A memoria degli addetti ai lavori, è la prima volta che pezzi dell’ospedale di padre Pio chiuderanno per ferie ad agosto o lavoreranno a mezzo servizio. Eppure è quello che la governance di Casa Sollievo ha comunicato in questi giorni in Regione, al dipartimento salute. Nel dettaglio, resteranno chiusi dal 10 al 19 agosto gli ambulatori polispecialistici, chiuso anche il reparto di chirurgia senologica dal 12 al 25 agosto, mentre per tutto il mese chiude i battenti la chirurgia toracopolmonare. Dal 3 al 25 chiusa anche l’unità operativa di dermatologia e dal 10 al 1° settembre l’odontostomatologia. Sospese infine le attività dal 5 al 25 agosto nel servizio di day service. Ma non è tutto: funzioneranno, per così dire a mezzo servizio, altri reparti.
Sarà aperto solo per le urgenze il reparto di chirurgia addominale dal 12 al 25 agosto, mentre in chirurgia vascolare e in cardiochirurgia vi sarà una riduzione dei posti letto a 10 e solo per le urgenze. Dal 5 al 25 agosto per la neurochirurgia, per la chirurgia maxillofacciale otorino oculistica è previsto un accorpamento dei posti letto nei locali dell’unità operativa maxillofacciale e saranno prese in carico dal 5 agosto solo le urgenze con la riduzione delle attività del 50%. L’ortopedia dal 12 al 25 si occuperà solo delle urgenze con una sala dedicata, così come, dal 10 al 25 agosto, succederà in ostetricia e ginecologia. Anche in radiologia interventistica dal 2 al 25 ci si occuperà solo delle urgenze nella fascia oraria dalle 8 alle 20. Solo urgenze anche per il servizio di fisiopatologia respiratoria dal 5 al 25 agosto. Infine è prevista una riduzione a 10 posti letto per le sole urgenze in urologia dal 10 al 25 agosto.
La voce circolava già da qualche giorno ma ora si sta diffondendo a macchia d’olio tra i cittadini increduli e preoccupati per le conseguenze di una tale scelta. In poche parole l’ospedale di San Giovanni Rotondo ad agosto si trasformerà in una specie di grande Pronto Soccorso in cui troveranno asilo per lo più le urgenze. Si tratta peraltro di alcuni dei reparti tra i più “sensibili”, in generale è uno stop all’attività chirurgica e alle cure a cui quotidianamente accedono centinaia di utenti. E montano gli interrogativi sulle ragioni che avrebbero condotto ad una tale scelta. Trapela che la direzione dell’ospedale abbia optato per uno stand by delle attività sanitarie per spuntare un qualche risparmio e per non sforare i tetti di spesa fissati dalla Regione anzi tempo erogando più prestazioni di quelle preventivate.
Fatto sta che fonti da Bari rivelano un certo malcontento per la programmazione trasmessa da San Giovanni e la volontà di correggere il tiro, mentre in Capitanata alla Asl si sarebbe espressa, riferiscono beninformati, una certa preoccupazione per il venir meno di una considerevole mole di attività sanitaria in un periodo in cui già normalmente il sistema è in affanno. Non è sfuggito a diversi osservatori che questa politica aziendale si è manifestata a pochi giorni dall’annuncio da parte della Regione Puglia dell’arrivo ben 15 milioni di euro a Casa Sollievo da destinare all’attività utile a diminuire le liste d’attesa, secondo quanto comunicato in una nota della Regione stessa. La notizia destò qualche perplessità alla luce del fatto che proprio qualche mese prima, a fine 2023 l’ospedale dovette rinunciare a 6 milioni perché non in grado di raggiungere il tetto di spesa assegnatogli ad inizio anno. La notizia della chiusura dei reparti e della riduzione di alcune attività è arrivata anche in consiglio comunale a San Giovanni Rotondo attraverso l’intervento del consigliere comunale e rappresentante sindacale dei lavoratori Giuseppe Mangiacotti.
“Quello che sta accadendo mi preoccupa non poco, come ho voluto far presente ai colleghi e al Sindaco Filippo Barbano, a cui ho chiesto di farsi portavoce, anche in quanto medico oltre che primo cittadino, del problema – ha evidenziato Mangiacotti a l’Attacco -. Lavoro nella sanità da tanti anni e l’esperienza mi dice che proprio in estate aumentano gli incidenti stradali, si moltiplicano i traumi in acqua tra i bagnanti con casi di annegamento, ci sono patologie a carico degli anziani determinate dal caldo. In altre parole casi in cui occorre intervenire nel più breve tempo possibile per evitare epiloghi letali degli incidenti. I cittadini della provincia di Foggia devono sperare di trovare un reparto aperto ad agosto in un raggio di pochi chilometri per potersi salvare o è meglio che preghino per il miracolo di arrivare vivi in qualche ospedale più lontano? E’ così che si alimenta il fenomeno dei viaggi della speranza che invece dovremmo combattere. Credo che sia mio dovere attenzionare gli organi preposti alla tutela della salute dei cittadini, quale è un Sindaco, rispetto a quanto sta accadendo a Casa Sollievo. Per questa ragione ho esposto la questione anche ieri mattina nella seduta del consiglio provinciale. La speranza è che possa essere scongiurata una riduzione della operatività di Casa Sollievo”.
Sullo sfondo la vertenza dei lavoratori di Cgil, Cisl e Uil che sono ancora in stato di agitazione e che presto potrebbero proclamare una giornata di sciopero. Alla base della protesta “la mancata volontà da parte della dirigenza di Casa Sollievo della Sofferenza di ottemperare agli impegni contrattuali, nei confronti degli stessi”, le parole di Angelo Ricucci, Fp Cgil, Giuseppe Mangiacotti, Fp Cisl e Gino Giorgione, Fpl Uil. “Umiliare i lavoratori asserendo che per problemi di cassa ed in corso d'opera, disdettare alcuni istituti contrattuali tra cui il premio di produttività, è davvero irricevibile. I lavoratori di Casa Sollievo hanno accettato, unici in tutta l'Italia, un rinnovo del contratto, con un adeguamento dilazionato in 3, 4 anni, seppur consapevoli dello stato economico dell'ente. Il disagio economico è stato creato dal management e non dai lavoratori che hanno sempre operato con spirito di abnegazione e soprattutto nello spirito del santo fondatore dell’ospedale. Abbiamo più volte ribadito che un buon padre di famiglia in tempi di magra, tratta i suoi figli tutti allo stesso modo, cosa che invece non è accaduta prima e nemmeno con la nuova governance. Infatti mentre si negano i sacrosanti diritti economici maturati da tutti i lavoratori per mancanza di cassa, dall'altro, si concedono promozioni, non conformi alle norme contrattuali e nel rispetto dei vigenti regolamenti sottoscritti e mai disdettati con i sindacati. Ci aspettavamo un cambio di tendenza rispetto al vecchio modo di agire. Non possiamo accettare più tali atteggiamenti, sono intollerabili”, hanno concluso i sindacalisti.
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