A causa delle opere previste rispetto alla strada statale 89 Garganica, rischia l’esproprio di diverse particelle catastali di sua proprietà l’impresa foggiana che ha dato vita, con successo all’Oasi naturalistica e agrituristica chiamata Bosco Elda, una delle poche e più grandi aree verdi a completa vocazione naturalistica presenti nel Tavoliere. Considerando tutti gli immobili da espropriare per l'esecuzione delle opere stradali di Anas si arriva a una superficie totale pari a ben 16.444 mq.
L’impresa è la Spqt dell’ingegner Marcello Salvatori, che dopo aver molto investito nella zona oggi subisce suo malgrado una operazione destinata a compromettere gravemente tutto il progetto. Difatti i danni causati dall’esproprio sarebbero disastrosi per l’attività agrituristica stessa, che verrebbe invasa fin davanti l’ingresso della cucina con annessa demolizione di un antico fabbricato con forno a legna, e per tutta la comunità della provincia di Foggia che perderebbe l’opportunità di godere delle meraviglie dell’Oasi, privata anche di più di un ettaro di bosco dove proprio nei prossimi giorni verranno installate le insegne direzionali per i 4 diversi percorsi naturalistici delineati con la collaborazione del Centro Studi Naturalistici di Foggia, che a breve avvierà anche un’operazione di ripopolamento faunistico.
L’impresa ha scritto nei giorni scorsi ad Anas spa e al commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali sulla strada statale 89 Garganica. Anas aveva preannunciato, a marzo scorso, l’esproprio di particelle catastali intestate a Spqt società agricola srl negli agri di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis.
L’impresa ha replicato esprimendo “la più totale opposizione alla progettazione così come proposta, stante il gravissimo ed irreparabile danno che la stessa comporterebbe”.
“La progettazione della nuova strada, con annessa rotatoria, insistente sui nostri terreni verrebbe infatti ad annullare in modo incontrovertibile una iniziativa economica rilevante, l’agriturismo denominato Bosco Elda, che è operativo sui terreni indicati”, ha spiegato Salvatori. “E’ una iniziativa agrituristica di grande pregio, a forte valenza naturalistica, che ha inteso valorizzare circa 30 ettari di bosco di eucalipto e di macchia mediterranea con percorsi organizzati di concerto con il Centro Studi Naturalistici, all’interno della disciplina di riferimento prevista dal Club alpino Italiano (CAI). Ora, il progetto proposto da ANAS, per ragione difficili da comprendere, prevede la realizzazione di una strada che, allontanandosi dalla direttrice Foggia Manfredonia, implica la costruzione di una rotatoria, la quale prevede un’uscita che va addirittura all’interno di nostri fabbricati esistenti - che dovrebbero quindi essere distrutti - ed una seconda uscita che transita all’interno dei nostri terreni - senza tuttavia averli espropriati -, ed in tal modo va a sconvolgere tutte le aree esterne dell’agriturismo, tra cui piazzali parcheggio illuminati, strade di accesso, colonnine elettriche di ricarica, pavimentazione e siepi, il tutto a pochi metri dall’ingresso delle cucine e dalla sala adibita a ristorazione, nonché dalle stanze previste per gli ospiti. Il tutto oltre a distruggere circa un ettaro di bosco, e con esso ogni valenza naturalistica ed ecoturistica dell’area. E’ del tutto evidente infatti che la nuova strada sia incompatibile sotto ogni punto di vista con l’attività agrituristica in essere, al punto da doverla chiudere, con demolizione di vari manufatti di recente ristrutturazione, con ciò rendendo vano l’investimento operato negli anni e, quel che è peggio, portando al licenziamento gli operatori attualmente impegnati nella struttura - sino a 10 in relazione alla stagione - nonché ad azzerare il valore aggiunto creato per il territorio”. Salvatori ha ricordato nella lettera che il centro agrituristico Bosco Elda è “protagonista di numerosi eventi culturali, in collaborazione con associazioni e istituzioni, tra cui, in particolare, si ricorda la rassegna jazz di rilevanza nazionale denominata Lunatica a Bosco Elda, con la presenza e la partecipazione di artisti di rilevanza internazionale”. “E’ chiaro ed evidente, pertanto, che il turismo interessato a soggiornare presso la nostra struttura ha una vocazione del tutto incompatibile con un intervento così invasivo, tanto da passare vicino all'ingresso della struttura ricettiva Bosco Elda andandone pertanto a comprometterne la quiete e la percezione di oasi naturalistica che è alla base del progetto imprenditoriale da noi intrapreso sia per il rumore delle auto che transiteranno a pochi metri dal bosco e dalla struttura agrituristica e sia per la percezione stessa della strada che di fatto va ad antropizzare, trasformare e alterare lo stato ecologico attuale della nostra struttura. Tutto questo porterebbe pertanto alla cessazione dell'attività in essere”, ha aggiunto Salvatori.
L'invasività delle opere stradali in progetto rispetto alla struttura agrituristica è evidente. In particolare, c’è una sovrapposizione dei lavori di razionalizzazione della viabilità di San Giovanni Rotondo e realizzazione dell'asta di collegamento da San Giovanni Rotondo a Foggia-I Stralcio Manfredonia-Aeroporto militare di Amendola con l'area di ubicazione della struttura ricettiva Bosco Elda. Salvatori ha chiesto che si trovi una diversa soluzione.
“Nell’ottica del principio di ragionevolezza dell’azione pubblica, del principio di salvaguardia degli interessi economici costituzionalmente rilevanti nonché del doveroso bilanciamento degli interessi in gioco, siamo a rappresentare che nella presente fattispecie, l’acquisizione coattiva dei beni di proprietà privata necessari alla realizzazione del progetto, collide non solo con l’interesse privato ma anche con l’insussistenza di ragioni di interesse pubblico tali da giustificare gli atti ablativi ipotizzati e una così incisiva compressione del diritto di proprietà che, con ogni evidenza, non appare neppure funzionale al soddisfacimento di interessi ipoteticamente preminenti non evidenti, senza che sia stata neppure rappresentata l’impossibilità - o anche solo la sconvenienza - di scelte progettuali meno impattanti sui legittimi diritti degli scriventi. Chiediamo dunque un annullamento o una drastica revisione del progetto presentato, tenendo fin da ora in conto che un eventuale valore da attribuire all’esproprio non potrà prescindere dal considerare la totale distruzione del progetto di impresa in essere. Dovrà tenere in conto, dunque, non solo il valore patrimoniale dei beni coinvolti ed i costi dell’investimento rivelatosi inutile, ma anche i costi sociali ed il mancato guadagno della struttura recettiva che è oggi pienamente operativa”.
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