Dopo il tragico incidente che è costato la vita alla giovane praticante avvocato Camilla Di Pumpo, nella notte tra il 26 e il 27 gennaio scorso, la città di Foggia
sente la necessità di riunirsi, pregare e chiedere sicurezza nelle strade. L’appuntamento, promosso e organizzato dal Comitato Genitori per Foggia insieme ai colleghi del padre della vittima, è per questa sera, 2 febbraio, dalle ore 20 alle 22 in piazza Cesare Battisti.
Si tratterà di una fiaccolata stanziale, dal momento che il desiderio iniziale di camminare dalla casa di Camilla fino al luogo della sua morte non è stato autorizzato a causa delle normative Covid.
Erano da poco passate le 23.30 quando la praticante avvocato, che quel giorno stesso aveva scoperto di aspettare un bambino dal suo compagno Mario Aiezza, si era messa alla guida della sua Panda rossa per rientrare nella casa natale, che condivideva con i genitori. Ma dopo pochissimi minuti dalla sua salita in auto, una macchina di grossa cilindrata che procedeva a forte velocità nella centralissima e stretta via Matteotti l’ha travolta. L’urto è stato fatale a Camilla che è deceduta dopo poco tempo in ospedale.
Da giorni continua ininterrotto il tam tam sui social. Sono in tantissimi gli amici, i parenti ed i colleghi che non smettono di ricordarla, scrivendo frasi colme di affetto e dolore per quanto accaduto. Nelle moltissime foto che la immortalano in momenti felici, Camilla non smette mai di sorridere. Ed è forse questo suo carattere forte e solare, così ampiamente descritto su Facebook e su Instagram, oltre all’assurdità di una morte tanto violenta, a mettere sotto choc la città di Foggia, che si riunisce in piazza Cesare Battisti per commemorarne la memoria.
A Camilla Di Pumpo è stata intitolata la Consulta nazionale dei praticanti dell’associazione Aiga di cui faceva parte. E sempre a Camilla, l’Aiga ha detto di voler intitolare un'Aula nella sede centrale. Inoltre, da parte di alcuni esponenti dell’Università di Foggia, nello specifico della facoltà di Giurisprudenza, è stato espresso il desiderio di istituire a suo nome una borsa di studio.
E considerato il suo amore per i cani, al rifugio Oasi di Angelo verrà modificato il nome in Oasi di Camilla. Mentre in chiesa l’avvocato Michele Vaira, in un toccante intervento, ha detto che anche l’Ordine forense ha deciso di intitolarle una borsa di studio. Ancora Sara Nazzaro, di Link Foggia ha spontaneamente realizzato il logo, battezzando In memoria di Camilla l’incontro che avrà luogo oggi.
A scioccare la città non soltanto il sacrificio di una vita tanto giovane e promettente, quanto la terribile casualità che l’ha determinata.
“Non si può morire in pieno centro, in un normale mercoledì sera”, commentano alcuni. “Camilla non aveva sbagliato nulla. Non beveva, non fumava, non assumeva droghe. Era una giovane e brava ragazza piena di entusiasmo e di speranze per il futuro. Aveva mille progetti che stava per realizzare e ci sarebbe riuscita se questo terribile fatto non fosse accaduto. Inoltre non guidava ad alta velocità, non era notte inoltrata, non ha commesso infrazioni”. Ed è proprio questo insieme di fattori che ha sensibilizzato moltissimo l’opinione pubblica di una città che già vive una situazione difficile e che oggi, dopo questo incidente mortale, si sente molto più vulnerabile.
“Pensiamo a Camilla tutti i giorni da quando è successo il fatto”, dicono da più parti. “Camilla è la figlia di tutti noi”, ripetono altri. “In città non si parla d’altro. Dal parrucchiere, al supermercato, nel mio gruppo di preghiera. Camilla è ovunque, è in ognuna delle nostre case e in tutti i nostri cuori”. Intanto la città condivide i messaggi così come richiesto da alcuni membri della famiglia. “Mi voglio rivolgere a tutte le persone che hanno ricevuto questa notizia assurda”, scrive il fratello Matteo Di Pumpo. “Le uniche cose che avrei voluto dire è che tu devi essere quella persona che aiuterà Foggia e la mentalità a cambiare”, scrive rivolgendosi alla sorella Camilla. “Perché so che tu avresti voluto aggiustare questa città, anche se io ti dicevo che sarebbe stato inutile”.
E poi lo zio Fabrizio Abbruzzese che scrive. “Vorrei fare un appello alla popolazione sana. Chiedo a voi di fare qualcosa per lei. Ma anche per tutti noi, per quelli che restano. Condividete tutti i post che la riguardano, affinché di questo si parli a livello mediatico. Così che il suo sacrificio sia conosciuto. Chiedo a voi di contattarmi per fornirmi particolari di quella sera che possano far luce su alcuni punti che ancora non sono chiari. Mandatemi video, informazioni e quant’altro possiate ritenere utile”. E la città condivide. Per il fratello Matteo addirittura 2056 volte.
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