Pressing dei proprietari delle case a Marina di Lesina: “Vogliamo risposte sulla ripresa dei lavori sospesi”

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Era inizio febbraio quando l’Attacco ha realizzato un reportage per documentare lo stato in cui versavano gli immobili i cui proprietari avevano stipulato un contratto la Mama International Business, l’impresa edile di San Severo, dei fratelli de Martino finita al centro di una inchiesta giudiziaria per presunta truffa ai danni dello Stato.

Il procedimento nasce dalla comunicazione di notizia di reato dell’Agenzia delle Entrate pervenuta il 13 dicembre scorso alla Procura di Roma (che successivamente ha trasferito il fascicolo a Foggia), con la quale sono stati posti in risalto “gravi indizi della commissione di reati tributari – si legge nell’ordinanza -, consumati utilizzando la normativa relativa alla cessione dei crediti di imposta, con la creazione e cessione di crediti di imposta inesistenti e con la conseguente realizzazione di profitti illeciti, già avvenuta, per centinaia di milioni di euro”, tutto ciò nell’ambito dei bonus che lo Stato ha disposto per rilanciare il settore edilizio.

La cifra è di quelle che fa tremare le vene nei polsi solo a pronunciarla: un miliardo e 17 milioni di euro.  Esattamente la quantità di crediti d’imposta sottoposta a sequestro con provvedimento del Gip del tribunale di Foggia, che ha disposto la misura anche per quote di alcune delle società coinvolte.

Il congelamento delle risorse finanziarie ha determinato lo stop dei lavori iniziati e ha fermato l’avvio di nuovi cantieri. Complessivamente la Mib e le aziende partner avevano contrattualizzato ristrutturazioni in poco meno di 300 immobili della provincia. Recentemente, come riportato su queste colonne, sono stati dissequestrati i beni della Ad Trading, azienda romana coinvolta nell’inchiesta, che presto potrà tornare a lavoro in una cinquantina di cantieri.

Una delle città in cui il reportage ha fatto tappa è stata Marina di Lesina, centro balneare dell’Alto Tavoliere. In uno scenario spettrale ma ugualmente suggestivo, si trovano villette e condomini tipici delle località di mare sui quali sono evidenti i segni dei primi smembramenti, effettuati in funzione di una successiva riqualificazione ma qui, come altrove, i lavori sono fermi e non si vedono altro che cantieri deserti. “Ulteriori problemi sorgeranno quando tra qualche settimana cominceranno ad arrivare i villeggianti che si ritroveranno con abitazioni senza pavimenti, senza impianto di condizionamento o infissi e scalinate”, avevano sottolineato alcuni addetti ai lavori in quell’occasione. Ebbene, a distanza di due mesi, quelle paure si stanno trasformando in certezze.

A pochi giorni dal primo appuntamento che tradizionalmente apre la stagione estiva tutto è ancora fermo. Saranno tanti i cittadini di Capitanata che decideranno di trascorrere il week end lungo di Pasqua nelle loro case al mare ma per alcuni di loro questo non sarà possibile. I proprietari delle abitazioni interessate dalla prima fare dei lavori a Marina di Lesina da settimane stanno tempestando di telefonate, mail, pec e messaggi i responsabili delle imprese, i direttori dei cantieri e gli amministratori di condominio per avere risposte circa l’avanzamento dei lavori ma senza ottenerne, per il momento. Per questo monta l’insofferenza e i più impazienti scalpitano. “Pasqua e Pasquetta ormai sono andate ma almeno si faccia qualcosa per salvare l’estate, è impensabile che siamo noi a subire le conseguenze di questa assurda vicenda, abbiamo diritto a poter usufruire delle nostre proprietà”, sbotta qualcuno a l’Attacco.

Quel che è peggio è che in qualche modo i residenti hanno le mani legate, potrebbero naturalmente interrompere il rapporto contrattuale con la Mib e affidare le opere ad altre imprese “ma questo significherebbe ripartire da zero con le pratiche, allungheremmo ulteriormente i tempi, senza contare che, se decidessimo di cambiare il general contractor, potremmo vederci costretti a pagare le spese sostenute dal precedente appaltatore che ha già provveduto agli studi tecnici, all’acquisto di materie prime e ad effettuare i primi interventi sugli immobili. Insomma, siamo in un cul de sac”.

Il malcontento è stato manifestato da alcuni proprietari anche in occasione di un sopralluogo effettuato in questi giorni dai tecnici, proprio a Marina di Lesina.

Freme anche chi aveva deciso di beneficiare delle agevolazioni edilizie per poter finalmente dare una sistemata a immobili fatiscenti ed energeticamente inefficienti per i quali i tempi di realizzazione dell’intervento sono ancora più incerti, considerato che in molti casi la ristrutturazione doveva essere ancora avviata.

Tra i cittadini più preoccupati ci sono poi i titolari degli esercizi commerciali che hanno i loro locali in quegli immobili semi smembrati. Alimentari, rivendite di vario genere, bar e ristoranti corrono il rischio di tenere le serrande abbassate. Tra qualche giorno arrivano i primi villeggianti e gli esercenti non sanno se potranno aprire e in che condizioni. Quel che è peggio, è che non ci sono certezze neppure in vista dell’estate quando Marina di Lesina brulicherà di turisti. “Non sappiamo a chi rivolgerci per sbloccare questa situazione, la speranza è che questo stato di incertezza venga presto eliminato”, il commento di alcuni.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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