Regione Puglia, mozione Lega su aggressioni a sanitari. Cera: “Prima violenza la subiscono da sistema sanitario”

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Attivare specifici interventi per aumentare la sicurezza nelle strutture sanitarie, con particolare riferimento ai Pronto Soccorso, ai servizi di emergenza urgenza 118 e ai reparti di psichiatria; indirizzare le Aziende sanitarie territoriali nell'elaborazione di strategie e programmi omogenei specificatamente dedicati alla riduzione del rischio di violenza a danno degli operatori ed aumentando la consapevolezza sull’argomento degli stessi; promuovere, di concerto con le Asl, specifici corsi con il coinvolgimento di psicologi e altre figure professionali qualificate, per insegnare a medici, infermieri e operatori sociosanitari in prima linea le tecniche di “descaling”;

studiare la possibilità di avviare un progetto-pilota finalizzato alla creazione a livello di Asl di uno sportello e/o ambulatorio in grado di offrire un supporto psicologico e cure adeguate agli operatori sanitari e sociosanitari vittime di aggressioni sul luogo di lavoro, nell'ambito di in più ampio piano di interventi sulla prevenzione dello stress negli ambienti di lavoro. 

Questi i punti salienti della mozione presentata questo pomeriggio dalla Lega e approvata durante l’odierna seduta di consiglio regionale volta a ottenere dalla giunta e dall’assessore alla sanità l’impegno ad attutare i dovuti interventi per prevenire gli atti di violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari.

“Nelle corsie degli ospedali, sulle ambulanze del 118, nei Pronto Soccorso c'è chi ogni giorno rischia la pelle e lo fa da solo, lo fa senza scorta, lo fa senza tutele, lo fa con la paura e lo fa mentre il sistema gli crolla addosso – così il consigliere regionale Napoleone Cera nel suo intervento in aula -. Oggi votiamo una mozione contro la violenza sugli operatori sanitari. Ma la prima violenza che subiscono questi lavoratori non è quella perpetrata dal cittadino esasperato, che pure è gravissima. Bensì quella di un sistema sanitario che li ha abbandonati completamente. Abbiamo trasformato i Pronto Soccorso in discariche di disperazione. Ci finiscono tutti: chi ha una frattura e chi ha il mal di pancia, chi è in codice rosso e chi non sa dove altro andare”. 

Questo perché non esiste la rete sanitaria del territorio che dovrebbe fungere da filtro. “E’ scomparso – ha aggiunto Cera -. I medici di base sono introvabili, le visite specialistiche si prenotano a distanza di mesi, le strutture intermedie non ci sono. E quindi tutti si rivolgono ai Pronto Soccorso che diventano il tappeto sotto cui nascondere i fallimenti di chi governa la sanità. E nel frattempo i lavoratori diventano il bersaglio perfetto”. 

E non finisce qui, rimarca il consigliere: “Come se non bastassero i turni massacranti, i rischi quotidiani, lo stress e le aggressioni, nel 118 abbiamo creato anche operatori di serie A di serie B. In Puglia sulle ambulanze del servizio d'emergenza urgenza ci sono persone che fanno esattamente lo stesso lavoro ma vengono pagate in modo diverso. Vengono trattate in modo diverso. Hanno contratti diversi, tutele diverse. Alcuni assunti direttamente dalle Asl e altri esternalizzati tramite cooperative, convenzioni, appalti al ribasso. Ma entrambi entrano nelle stesse case, soccorrono gli stessi pazienti, affrontano gli stessi pericoli. Gli uni hanno uno stipendio decente e qualche tutela. Gli altri uno stipendio da fame e neanche il diritto di farsi male. È uno scandalo, una vergogna, una ferita sociale. Questa è la sanità pubblica che abbiamo creato in Puglia, questa è l'equità che sbandieriamo poi nei convegni. Questa è una giungla dove chi rischia di più viene trattato peggio”. 

E poi l’affondo di Cera: “O si tutelano tutti gli operatori o siete complici di chi li sfrutta – rivolto alla maggioranza e alla giunta -. O si mette fine a queste disparità vergognose o si smetta di parlare di equità sul lavoro. Perché un infermiere aggredito è un infermiere scoraggiato, non importa se ha un contratto Asl o è pagato da una cooperativa o da Sanitaservice. Un pugno in faccia è un pugno in faccia. Una minaccia è una minaccia, un insulto è un insulto e tutti meritano lo stesso rispetto. Quindi sosteniamo questa mozione perché è giusta e necessaria. Lo facciamo perché non ci si gira dall'altra parte quando chi salva vite chiede aiuto. Servono più tutele, più sicurezza, più vigilanza, più formazione, più sportelli psicologici, più giustizia contrattuale. Un sistema sanitario che protegge solo alcuni è un sistema malato. E chi lo copre, chi lo difende, chi lo ignora è parte del problema. Io sto dalla parte di chi rischia. Io sto dalla parte di chi soccorre. Io sto dalla parte di chi non ha paura di dire la verità. E a chi ha sempre una scusa pronta rispondo che i lavoratori del 118 non chiedono privilegi. Chiedono solo quello che gli spetta, rispetto, sicurezza e diritti”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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