A Maternità (non) va tutto bene. Ancora un’estate con le bizze dell’aria condizionata. “Grave, faremo i dovuti controlli”

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Caldo e afa non accennano a placarsi in provincia di Foggia, da giorni la colonnina del termometro va bel oltre i 30 gradi sulla piana del Tavoliere infuocando l’aria. E, come ogni estate, al Policlinico Riuniti di Foggia a subirne maggiormente le conseguenze sono le pazienti ricoverate nel plesso maternità ancora una volta alle prese con guasti e malfunzionamenti dell’impianto di raffrescamento. Fioccano le segnalazioni da parte dei fruitori dei reparti, l’Attacco ha quindi fatto un’incursione negli spazi frequentati dagli utenti per tastare il polso della situazione.

Nessuno dei bocchettoni dell’aria condizionata funziona, le finestre restano tutte aperte nella speranza di generare un qualche refolo rinfrescante, in alcune aree del plesso sono presenti dei ventilatori a soffitto ma anche questi non brillano per efficienza. I pazienti si sventolano con quello che possono: un ventaglio, un foglio di carta, un fazzoletto. Ma alle 9 del mattino l’aria è già irrespirabile. In affanno anche le partorienti in attesa di entrare in sala operatoria. “Siamo qui da un paio di giorni – racconta una puerpera a l’Attacco accompagnata dai familiari – ed effettivamente fa molto caldo. Le mamme che mi hanno preceduta mi hanno raccontato che in sala il termostato è arrivato anche a 33 gradi, non so come facciano i medici a rimanere vigili e concentrati, speriamo bene per il mio cesareo”.

Qualcun altro prova a fare due passi fuori dai reparti per prendere un po’ d’aria, altri si fanno portare in stanza piccole ventole o strumenti affini “ma non si possono usare più di tanto con i bimbi appena nati che possono prendere un raffreddore”, evidenziano altri utenti.

Nei prossimi giorni, è previsto un intervento di manutenzione che dovrebbe tamponare il disservizio e per la circostanza è stata sospesa l’erogazione di alcune prestazioni per via della necessaria interruzione dell’elettricità. Eccezion fatta per quanto riguarda il punto nascita che continuerà regolarmente le sue attività, anche se le alte temperature sottoporranno ad un vero e proprio tour de force operatori e pazienti.

 

“Abbattere barriera tra operatori e cittadini, questi vengono prima di tutto e tutti, sono loro che pagano i nostri stipendi”
Probabilmente se ci fosse stato il vecchio direttore generale, Vitangelo Dattoli, avrebbe usato la sua solita frase che suonava un po’ così: “Va tutto bene, stiamo risolvendo”, interrogato sull’ennesimo disservizio riscontrato nel plesso di Maternità, dove ancora si soffre un caldo eccessivo per via del solito guasto all’impianto di condizionamento dell’aria.
Ed invece l’attuale commissario straordinario, Giuseppe Pasqualone, raggiunto nel suo ufficio da l’Attacco, dopo una breve ricognizione nei reparti in questione, ha fatto presente che si tratta di una situazione effettivamente anomala.

“Stiamo parlando di una storia molto vecchia, gestita peraltro molto male, che stiamo approfondendo”, ha dichiarato il manager lasciando intendere di non condividere altri particolari; ma di certo la questione è “molto attenzionata da noi e sicuramente avrà un epilogo, non solo la storia ma forse anche qualche persona – ha aggiunto Pasqualone - .Posso capire che si possano verificare delle emergenze nel caso ad esempio di un trasferimento, possono in quei casi spuntare problemi tecnici legati ad una novità ed è normale ma questa della Maternità è una condizione che si trascina da anni. Il punto, tra l'altro, è che ci sono altre questioni molto delicate, che prescindono dal semplice caldo e quindi stiamo approfondendo. Altro non posso dire ma prenderemo provvedimenti”.

Al di là del caso specifico Pasqualone fa una considerazione: “In generale ho potuto riscontrare che è come se ci fosse una barriera tra i dipendenti dell’Azienda ospedaliera e i cittadini. Forse qualcuno, tra coloro i quali lavorano qui, ha dimenticato che lo stipendio glielo pagano i cittadini e quindi questa barriera deve essere eliminata. Non parlo del caso dell’arrogante di turno, che tra l'altro si presentano in maniera sporadica. I cittadini vengono prima di noi e se sono scontenti bisogna dare loro spiegazioni o quantomeno approfondire con loro le questioni. E purtroppo devo riscontrare che in alcuni reparti questa cosa non l'hanno capita. Ora, mi rendo conto del disagio che vivono ad esempio in Maternità anche gli operatori, poverini, mi chiedo come abbiano fatto per tanti anni a lavorare in quelle condizioni strutturali, anche se alla fine ci si abitua a tutto ma stiamo parlando di condizioni di insicurezza gravi che a Brindisi io non vivevo da molti anni pur avendo trovato una situazione abbastanza critica”.

L'invito quindi ai cittadini è quello di segnalare, manifestare le proprie lamentele e mettere in evidenza ciò che non va. “E’ vero che c’è anche qualcuno che ha delle velleità e prova a cavalcare un'onda, anche elettorale a volte ma a me questo non interessa – ha precisato il commissario straordinario -. In qualsiasi forma il cittadino o l'associazione manifesti un disagio, noi abbiamo il dovere di confrontarci con loro, questo è il punto. Il messaggio che sto dando io è questo: non sono dalla parte di chi ha una propria autoreferenzialità e vuole andare avanti come ha fatto fino adesso, io sono esclusivamente dalla parte dei cittadini, che vengono prima di tutto, prima di tutti: di me e di qualsiasi altra persona. Se le cose non funzionano e cittadini, anche informati male o gestiti male, se ne lamentano noi proviamo ad intervenire e abbiamo il dovere di confrontarci. In questa fase lo farò io e ci auguriamo che più in là inizieranno farlo anche i sanitari. E saranno loro eventualmente, se hanno sbagliato, a contattare i cittadini e a chiedere scusa. Qui invece si pensa sempre di aver fatto bene e si solleva un vero e proprio muro davanti ai cittadini”.

Cittadini che molto spesso rinunciano a far valere le proprie ragioni per paura di ritorsioni o per timore di non avere un servizio adeguato o cure appropriate, come più volte espresso dagli stessi che hanno chiesto di conservare l’anonimato pur volendo manifestare le proprie doglianze all’opinione pubblica.

“Se dovesse capitare una cosa del genere, se dovessi sapere che ci sono state ritorsioni a danno dei cittadini, posso assicurare che qualcuno ci rimetterà il posto di lavoro, dopo aver fatto i dovuti controlli”, chiarisce senza mezzi termini Pasqualone.

Nei giorni scorsi anche al Deu, il nuovo dipartimento dell’emergenza urgenza, si sono riscontrati alcuni disservizi, utenti hanno lamentato il fatto di essersi presentati per piccoli interventi chirurgici programmati, che sono stati però soppressi. In questo caso, riferisce la direttrice amministrativa del Policlinico, Elisabetta Esposito, si è trattato di un'operazione pianificata: è stato infatti sostituito il gruppo di raffrescamento della struttura e il disagio dovrebbe risolversi a breve. “Ma stiamo parlando di un plesso nuovo - ha chiarito Pasqualone - che ha vissuto tutte quelle, chiamiamole, vicissitudini dal 2011; tutto sommato la soluzione di un problema ci sta, è nella natura delle cose. Invece la situazione in Maternità un fatto grave che si porta avanti da troppo tempo e in maniera disordinata. La nostra priorità ora è mettere in sicurezza pazienti e operatori, abbiamo già dato disposizioni per tamponare il disagio e speriamo che nei prossimi giorni e nel più breve tempo possibile, si ripristini una condizione adeguata”, ha concluso il manager.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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