Tariffe Rsa, Consiglio di Stato ribalta le decisioni del Tar: legittime le delibere della Regione Puglia

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Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Regione Puglia sulla questione tariffe Rsa. I familiari dei degenti avevano ottenuto l’annullamento delle delibere del 2023 con sentenze del Tar Puglia che la suprema corte ora ha ribaltato.

Legittimi quindi i provvedimenti con cui la Regione aveva aumentato la quota di compartecipazione a carico dei degenti ricoverati nelle Rsa pugliesi. Il che ha determinato un aumento delle rette anche del 50% facendo schizzare a oltre 1500 euro al mese la somma che ciascuna famiglia era e a questo punto sarà tenuta a versare. Non solo, sulla base delle delibere ormai “riabilitate” le strutture hanno cominciato a chiedere nei mesi scorsi anche integrazioni alle rette già versate dai degenti per adeguarle alle nuove tariffe, con fatture da svariate migliaia di euro.

Palpabile la delusione dei parenti dei ricoverati che da tempo, sostenuti dall’avvocato Giacomo Sgobba e Francesco Follieri e dall’attivista Savino Montaruli, stanno affrontando quella che hanno definito una battaglia civile a tutti gli effetti.

Tra i più accesi contestatori c’è Antonio Cavallo, la cui madre è ricoverata nella Rsa di Troia.

“Per la prima volta nella mia vita mi vergogno di essere italiano – dice avvilito Cavallo -. Mi chiedo come faranno ora quegli anziani a pagarsi le cure che solo in quelle strutture possono avere con le loro pensioni di un minimo di 500 euro ad un massimo di 1100. Parliamo di persone che non possono essere curate a casa perché affette da malattie ingestibili”.

“Come dobbiamo considerare i nostri anziani? Come immondizia da buttare? E’ una vergogna – prosegue -. La nostra è una battaglia sociale che stiamo conducendo per tutti, anche per noi stessi e per gli anziani del futuro. I nostri fragili non meritano questo e non è giusto che la Regione provi a recuperare risorse dagli anziani invece di tagliare gli sprechi. E quindi faccio un appello alle famiglie di tutti coloro che sono ricoverati nelle 249 Rsa pugliesi: dobbiamo riunirci e far valere i diritti dei nostri cari, invito tutti a contattarmi, dobbiamo farci sentire, ancora di più nei prossimi mesi quando saremo in campagna elettorale per il voto di autunno quando si rinnoverà il consiglio regionale. Facciamo capire a questi politici che la cosa più importante non sono le poltrone ma la cura delle persone più fragili”.
Le aspettative rispetto a questa decisone erano altissime, ricorda l’uomo: “Non so come dovrò dire a tutti quelli che riponevano le loro speranze in noi che abbiamo perso, che ci hanno schiacciati. Non so come dirlo a quel vecchietto ricoverato nella stessa Rsa di mia madre che mi aveva chiesto in lacrime di non abbandonarlo. Mi vergogno io e si dovrebbero vergognare molti altri”, ha concluso visibilmente commosso.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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