Casa Sollievo della Sofferenza, parla Gumirato: “Vantiamo 32 milioni nei confronti di Asl e Regione”

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Casa Sollievo della Sofferenza torna a chiedere chiarezza nei rapporti economici con la Regione Puglia e con l’Asl Foggia. Durante la conferenza stampa convocata ieri mattina nell’ospedale fondato da Padre Pio, la direzione della struttura ha affrontato tre nodi della vicenda che negli ultimi mesi ha coinvolto il policlinico garganico: gli accordi istituzionali firmati il 27 dicembre scorso, la certificazione delle cosiddette funzioni non tariffate e le ricostruzioni giornalistiche trasmesse dalla trasmissione televisiva FarWest. Dal punto di vista della struttura sanitaria, il quadro resta segnato da forti divergenze con l’azienda sanitaria foggiana. Al centro del confronto ci sono le certificazioni relative alle attività ospedaliere che non rientrano nelle prestazioni tariffate, tra cui pronto soccorso, dipartimenti di emergenza e aree ad alta complessità. Secondo quanto sostenuto dai vertici dell’IRCCS, le modalità e i tempi con cui l’Asl Foggia ha proceduto alla verifica delle rendicontazioni rischiano di produrre effetti economici rilevanti per l’ospedale. Durante l’incontro con i giornalisti la direzione ha ribadito la propria posizione sull’accordo siglato alla fine del 2025 nel tavolo del SEPAC della Regione Puglia, sostenendo che gli impegni assunti allora siano stati rispettati soltanto dal l’ospedale. Parallelamente è arrivata una risposta alle ricostruzioni televisive diffuse nelle scorse settimane. Secondo la struttura, alcune informazioni circolate nel dibattito pubblico non rispecchiano la realtà amministrativa e contabile dell’ente. Nel corso della conferenza stampa è stato ricordato che Casa Sollievo vanta crediti rilevanti nei confronti del sistema sanitario regionale. La questione delle certificazioni, secondo quanto illustrato, rischierebbe di alterare questo equilibrio contabile.

Nel merito dell’accordo istituzionale firma to il 27 dicembre 2025, il direttore generale di Casa Sollievo della Sofferenza, Gino Gumirato, ha sostenuto davanti ai giornalisti che gli impegni assunti in quella sede siano stati rispettati soltanto dall’ospedale di San Giovanni Rotondo. L’intesa era stata raggiunta nel tavolo convocato al Comitato SEPAC della Regione Puglia alla presenza dei rappresentanti regionali, dell’Asl Foggia e delle organizzazioni sindacali. In quella sede, ha ricordato Gumirato, tutte le parti avevano riconosciuto il ruolo strategico dell’IRCCS nel sistema sanitario regionale. “In quel tavolo era stato riconosciuto il valore di Casa Sollievo della Sofferenza, una realtà la cui eventuale crisi potrebbe compromettere l’equilibrio del sistema sanitario regionale”.

Nel quadro di quell’intesa l’ospedale aveva assunto un impegno preciso nei confronti della Regione e delle organizzazioni sindacali. “Come dimostrazione di fiducia e di senso di responsabilità nei confronti dell’attuale Governo e del Governo regionale che avrebbe assunto i poteri, Casa Sollievo si era impegnata a formalizzare la revoca della decisione aziendale sulle modifiche contrattuali e sulla disdetta degli accordi collettivi”, ha ricordato Gumirato. Secondo il direttore generale questo passaggio è stato portato a termine dall’ospedale, mentre diversa è la valutazione sul comportamento delle organizzazioni sindacali. “A distanza di due mesi e mezzo l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza è l’unico soggetto che ha rispettato quell’accordo, formalizzando la revoca dell’applicazione dei nuovi contratti”.

Il riferimento è agli sviluppi successivi alla firma dell’intesa. Gumirato ha ricordato che i sindacati non hanno ritirato gli atti di diffida e costituzione in mora legati al mancato adeguamento dei minimi retributivi e che nel frattempo è stata annunciata una nuova iniziativa giudiziaria. “Le organizzazioni sindacali non hanno mai revocato gli atti di diffida e costituzione in mora e il 19 febbraio hanno annunciato l’intenzione di conferire mandato ai propri legali per il deposito di circa 1.300 istanze di decreti ingiuntivi presso il Tribunale del lavoro di Foggia”.

Il secondo punto affrontato durante la conferenza stampa riguarda la certificazione delle cosiddette funzioni non tariffate, attività ospedaliere che non rientrano nelle prestazioni remunerate attraverso le normali tariffe sanitarie, tra cui pronto soccorso, dipartimenti di emergenza e aree ad alta complessità. Gumirato ha ricordato che l’Asl Foggia ha approvato la delibera n.118 del 3 marzo 2026 con cui vengono certificate le rendicontazioni relative al periodo 2016-2023, una verifica arrivata molti anni dopo la presentazione dei dati contabili da parte della struttura. Il risultato della certificazione, secondo la direzione dell’ospedale, produrrebbe conseguenze economiche rilevanti. “La deliberazione dell’Asl Foggia teoricamente comporterà la restituzione alla Regione Puglia, da parte di Casa Sollievo della Sofferenza, di decine di milioni di euro”, ha spiegato il direttore generale.

Un esito che si inserisce in una partita contabile già aperta tra l’ospedale e il sistema sanitario regionale. “Parliamo di cifre che, a fronte di un credito di 32,2 milioni di euro che Casa Sollievo vanta nei confronti dell’Asl Foggia e della Regione Puglia, potrebbero produrre un saldo economico negativo consistente”, ha aggiunto Gumirato. Il nodo della contestazione riguarda i criteri utilizzati nella certificazione delle spese. Le rendicontazioni presentate dall’ospedale per i periodi 2012-2015 e 2016-2023 sono state predisposte applicando gli stessi criteri stabiliti dalla delibera regionale 982 del 2016.

Secondo la direzione di Casa Sollievo, però, l’azienda sanitaria avrebbe adottato valutazioni differenti tra i due periodi. “Nonostante le rendicontazioni siano state predisposte entrambe con i criteri formalizzati dalla DGR 982 del 2016, l’Asl Foggia ha certificato e liquidato in conformità a quanto rendicontato nel periodo 2012-2015, mentre nella delibera n.118, a parità di criteri adottati, ha certificato risultati diametralmente opposti per gli anni 2016-2023”, ha detto Gumirato. In sostanza, ha spiegato il direttore generale, l’azienda sanitaria ha riconosciuto importi molto più bassi rispetto alle spese rendicontate dall’ospedale e rispetto al tetto annuale fissato dalla Regione, pari a 33 milioni fino al 2022 e a 31 milioni dal 2023.

La contestazione riguarda aspetti tecnici legati all’organizzazione interna dell’ospedale. “La contestazione mossa dall’Asl si potrebbe riassumere nel mancato riconoscimento dello storico modello organizzativo di Casa Sollievo della Sofferenza”. Nel dettaglio, l’azienda sanitaria ritiene che alcune attività prevedano un impiego di personale superiore agli standard ritenuti necessari. “Veniamo accusati di impiegare più personale del necessario, ad esempio nelle guardie h24, e di pagarlo più di uno standard della Regione Puglia”, ha detto Gumirato.

Durante l’incontro con la stampa il direttore generale ha sollevato anche la questione dei criteri applicati ai diversi soggetti del sistema sanitario regionale. “Ai fini della rendicontazione delle attività non tariffate la Regione Puglia adotta criteri diversi tra soggetti eroganti attività sanitarie”. Il confronto, secondo la direzione dell’ospedale, riguarda in particolare il Policlinico di Foggia. “Il Policlinico di Foggia, soggetto alle stesse regole di rendicontazione, pur erogando minori attività rispetto a Casa Sollievo della Sofferenza riceve un finanziamento pari al doppio di quello assegnato a noi”, ha affermato Gumirato. Una situazione che la direzione dell’IRCCS considera una disparità di trattamento con possibili ricadute sulle risorse pubbliche e per questo la struttura ha annunciato l’intenzione di tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti.

L’ultima parte del la conferenza stampa è stata dedicata alla puntata della trasmissione FarWest andata in onda su Rai3 il 3 marzo. Anche su questo punto la posizione dell’ospedale è stata netta. “Contestiamo con forza tutte le ricostruzioni giornalistiche mandate in onda perché non corrispondono al vero, sono basate su un’idea preconcetta e costruite omettendo di verificare le informazioni ottenute dai soggetti intervistati”, ha detto Gumirato. Nel dettaglio, la direzione dell’ospedale ha respinto alcune delle affermazioni diffuse nel servizio televisivo. “Non è vero che il Ministero della Salute, il Ministero della Ricerca e la Regione Puglia non siano in possesso dei bilanci di Casa Sollievo della Sofferenza”, ha spiegato il direttore generale. Stessa smentita per quanto riguarda i contratti proposti ai dipendenti. “Non corrisponde al vero che i contratti collettivi precedentemente proposti al personale prevedessero un taglio dei compensi del 30 percento”.

Tra le ricostruzioni contestate c’è anche quella relativa all’acquisto della Pet Tac. “Non è vero che la Pet Tac sia stata acquistata grazie a un bonifico anonimo arrivato dalle Isole Cayman”, ha affermato Gumirato. Il direttore generale ha poi affrontato la questione degli assegni ad personam citati nella trasmissione. “Le attuali difficoltà economiche della Fondazione non sono legate agli assegni ad personam percepiti da alcuni dipendenti”. Nel corso della conferenza è stato precisato che l’attuale amministrazione, in carica dal dicembre 2022, non ha concesso questo tipo di indennità senza una motivazione documentata. “Il monte totale di tutti gli assegni ad personam in vigore nell’ospedale corrisponde allo 0,53 per cento del monte compensi di tutto il personale del comparto sanità e PTA”, ha spiegato Gumirato.

Casa Sollievo della Sofferenza ha infine comunicato di aver contattato la redazione della trasmissione per ottenere il diritto di replica e la direzione dell’ospedale attende di conoscere tempi e modalità con cui potrà intervenire per chiarire pubblicamente la propria posizione.

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