E’ ancora forte lo sconcerto e il dolore a Foggia per la morte di Camilla Di Pumpo, la giovane vita spezzata nel tragico incidente stradale che ha turbato
l’intera città. Tutte le persone che a lei erano vicine ora chiedono che venga fatta giustizia.
Come è noto, è stato aperto un fascicolo e la magistratura è al lavoro per ricostruire l’accaduto. Ma c’è un altro elemento che ha destato l’attenzione di molti. Nelle ore immediatamente successive all’impatto sono saltati, di cellulare in cellulare, video amatoriali registrati dai presenti. Video che hanno consentito, tra l’altro, di individuare la persona che si era appropriata del telefono della ragazza.
Il registrato però mostra anche le operazioni di soccorso effettuate dal personale dell’ambulanza 118. l’Attacco ha visonato le immagini, non rese pubbliche per non ledere in alcun modo la dignità della vittima, così come sono state osservate da alcuni addetti ai lavori nell’ambito dell’emergenza urgenza: medici e soccorritori i quali hanno manifestato non poche perplessità.
Non più di tre minuti trascorrono dall’arrivo dell’ambulanza (senza medico a bordo, il quale arriva con l’auto medica dopo pochi secondi), estrazione della ragazza dall’auto, caricamento sul mezzo e partenza in direzione ospedale.
Ma cosa deve fare il personale sanitario in casi come questi?
“Sono previsti specifici protocolli ai quali dobbiamo rigorosamente attenerci e seguiamo dei corsi avanzati per la gestione proprio di questo genere di pazienti – hanno spiegato alcuni medici specialisti a l’Attacco -. Un intervento non è ad interpretazione, non ci possiamo basare su un'opinione ma su precisi modelli e sulla preparazione fornita da studi ed esercitazioni”.
Nel caso specifico: “Dai movimenti della testa della ragazza, che ciondola a destra e sinistra, si può ipotizzare che non sia stato applicato il collare, non si vede il ked, un dispositivo che avvolge tutto il torace e il rachide dorsale, fino alla parte lombare del corpo e serve proprio per estrarre in sicurezza i pazienti dai veicoli dopo un incidente o dove ci sono traumi e c'è bisogno di immobilizzare i pazienti per poi posizionarli sulla barella spinale – hanno aggiunto gli specialisti -. Si tratta di un dispositivo da molto tempo in dotazione a tutte le ambulanze, anche del 118 di Capitanata. E ancora, che accortezze sono state usate per il bacino? Le lesioni in questa parte del corpo possono essere molto gravi, ad esempio nel caso di open book (a libro aperto, letteralmente, ndr) che deve essere valutato e stabilizzato subito con la cintura pelvica perché può dare un’emorragia mortale nel giro di pochi minuti. Che valutazione è stata fatta in questo senso sulla ragazza?”.
Uno dei momenti cruciali nelle prime operazioni di soccorso è proprio quello delle valutazioni, quando il traumatizzato è ancora nel mezzo, ricordano i medici. “È un momento importantissimo – confermano -, quando si accede ad un veicolo è necessario valutare torace, addome, bacino, stato di coscienza. La procedura si sintetizza con le lettere Abcde, acronimo che sta per Airways, cervical spine and oxygen (vie aeree, rachide cervicale e ossigenoterapia), Breathing (respirazione), Circulation (circolazione e controllo emorragie arteriose), Disability (problemi neurologici), Exposure (esposizione del paziente e successiva protezione termica). Dalle immagini si direbbe che la paziente non è cosciente, le pende un braccio dalla barella, la testa si muove per conto suo. I pazienti incoscienti vanno intubati subito, perché si possono definire traumatici gravi, non c'è bisogno neppure di sedarli. Un paziente traumatico tendenzialmente va in depressione cardiorespiratoria il più delle volte per cui va supportato da un punto di vista cardiologico, eventualmente con un massaggio cardiaco, da cominciare subito. Ma la procedura impone un'attenzione primaria alle vie respiratorie perché il paziente incosciente può essere in arresto cardiorespiratorio. Dalle immagini sembra che la ragazza entri in ambulanza senza essere stata intubata”.
Ci sono due correnti di pensiero che portano a due azioni diverse, hanno chiarito i medici.
“In linea di principio il paziente va stabilizzato lì dov'è, addirittura in auto andrebbe intubato e dovrebbero essere effettuate le prime manovre rianimatorie. Invece dalle immagini sembra sia stata applicata la pratica Scoop and Run (raccogli e corri, ndr) che si usa, da protocollo, solo negli sparati e negli accoltellati, vale a dire quando c'è una lesione penetrante su un organo vitale che può essere testa, torace o addome, in quel caso l'unica maniera di trattare i pazienti è la chirurgia. O ancora, in rari casi per mancanza di sicurezza dell'ambiente in cui si trova il paziente, ad esempio l'auto in fiamme, se la scena non è sicura allora si può fare questo passaggio rapido ma stabilizzare il paziente sul posto è sempre la cosa migliore da fare”.
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