Intelligenza artificiale per ridurre liste d’attesa: ora per visita cardiologica a Foggia tocca aspettare dicembre

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Dicembre 2025: questa la data che alcuni pazienti di Foggia si sono sentiti proporre al Cup per una visita cardiologica con Ecg, pur essendo prescritta con priorità B. Secondo la delibera di giunta regionale del novembre 2023, recepita dalla Asl Foggia a gennaio 2024 le visite hanno specifiche classi di priorità: U (urgente), prestazioni da eseguire nel più breve tempo possibile o comunque entro 72 ore; B (breve), prestazioni da eseguire entro 10 giorni; D (differibile), prestazioni da eseguire entro 30 giorni per le visite e 60 per gli accertamenti diagnostici; P (programmata) prestazioni da eseguire entro 120 giorni. Vale a dire che nessuna prestazione può aspettare quasi un anno, men che meno una considerata breve, come quella cardiologica, nel caso di specie. In realtà ai pazienti è stata data un’alternativa entro tempi più ragionevoli: avrebbero potuto scegliere di effettuare la visita tra gli ambulatori di Cerignola o Ascoli Satriano il 30 marzo. Si tratta di persone anziane, che vivono nel capoluogo, con gli acciacchi della loro età che non hanno la possibilità di spostarsi agevolmente, in molti casi sprovvisti di mezzi propri per raggiungere altre città e che per questo hanno rinunciato. Altri ancora hanno deciso di evitare di recarsi in luoghi in cui temono di poter finire vittime di furti d’auto. Altri hanno trovato più conveniente e rapido andare a fare la propria visita da un privato. Ma monta il malcontento e l’incredulità: “Possibile che a Foggia si debba aspettare quasi un anno per una visita cardiologica? Ci sentiamo orfani, privati di un sistema sanitario efficiente, ci riempiono solo di scartoffie, ci raccontano di soluzioni che i politici firmano ma che poi non fanno rispettare”, il commento a l’Attacco. E se da un lato la Asl Foggia ha potenziato il servizio, in particolare sui Monti Dauni con l’assunzione di nuovi specialisti, dall’altro non si comprende perché alcune agende restino ancora bloccate, soprattutto in branche, come la cardiologia, particolarmente richieste dall’utenza. Basti pensare che lo scompenso cardiaco costituisce una delle principali cause di morbilità e mortalità nei Paesi occidentali.

Lo smaltimento delle infinite liste d’attesa da tempo è oggetto di provvedimenti, studi, valutazioni utili a trovare una risposta efficace. In queste settimane è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra Asl Foggia, Asl Lecce, Policlinico di Bari e Aress per dare il via ad una sperimentazione che dovrebbe alleviare questa criticità.

E’ indiscussa la necessità di garantire l’accesso alle procedure mediche specialistiche riconosciute “come strumenti fondamentali e avanzati al servizio della pratica medica, capaci di consentire diagnosi e trattamenti rapidi ed efficaci che migliorano i risultati clinici dei pazienti – secondo questo dichiarato dai promotori dell’iniziativa -. Le linee guida delle principali società mediche internazionali sottolineano l’importanza e il valore di queste pratiche. Tuttavia, nonostante la loro efficacia, l’accesso a tali servizi è spesso ostacolato da lunghe liste di attesa, un problema che pone sfide significative per gli amministratori delle risorse sanitarie. La necessità di identificare metodi innovativi e più efficienti per ottimizzare l’uso delle risorse sanitarie è diventata quindi cruciale, non solo per migliorare l’efficienza operativa, ma anche per garantire equità e tempestività nell’accesso ai servizi”. 

Sulla base di queste evidenze l’Aress ha dato il via ad un piano che prevede lo sviluppo di un progetto pilota con la collaborazione, come detto, delle aziende sanitarie del Policlinico di Bari, di Lecce e di Foggia. L’obiettivo è creare un dataset completo relativo alle prescrizioni mediche specialistiche. I campi di questo dataset includeranno la diagnosi o il quesito diagnostico (espresso in linguaggio naturale o codificato secondo ICD-9-CM), la procedura descritta in linguaggio naturale, l’indicazione se paziente adulto o pediatrico (0 per pediatrico, 1 per adulto), il Codice regionale medico prescrittore. Il Codice regionale medico prescrittore verrà anonimizzato attraverso un algoritmo, pur mantenendo la capacità di trarre conclusioni su potenziali comportamenti di interesse. L'algoritmo sarà lanciato dal lato Asl e genererà una chiave crittografica (Rsa asimmetrica) con cui verrà codificato il codice prescrittore. Il Codice regionale medico prescrittore così anonimizzato sarà una stringa alfanumerica che nessuno potrà in alcun modo far risalire al codice originale. Tale approccio rende anche, di fatto, impossibile reidentificare indirettamente (i.e. per "guilt by association") i prescrittori. 

Solo una volta resi anonimi, i dati verranno trasmessi alla parte ricevente. Utilizzando questi dati, il progetto si propone di addestrare modelli avanzati di intelligenza artificiale e architetture cognitive basate su Large Language Models (Llm). 

Questi modelli saranno in grado di analizzare le prescrizioni estratte e di confrontarle con le linee guida delle principali società mediche internazionali, con lo scopo di identificare i Key Performance Indicators delle prescrizioni e di individuare le frazioni di prescrizioni inappropriate, fornendo indicazioni per ridurle e migliorare l’allocazione delle risorse. Se necessario per l’obiettivo del progetto, il dataset delle prescrizioni sopra descritto potrà essere integrato con altre informazioni provenienti dagli archivi delle aziende sanitarie che partecipano alla sperimentazione. 

“L’obiettivo del progetto – si legge negli atti ufficiali - è addestrare nuovi algoritmi di intelligenza artificiale capaci di identificare automaticamente il livello di appropriatezza o inappropriatezza di specifiche prescrizioni mediche specialistiche, sulla base della diagnosi o del quesito diagnostico associato a un evento di contatto tra il paziente e il Servizio sanitario nazionale. Questi algoritmi, una volta sviluppati e validati, avranno il potenziale di fornire valutazioni rapide e affidabili sulla coerenza delle prescrizioni rispetto alle linee guida internazionali. Nel lungo termine, il progetto mira a generare un sistema di supporto decisionale che ottimizzi l’uso delle risorse sanitarie, ridirezionando le prescrizioni verso procedure più appropriate e, di conseguenza, migliorando l’efficienza e la qualità del servizio offerto”. 

Grazie a questo sistema si punta a sviluppare modelli avanzati di intelligenza artificiale che possano identificare opportunità di efficientamento nella gestione dei servizi sanitari. “Questi modelli, basati su architetture cognitive all’avanguardia, saranno addestrati integrando la migliore comprensione disponibile dei percorsi ottimali per i pazienti nel loro processo di interazione con il Servizio Sanitario Nazionale. I risultati attesi includono non solo un miglioramento nel delivery di outcome clinici e di salute, ma anche una significativa riduzione delle liste di attesa e un utilizzo più efficiente delle risorse sanitarie. Dal punto di vista manageriale, questo consentirà una gestione più strategica e appropriata delle risorse. Sul piano sociale, invece, i benefici comprendono una popolazione più sana e una riduzione complessiva della spesa sanitaria pubblica, grazie a un uso più mirato e razionale delle risorse disponibili”.

Il referente tecnico della Asl Foggia sarà Tommaso Petrosillo, dirigente responsabile sistemi informativi e Ict.

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