titoli e servizi dichiarati in modo inesatto. Il ricalcolo ha fatto slittare gli Oss in zone dell’elenco molto più basse, in alcuni casi anche di 10 mila unità passando dalla posizione 3132 alla 12.850.

Spesso al centro di proteste, il concorsone ancora porta con sé strascichi di problemi e situazioni opache. L’ultimo guaio in ordine di tempo ha riguardato la scoperta di idonei in possesso di un titolo non valido ai fini dell’assunzione. Tramite queste colonne, si accesero i riflettori sul caso degli operatori che pur avendo esercitato la professione, affrontato e superato le prove concorsuali, licenziatisi dai precedenti posti di lavoro in vista dell’assunzione nel servizio sanitario pubblico, dopo tre anni dal concorso hanno scoperto di non avere un attestato riconosciuto. Ma ancora prima, sono stati centinaia i ricorsi al Tar da parte di candidati ai quali non sono stati valutate ai fini del punteggio, esperienze maturate in altre strutture non prettamente pubbliche (ricorsi tutti peraltro vinti dall’Azienda ospedaliera, ndr).

Come accennato, ancora più eclatante fu la pubblicazione, a distanza di poco tempo le une dalle altre, delle tre (se non addirittura quattro) graduatorie definitive. Un fatto che mise in grave imbarazzo la direzione generale dell’ospedale allora guidata da Vitangelo Dattoli. Soprattutto perché prima della prima graduatoria lo stesso dg aveva dovuto tranquillizzare gli interessati chiedendo alle commissioni di ricontrollare, per l’ennesima volta, tutti i fascicoli dei partecipanti che avevano rilevato nelle graduatorie provvisorie, dopo le prime prove, errori e inesattezze. Per arrivare alla versione finale della graduatoria fu necessaria “una verifica della verifica”, come la definì Dattoli su queste colonne.

A procedura ultimata, il 9 gennaio 2020, il presidente Michele Emiliano organizzò a Foggia una conferenza stampa per sottolineare il grande lavoro svolto dalla governance dell’Azienda. In quella occasione si mostrò, forse incautamente, anche il frontespizio della delibera della graduatoria datata 30 gennaio ma è ormai storia il fatto che la delibera (la prima) arrivò a giugno.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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