Palazzo D’Avalos, futuro punto di riferimento del Parco dell’Incoronata. Sarà un museo tra storia e natura

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Da rudere abbandonato per molto tempo a splendido centro visita per scolaresche e gruppi turistici con l’obiettivo di raccontare al meglio il Parco regionale dell’Incoronata,

la sua preziosa e variegata natura, intimamente connessa, per di più, ad una storia regale.

Dovrebbe essere questo il destino di Palazzo D’Avalos, appartenente al patrimonio architettonico del Comune di Foggia, sito in agro di Masseria Giardino e patrimonio dello stesso Parco dell’Incoronata.

L’edificio storico è oggetto di una progettazione che sta partendo proprio in questi giorni grazie ai fondi del Cis Capitanata (e cioè il Contratto istituzionale di sviluppo finanziato dall’ex governo Conte con 280 milioni di euro complessivi). L’affidamento per i servizi di rilievi e indagini, progettazione di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva e coordinamento sicurezza in progettazione, direzione lavori e coordinamento sicurezza in esecuzione, afferente all’intervento di rifunzionalizzazione e ristrutturazione di Palazzo D'Avalos è stato vinto (tra 37 partecipanti da tutta Italia, quasi tutte associazioni temporanee di imprese) grazie ad un ribasso del 50,33 percento su base d’asta di 875.443,28 euro dal raggruppamento temporaneo di professionisti composto dalla perugina SAB srl; MTstudio di Roma; l’archeologa Giuseppina Diomede di Foggia; l’ingegnere Michele Candela di Avellino; la foggiana Omphalos di Leonardo Marrone; l’architetto foggiano Tiziano Bibbò; la genovese Dodi Moss srl; e l’architetto Antonello D'Ardes di Manfredonia.

Quest’ultimo, nel 2020, fu nominato dalla giunta Emiliano quale componente della Commissione regionale per i Beni culturali; inoltre a Manfredonia si è occupato negli scorsi anni, tra le altre cose, del piano di recupero del centro storico, del rifacimento del Museo diocesano (inaugurato nel 2016), del sito delle due Basiliche di Siponto e dei lavori che hanno interessato la millenaria Abbazia di San Leonardo in Lama Volara.

E’ proprio a lui che l’Attacco si è rivolto per illustrare nel dettaglio il progetto di riqualificazione di Palazzo D’Avalos: in cosa effettivamente consisterà questo futuro centro visita a cui l’edificio verrà adibito e la cui idea, stando a quanto ha dichiarato D’Ardes, è molto piaciuta sin dall’inizio all’amministrazione comunale del capoluogo dauno.

“Nella nostra concezione, quell’edificio dovrà essere un punto di riferimento per il Parco regionale dell'Incoronata, All’ultimo livello della struttura, per esempio, sorgerà un centro visita dove verranno illustrate tutte le caratteristiche e le peculiarità del parco e da dove si potrà osservare direttamente, grazie alla collocazione di periscopi, le fasi di vita (come la cova) di diverse specie volatili tutelate dalla normativa in materia, dagli aquilotti ai pipistrelli, che abitano attualmente nel sottotetto del complesso edilizio, avendolo eletto a propria casa naturale nei decenni di abbandono del palazzo. Sul piano intermedio o primo livello – continua D’Ardes - abbiamo pensato di realizzare, contestualmente, una biblioteca del Parco dell'Incoronata, con volumi a tema specifico: una biblioteca specializzata e coerente con il centro visita, insomma, che possa essere utile alle scolaresche per comprendere al meglio la natura del paesaggio in cui si trovano. Nell'interrato, inoltre, in ragione degli ambienti bui che ben vi si prestano, stiamo progettando percorsi multimediali sul rapporto tra storia e natura locali, e dunque sul rapporto di Federico II con ‘le domus solaciorum’, cioè le residenze in cui l’imperatore si recava quando veniva a praticare l’arte della caccia in Capitanata, in particolar modo in zona Incoronata. Testimonianze architettoniche quasi del tutto scomparse o degradate, un esempio su tutti San Lorenzo in Carmignano, che è, invece, necessario rievocare attraverso filmati multimediali in cui si spiegherà anche il Trattato sulla Falconeria di Federico II. Un modo di raccontare la natura attraverso la storia federiciana, e viceversa. Infine, nel corpo aggiunto rettangolare esterno, e cioè l’ex colombaia, per intenderci, il progetto prevede la collocazione di un bar-caffetteria e punto ristoro”.

I rilievi pre-progettuali sono terminati l’estate scorsa, mentre il progetto definitivo sarà consegnato entro l’estate a venire. Poi l’iter burocratico - che dovrebbe prevedere tempi rapidi - sull’approvazione del progetto esecutivo, all’esito della quale, se tutto andrà bene, alla fine di quest’anno, prospetta D’Ardes a l’Attacco, si procederà con la gara d’appalto per la realizzazione dei lavori.

L’architetto auspica pure che la rifunzionalizzazione di Palazzo D’Avalos proceda di pari passo con una riqualificazione del paesaggio naturale circostante che possa essere coerente con il progetto.
Intorno all’edificio, infatti, si estendono i terreni agricoli di proprietà comunale affidati in concessione all’Ats Monte Maggiore di Ugo Fragassi.

Appezzamenti caratterizzati dall’agricoltura meccanizzata del ‘900 che poco si presterebbero alla rievocazione del paesaggio storico (dunque di natura boschiva) pensato da D’Ardes per l’area immediatamente circostante al complesso edilizio.

“Abbiamo suggerito all'amministrazione comunale - racconta l’architetto manfredoniano - le nostre idee, con la speranza che possano essere realizzate dalla gestione dell'impresa agricola. Abbiamo, per esempio, immaginato di segnare attraverso la piantumazione di filari di alberi la vecchia traccia del fiume Cervaro, che, storicamente, passava proprio su un fianco del casale. Inizialmente volevamo ricreare addirittura un pezzo di percorso fluviale, uno specchio d’acqua, anche per attirare uccelli ed altre specie animali. Poi, con i paesaggisti, abbiamo optato per interventi più soft. In tutti i modi, il Comune ha accolto con interesse le nostre proposte, paventando, infine, la possibilità di trasferirle, per la loro realizzazione, nel quadro dei futuri interventi operativi dell’Ats Monte Maggiore”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet