Sono passati esattamente sei mesi da quando Foggia è stata commissariata per infiltrazioni mafiose ma nel frattempo sul piano legislativo qualcosa è cambiato, in particolare per ciò che attiene la tutela della presunzione di innocenza. Lo fa notare a l’Attacco l’avvocato Vincenzo De Michele che ha una lunga esperienza in fatto di applicazione del diritto europeo. Il recente decreto Cartabia ha riacceso l’attenzione su un istituto che potrebbe avere ripercussioni anche sulla vita dei foggiani e non solo.
“L'Italia è assoggettata agli obblighi comunitari, tra cui quello di recepire le direttive. Il recepimento di quella relativa alla presunzione di innocenza sarebbe dovuto avvenire entro aprile 2018 – ha spiegato il legale foggiano -. Secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, gli Stati sono responsabili nel caso in cui non adempiano agli obblighi comunitari entro il termine di recepimento fissato, ragione per cui sostanzialmente lo Stato italiano è responsabile dall'aprile del 2018 fino al 14 dicembre del 2021, giorno in cui è stato emanato il Dlgs 288, il cosiddetto decreto Cartabia. In particolare all'articolo 2 il provvedimento stabilisce che è fatto divieto alle autorità pubbliche di indicare come colpevole la persona sottoposta a indagine fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale in una condanna irrevocabile. Questo obbliga tutte le autorità pubbliche a silenziare le notizie che possano in qualche modo portare, sul piano indiziario e peraltro senza contraddittorio, a indicare determinati soggetti come colpevoli di reati”.
Autorità pubbliche vuol dire Stato, dal governo della Repubblica italiana, fino ai prefetti, compreso quello di Foggia. “Tutti dobbiamo conoscere il diritto europeo, soprattutto lo Stato e le sue articolazioni – ha ricordato De Michele -. Anzi, la giurisprudenza della Corte di Giustizia, impone l'applicazione verticale delle direttive e prevede l'azione di risarcimento danni per la violazione del diritto dell'Unione proprio nel caso in cui l'inadempimento avvenga da parte dello Stato. Tutto quello che è avvenuto, dal commissariamento del Comune di Foggia per mafia alle interdittive antimafia emanate dall'ex prefetto di Foggia Grassi, a mio parere sono illegittime, in flagrante violazione della direttiva sulla presunzione di innocenza, che avrebbe dovuto essere recepita entro aprile 2018 ma rispetto alla quale c'era comunque un obbligo dello Stato di non emanare disposizioni, norme, atti e comportamenti idonei ad andare in contrasto con la stessa”.
In altre parole non sarebbe stato necessario aspettare il decreto Cartabia, andava comunque applicata la direttiva sulla presunzione di innocenza “se non altro nei comportamenti”, ha sottolineato l’avvocato.
“Tutte quelle imprese che sono state devastate dalle interdittive antimafia, il Comune di Foggia e i suoi cittadini, a questo punto direi tutti gli abitanti della provincia considerato che interdittive e commissariamenti sono stati praticati a imprese e Comuni, anche importanti, della Capitanata, tutta la nostra gente può essere interessata ad avviare un'azione di risarcimento del danno a titolo personale nei confronti dello Stato e direi anche nei confronti dell'ex prefetto presso il tribunale di Foggia, per non aver applicato la direttiva comunitaria”, ha evidenziato De Michele.
Rispetto all’inadempimento dello Stato italiano delle direttive ci sono numerosi precedenti di azioni risarcitorie, dai medici specializzandi, ai precari del pubblico impego, come raccontato recentemente su queste colonne.
“Tutte le volte che lo Stato italiano, e sono numerosissime, non recepisce correttamente o non recepisce affatto il diritto dell'Unione scatta il diritto dei singoli, che sono stati danneggiati da questo comportamento, a chiedere il risarcimento dei danni davanti al tribunale ordinario. Così anche per le aziende sottoposte a interdittiva, sul territorio ce ne sono diverse e hanno subito un danno notevole da questa attività. Si dà il caso peraltro che sia stata modificata anche la normativa sulle interdittive prefettizie: adesso è prevista una fase di pre-contenzioso e contraddittorio che in precedenza non c'era. Inoltre, l'azione di risarcimento del danno può essere anche in forma specifica, si può chiedere cioè il ripristino della situazione precedente. Nel caso di Foggia: l'allontanamento dei commissari e l'indizione di elezioni per far scegliere ai cittadini il nuovo organo consiliare e il Sindaco. Tutti i foggiani possono essere promotori di questa iniziativa, così come tutti coloro che hanno subito un danno. Noi cittadini l'abbiamo subito nel momento stesso in cui non abbiamo più avuto il governo della città, attraverso i nostri rappresentanti liberamente eletti”.
Una possibilità della quale non tutti sono a conoscenza, il diritto comunitario spesso viene ignorato, ricorda il legale: “In Italia è piuttosto scarsa l'applicazione del diritto europeo, anche se qualcosa ultimamente sta cambiando grazie soprattutto all'attività della Corte Costituzionale, della Cassazione e dello stesso Consiglio di Stato, con i loro giudici il recepimento del diritto europeo sta diventando sempre più significativo. Questo consente ad un avvocato di poter dire che probabilmente il marchio di mafia dovrebbe essere rimandato al mittente”.
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