E’ migliorata enormemente l’azione di contrasto alla morosità da parte di Arca Capitanata, che ha circa 12mila alloggi in provincia di Foggia. Lo mette in luce l’amministratore unico Pippo Liscio nella relazione che accompagna la delibera con cui il 15 febbraio scorso ha proceduto all’approvazione del rendiconto di bilancio 2022. L’esercizio 2022 si è chiuso con un risultato di amministrazione pari a 64.480.130,60 euro, di cui la parte accantonata ammonta a 52.816.564,58 euro, la parte vincolata è pari a 11.579.366 euro e la parte disponibile, dunque l’avanzo di amministrazione, è di 84.200,02 euro. L’utile di esercizio è stato pari a 111.012,75 euro. “Nel corso dell’esercizio 2022, le politiche di bilancio di Arca Capitanata hanno seguito le linee strategiche delineate nel biennio precedente e orientate al recupero della morosità, alla razionalizzazione della spesa corrente e al sostegno degli investimenti attraverso il reperimento di fonti di finanziamento nazionali e regionali”, spiega Liscio, insediatosi a dicembre 2022, quando prese il posto del tarantino Donato Pascarella, oggi alla guida di Arca Jonica. “Il risultato positivo è stato sicuramente raggiunto attraverso la rigorosa gestione delle risorse disponibili e dall’utilizzo del 20% dei proventi da alienazione alloggi, versati e accertati e non ancora localizzati”, continua il civico emilianista di Cerignola. Il quadro riassuntivo della gestione di cassa presso il tesoriere, che mette a raffronto i dati delle riscossioni e dei pagamenti sia in conto competenza che in conto residui, chiude con un segno positivo di 6.315.402,15 euro. A fine esercizio l’ammontare dei canoni di locazione degli alloggi realizzati con o senza contributo dello Stato è risultato di 11.149.866,67 euro, mentre l’ammontare dei canoni dei locali adibiti ad uso diverso dall’abitazione di 174.359,70 euro.
La parte più interessante è quella relativa alla lotta alla morosità e al contrasto all’illegalità. “La gestione in termini di cassa evidenzia ancora il ripetersi di problemi connessi alla morosità, che influenzano sensibilmente la gestione dell’ente”, puntualizza l’amministratore unico dell’ex IACP di via Caggese.
“Il fenomeno della morosità va, però, osservato al di là del mero dato numerico considerando la mission dell’Agenzia e i principali fruitori dei suoi servizi. Gli assegnatari dell’ente, infatti, rientrano in quelle fasce sociali che maggiormente subiscono gli effetti della congiuntura economica sfavorevole. A tal fine nell’ultimo biennio sono state delineate delle strategie operative, frutto di un’intensa attività di studio e di analisi del fenomeno della morosità, per l’adozione di misure volte a contrastare o quantomeno ridurre tale fenomeno”.
“Tale indagine ha preso le mosse dal dato storico delle riscossioni dei canoni locativi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica del territorio della provincia di Foggia, relativo agli anni 2010-2015. Dal biennio 2010-2011 al biennio 2014-2015, è emersa una costante riduzione delle riscossioni dei canoni correnti (pari al 12%) con conseguente aumento della morosità sull’accertato del 30%. Si registra, dunque, un fenomeno “morosità” avente progressivamente un’incidenza percentuale di gran lunga superiore ad un dato che possa ritenersi fisiologico”.
“Tale situazione, oltre che rappresentare un problema molto grave che evidentemente ha minato e mina il funzionamento del meccanismo dell’ERP, sottraendo importanti risorse finanziarie per una valida politica abitativa, ha, invero, mortificato gli effetti dell’incremento della riscossione residui attivi, rappresentati dal pagamento dei canoni insoluti e scaduti. La nuova strategia di contrasto alla morosità adottata dall’attuale amministrazione, basata sulla costante implementazione di azioni di controllo e monitoraggio nonché di repressione delle violazioni contrattuali (con diffide amministrative e decreti di rilascio per morosità), lontana dalla politica gestionale improntata al laissez-faire, è divenuta uno strumento di stimolo per uno sviluppo educativo degli utenti, chiamati ad essere protagonisti, con l’adempimento degli obblighi contrattuali, di un abitare responsabile”.
Liscio rimarca che “in continuità con l’attività di diffida instaurata a partire dal 2016, nell’anno 2022 sono stati diffidati oltre 230 assegnatari morosi nel pagamento del canone locativo o inadempienti rispetto ai piani di rientro sottoscritti con l’ente. Nel 2022 sono stati presentati 299 piani di rientro. Inoltre, l’Agenzia ha continuato l’attività di contrasto alle occupazioni abusive degli alloggi. In particolare, rispetto alle 127 notizie di occupazioni abusive pervenute, sono stati redatti 113 provvedimenti di rilascio nei confronti dei soggetti la cui posizione di occupatori privi di titolo è stata effettivamente confermata. Liscio evidenzia infine che, attualmente, rispetto ad un organico che prevede 72 unità ne sono in servizio appena 52.
Ma il collegio dei sindaci (Luigi Colomba, Giancarlo Celozzi, Andrea Schena) sottolinea che “l’analisi delle principali entrate dell’ente evidenzia come il fenomeno della morosità per canoni alloggi persiste”.
“Lo sfasamento temporale avuto fino all’annualità 2021 tra il versamento, da parte degli utenti, dei canoni per alloggi sui c/c postali intestati all’ente ed il loro riversamento sul conto di Tesoreria Unica dell’ente ha generato nell’annualità 2022, anno di completa adozione del sistema PAGO PA, valori non comparabili tra le diverse annualità”, spiega il collegio. “Pertanto l’apparente miglioramento nella riscossione dei canoni registrato nel corso dell’annualità 2022, passato da 1.970.907,93 euro dell’annualità 2021 a 6.728.932,71 euro dell’esercizio 2022, è generato dall’adozione del PAGO PA che permette la registrazione degli incassi con maggiore rapidità e direttamente nell’annualità di competenza”.
Il collegio dei sindaci conclude affermando che “dimostrazione ne è il crollo della riscossione registrata in conto residui passata da 4.349.440,79 euro del 2021 a 152.225,52 euro, pari solo al 0,31% dei residui al 1° gennaio 2022 e che al 31 dicembre del 2022 hanno raggiunto l’ammontare a 51.436.314,39 euro”.
“Resta fermo il sollecito da parte di questo collegio di attivare con tempestività le azioni di recupero delle somme dovute dagli inquilini per morosità pregressa nonché a porre in essere le azioni idonee ad evitare il maturare della prescrizione prende atto, nel contempo, che l’estrema lentezza se non l’impossibilità di eseguire gli sfatti per morosità, da un lato rende le azioni di recupero dei canoni evasi particolarmente difficoltose se non addirittura vane, dall’altro stimola un sempre maggior numero di inquilini ad evadere il canone dovuto”, è il monito finale.
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