Torna il Festival Gargano dei giornalismi, ma da 10 anni di territorio e stampa locale non c’è minima traccia

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I contributi degli enti pubblici locali agli eventi estivi sono spesso sinonimo di clientele più che di promozione, valorizzazione effettiva del territorio e sostegno date ad iniziative culturali e di qualità. E così accade da dieci anni che si faccia fatica a individuare la connessione col Gargano – al di là del nome della manifestazione – e il rispetto dei propositi originari da parte del Festival Gargano dei Giornalismi, per lo più noto come Premio Vincenzo Afferrante, organizzato dal figlio Michele, giornalista e autore tv a Roma. Quando nel 2013 fu istituito, col supporto del Comune di Vico del Gargano, “l'obiettivo dei promotori” era “quello di valorizzare il mondo dell'informazione locale a partire dal ricordo del vichese Vincenzo Afferrante, già corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno e poi direttore del periodico Il Gargano nuovo. In questi anni gli ospiti sono stati tanti, i fondi pubblici pure ma il risalto dato al giornalismo di Capitanata non si è mai visto. Al contrario, si sono susseguite personalità dello spettacolo lontanissime dagli scopi di partenza.

L’edizione 2023 si svolgerà tra Vico e Peschici da sabato 22 a lunedì 24 luglio.  Si comincia con Gino Castaldo e Noemi. Poi Michele Mirabella, Marino Bartoletti, Emma D’Aquino, Sara Ciafardoni. Ultima serata a Peschici con Beppe Convertini, Diego Parassole e Chiara Giallonardo. “Appuntamento tra i più importanti dell’estate garganica”, spiegano gli organizzatori sottolineando che “il direttore artistico Michele Afferrante, con il contributo e la piena condivisione dei Comuni garganici, è riuscito anche quest’anno ad assicurare al Festival una “batteria” di ospiti di assoluto rilievo nel panorama giornalistico italiano”, come pure che “l’idea del Festival –tanto semplice quanto vincente –si incardina sulla declinazione delle varie forme di giornalismo (giornalismo&musica, giornalismo&cultura, giornalismo&ambiente)”. Sabato 22 luglio, a Vico del Gargano, per la serata dedicata al Premio Gargano Musica, sul palco del Festival sarà Gino Castaldo, giornalista e critico musicale tra i più quotati e autorevoli d’Italia, a intervistare la cantante Noemi.

Nel 2022 la manifestazione Festival Gargano dei giornalismi organizzata dall’associazione umbra – e fusasi col peschiciano Premio Trabucco sorto nel 2015 – costò 44mila euro, di cui 20mila euro a carico del Comune di Vico, 14.400 euro pagati dal Comune guidato da Tavaglione e 10mila versati dall’ente Parco.

Nei lontani anni 2013 e 2014 il Comune di Vico si limitava a sostenere l’evento con 1.500 euro. Poi le cose sono notevolmente cambiate.

La giunta Sciscio lo scorso 22 giugno ha deliberato di usare gli incassi dell’imposta di soggiorno in favore dell’idea progettuale proposta dall’associazione Cantores Beati Ubaldi di Gubbio, nella persona del legale rappresentante Giancarlo Barcacci, che quello stesso giorno aveva fatto pervenire all’ente la richiesta di contributo per la realizzazione dei due giorni vichesi del Festival Gargano dei giornalismi.

Il costo del progetto è pari a 24.400 euro (20.000 + Iva al 22%), di cui 20.740 euro a carico del Comune di Vico del Gargano e 4mila euro a carico dell’ente Parco nazionale del Gargano.

Mentre l’amministrazione del neo sindaco D’Arenzo ha concesso 21mila euro all’associazione di Gubbio per la realizzazione del giorno conclusivo del Festival, quello del 24 luglio a Peschici (che comprende anche il Premio Trabucco) e per tre presentazioni agostane nell’ambito di Tutti i libri - Libri per tutti 2023.

Il giudizio di diversi intellettuali e addetti ai lavori di Vico è una stroncatura netta.

“La denominazione del Festival è collegata a un equivoco di fondo, Afferrante faceva il segretario di scuola media. L’attività giornalistica era collegata soltanto a pochi articoli che ogni tanto uscivano sulla Gazzetta e alla rubrica mensile intitolata Trenta giorni, pubblicata sul cartaceo locale Il Gargano nuovo”, spiegano alcuni vichesi a l’Attacco.

“In quella rubrica parlava di nascite, morti, diplomi e lauree di persone del posto. Scrisse anche due libretti di poesie, per il resto non c’è altro. Il secondo aspetto da considerare è che questa manifestazione non porta alcun beneficio a Vico e Peschici, non se ne capisce l’utilità né il motivo per cui il contributo pubblico sia cresciuto enormemente negli anni. E nonostante si chiami Festival Gargano dei giornalismi non tratta affatto di questioni garganiche, né di altro che possa interessare questo territorio. E’ un parlarsi addosso, una manifestazione piatta e priva di qualunque motivo di interesse. Una semplice passerella dove ciascun ospite racconta i propri meriti. Insomma, non si va oltre il parlare di sé stessi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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