Perenne emergenza. È lo status della sanità pugliese negli ultimi anni. A risentirne sono soprattutto le fasce più deboli, che devono fare i conti con un sistema fortemente in crisi. La storia che l’Attacco andrà a raccontare è l’ennesima evidenza della difficoltà cronica del sistema sanitario regionale. Protagonista è una ragazza sanseverese, alla quale, nel 2007, viene diagnosticato il Diabete Mellito di tipo 1. Dopo aver cominciato la terapia con insulina a penne, nel 2009 sostituisce la terapia prescritta precedentemente con quella con microinfusore (pompa insulinica ad infusione continua). La giovane racconta di una situazione molto tranquilla nei primi anni di terapia. “Il materiale arrivava sempre per tempo, tanto da avere casa che sembrava quasi un magazzino”, dice. Ma le cose, da un po' di tempo, sono cambiate. “Negli ultimi anni la situazione è diventata assurda. Il materiale arriva sempre frazionato, fuori tempo e in diverse occasioni sono dovuta tornare temporaneamente a fare le punture di insulina”, spiegando però che “questo può causare disagi perché le insuline sono di tipo diverso e hanno differenti tempi di azione”. Il risultato è stato: iperglicemie continue e situazioni insostenibili per giorni.
A febbraio 2024 il primo episodio. La giustificazione addotta dall’ufficio assistenza protesica di San Severo è sempre la stessa, come ci viene riferito: “Io sono sola, ho tante pratiche da risolvere, appena il medico firma, mando tutto”, o ancora “non è l’unica persona in questa situazione, se denunciate fate bene, ma tanto non cambierà nulla”, o addirittura “non abbiamo il tempo di stare al telefono per contattare tutti i pazienti per informarli dei disguidi”. Eppure, sarebbe loro compito garantire la continuità assistenziale dei presidi. “Non fanno altro che arrampicarsi sugli specchi, anche perché non è un caso isolato, ma si ripete periodicamente da due anni a questa parte”, afferma la ragazza.
A luglio 2024 il secondo episodio. “Vengo contattata telefonicamente dall’ufficio e mi viene detto: “visto che ti mancano alcune scatole del vecchio piano, ma ci è stato consegnato il nuovo, potremmo annullare il vecchio ordine e far partire direttamente il nuovo?”. Materiale, però, che le avrebbe spettato di diritto, anche perché, qualche mese prima, fu costretta ad utilizzarlo con il contagocce vista la penuria di quello a disposizione. Ma non finisce qui. “A novembre dello stesso anno, la situazione si ripete, al che decisi di scrivere la prima mail di sollecito”, ricorda.
A luglio 2025, a seguito di una visita medica, viene presa la decisione, di comune accordo con il suo medico specialista, di cambiare microinfusore. Terminato il materiale precedente, avrebbe dovuto procedere con l’installazione del nuovo device. Dopo aver consegnato il nuovo piano terapeutico ad agosto dello stesso anno, il materiale le arrivò solo tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre, e neppure completo. “Quando feci presente l’assenza del telecomando per il nuovo dispositivo, la risposta della responsabile fu: “ma te l’avevamo già ordinato, te ne dobbiamo ordinare anche un altro?”. E allora rispose: “Quello precedente non è associabile al nuovo materiale, quindi sì, serve anche l’altro”. Alla fin dei conti, passarono altre settimane prima che le venisse consegnato. Ulteriori disagi perché, come illustrato dalla giovane, i device hanno differenti funzionalità, con il precedente che la costringeva ad un’attenzione maggiore e quindi più fastidiosa. “Il nuovo apparecchio utilizza i calcoli e la basale, quindi l’insulina basale che è stata prescritta dalla dottoressa come matrice. Essendo collegata al glucometro, in base agli andamenti glicemici decide se bloccare l’insulina, se darne di più, o comunque manda gli avvisi direttamente al telecomando. Il vecchio dispositivo, invece, ha una matrice fissa, quindi l’insulina che mi dà è quella che imposto, poi devo essere io, in base all’andamento glicemico, a decidere se bloccare il flusso di insulina – spiega –. Durante le ipoglicemie notturne, con il nuovo dispositivo sono tranquilla perché blocca l’insulina autonomamente, iniziando a suonare solo nel momento in cui rileva effettivamente un’urgenza. Il vecchio invece no, inizia a suonare e tiene svegli tutta la notte fino a che non correggi il problema”.
Ma i disagi relativi al fatto di essere sprovvista del materiale non riguarda solo il microinfusore, come riferisce. “Rimasi scoperta, oltre che con i materiali del microinfusore, anche con quelli del glucometro. Mi sono ritrovata a dovermi pungere più volte al giorno quando in realtà avrei potuto evitarlo. Se sono fuori casa, devo portare le penne dell’insulina, gli aghi, il glucometro, devo stare attenta a non buttare niente perché devo smaltire poi tutto a casa. Insomma, un completo disagio”.
Lei ha deciso di non restare in silenzio, ma purtroppo non è la sola. Una sua amica concittadina, anche lei diabetica, le ha dato lo stesso feedback: “Capisco la situazione in cui ti trovi perché l’ufficio protesi è un disastro”.
Arriviamo ad oggi. A distanza di più di due anni, il problema permane. Dopo altre settimane di attesa, a seguito dell’ennesimo ritardo nella consegna, ha inviato una nuova mail che esprime tutto il negativo che è costretta a vivere dal febbraio 2024. La stessa mail dell’ufficio rende manifesta l’emergenza in corso: “Il suo ordine è in lavorazione insieme a quelli di altri ventisei pazienti con la stessa scadenza. In settimana sarà consegnato ai dirigenti per la firma”. Forse, la prossima settimana arriverà tutto il materiale, ma quello che ha disposizione terminerà lunedì, costringendola molto probabilmente all’ennesimo cambio di terapia, con tutti i disagi che ne deriveranno.
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