La commissione Vìola dell'Ordine dei medici Foggia in collaborazione con Vìola Dauna - organizzazione di volontariato, la commissione osservatorio Bambini Invisibili - OMCeO Foggia e la commissione medicina genere specifica OMCeO Foggia ha organizzato sabato scorso il Vìola Day, consueto appuntamento per sensibilizzare e formare operatori sanitari al riconoscimento e alla gestione di pazienti vittime di violenza domestica.
Il focus di quest'anno è stato sul dolore e sul rischio cardiovascolare connessi ai maltrattamenti e agli abusi in famiglia. Il titolo della giornata di approfondimento era “Inside the violence, guardare dentro la violenza”.
L’obiettivo è stato, tra gli altri, appunto quello di formare gli operatori sanitari a riconoscere i segnali e le forme di violenza, non a caso a ridosso della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
“E’ un impegno che la Commissione ordinistica e quindi l'Ordine tutto assume, organizzando ogni anno questo evento di formazione per gli operatori sanitari, in particolar modo per i medici – ha spiegato a l’Attacco la coordinatrice della commissione Vìola Laura Spinelli -. E’ fondamentale riuscire a riconoscere la violenza e soprattutto riuscire a riconoscerne l'impatto sulla salute che essa determina. Noi non trattiamo la violenza dal punto di vista sociale o culturale, anche se ne ha ovviamente le connotazioni, ma proprio come un problema di salute, quest'anno in particolar modo ci siamo soffermati su quanto il rischio cardiovascolare sia aumentato in queste donne e quindi nella cronicità, che tra l'altro grava per gran parte sul medico di medicina generale. È fondamentale sapere anche che tra le varie cause di patologie cardiache, ci sia la possibilità che possa celarsi la violenza”.
Parole d'ordine della giornata: sensibilizzare e informare. Questa la mission dell’associazione Vìola Dauna, parte attiva dell’iniziativa dell’Ordine dei medici di Foggia.
“La nostra organizzazione di volontariato – ha evidenziato il vicepresidente Michele Zamboni a l’Attacco - ha il principale compito di sensibilizzare le sentinelle alla prevenzione degli episodi di violenza domestica e maltrattamento sui minori, sentinelle che possono essere anche i sanitari, le prime categorie professionali che entrano in contatto con le donne vittime di violenza per le loro lesioni fisiche e psicologiche subite. Ma sentinelle possono essere anche i semplici laici che pure svolgono un importante ruolo sul territorio per intercettare, ognuno secondo le proprie competenze e attitudini, i casi di violenza”.
Ulteriori informazioni e approfondimenti nell'edizione di domani del quotidiano l'Attacco.
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